Insulina in pillole: entro 5 anni i test clinici sull'uomo

L'insulina in pillole potrebbe diventare realtà molto presto, sempre più vicini i test clinici sull'uomo

Insulina pillole test

Questa notizia era attesa da anni, precisamente da quando la ricerca medica aveva ammesso di essere riuscita ad andare oltre al gravoso limite dell'insulina per via orale, ossia quello del cattivo assorbimento della stessa per colpa dell'azione dei succhi gastrici. Oggi, in barba anche alla parentesi transdermica, che sembrava l'unica via per gridare alla rivoluzione nel trattamento del diabete, le cose pare stiano cambiando sul serio.

L'insulina in pillole, già testata in vitro e sulle cavie, potrebbe infatti passare al test clinico su essere umano entro 3-5 anni, rendendo, come si spera, molto più facile la gestione della patologia metabolica.

Ad oggi il metodo di somministrazione per chi ha il diabete insulinodipendente è di iniettare per via sottocutanea l'ormone sintetico, con siringa, penna o per mezzo del microinfusore. Ma secondo il lavoro di equipe della Harvard University, pubblicato sulla rivista scientifica PNAS, gli aghi potrebbero diventare presto un brutto ricordo per i milioni di persone che devono fare una o più punture al giorno per mantenere la glicemia stabile.

Ma come fa la nuova pillola a bypassare il problema dell'attacco degli acidi nello stomaco? Fin qui risposta semplice. Gli studiosi hanno infatti sviluppato un tipo di capsula in grado di resistere ai succhi gastrici, che invece si scioglie in ambiente alcalino, come quello dell'intestino tenue, dove rilascia l'insulina e il liquido ionico che la contiene.

Quest'ultimo è essenziale per garantire il corretto assorbimento dell'ormone attraverso i tessuti intestinali. Per il momento i risultati sulle cavie danno speranza sull'effettiva efficacia di questa innovativa modalità di assunzione dell'insulina, certamente meno invasiva e complessa della classica iniezione.

Ovviamente solo dopo gli sperati buoni esiti del trial clinico, le cui tempistiche sembrano molto confortanti, si potrà parlare di vera rivoluzione. Per il momento possiamo solo aspettare che passi il prossimo lustro e che nel mentre la ricerca continui a fare passi da gigante in questo campo.

I malati di diabete nel mondo sono infatti più di 40 milioni, tutti in attesa di buone nuove per guarire o almeno per gestire in modo dignitoso e semplice la propria condizione.

Via | Corriere
Foto | iStock

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