Usare piatti più piccoli non fa mangiare meno

Mangiare in piatti più piccoli non riduce le quantità di cibo che ingeriamo. Ecco cosa emerge da un nuovo studio.

Piatti

Mangiare in piatti più piccoli non ci porta a mangiare meno. A sfatare questa famosa convinzione è un nuovo studio pubblicato sulla rivista Appetite, dal quale emerge che cercare di ingannare il cervello per mangiare meno, magari servendo il cibo su un piatto più piccolo, non sempre sortisce l'effetto desiderato. Gli esperti hanno infatti scoperto che quando le persone sono private del cibo, è più probabile che identifichino con precisione la porzione di un pasto, indipendentemente da come e dove questo viene servito.


Le dimensioni del piatto non contano quanto pensiamo. Se hai fame e non hai mangiato, o se stai cercando di ridurre le porzioni, una porzione è simile se riempie un piatto più piccolo o se è circondata da uno spazio vuoto su un piatto più grande.

Nel loro studio, gli esperti hanno scoperto che le persone che non mangiavano da almeno tre ore avevano maggiori probabilità di identificare correttamente le proporzioni della pizza collocata su vassoi più grandi e più piccoli, rispetto alle persone che avevano mangiato da poco tempo.

Nell'ultimo decennio, i ristoranti e le altre aziende alimentari hanno utilizzato piatti progressivamente più piccoli per conformarsi al pregiudizio percettivo secondo cui in questo modo si ridurrebbe il consumo di cibo. Questo studio

spiegano gli esperti

smentisce questa nozione: quando le persone hanno fame, specialmente quando sono a dieta, hanno meno probabilità di essere ingannate dalle dimensioni del piatto, e si rendono più conto che stanno mangiando meno, e ciò aumenta le probabilità che mangino di più in un secondo momento.

via | ScienceDaily

Foto da iStock

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