Maturità 2018, traccia tecnico-scientifica: il dibattito bioetico sulla clonazione

Sono uscite le attese tracce per la Prima Prova dell'esame di Maturità 2018. La traccia del saggio tecnico-scientifico riguarda la clonazione e il dibattito bioetico che la concerne.

Tirannosauro rex

Maturità 2018 - Ci siamo, finalmente sono uscite le tanto attese tracce della Prima Prova dell'esame di Maturità 2018. Per quanto riguarda la tipologia B, il saggio, se andiamo a vedere la traccia tecnico-scientifica, quest'anno è stato scelto un argomento quanto mai attuale: Il dibattito bioetico sulla clonazione, con particolare focus sulla clonazione di primati non umani e come questa evoluzione della scienza influenzi soprattutto l'ambito etico umano. Di seguito troverete la traccia del saggio tecnico-scientifico e il suo svolgimento.


Maturità 2018, il saggio tecnico-scientifico: la traccia


Argomento: Il dibattito bioetico sulla clonazione

bioetica: Disciplina accademica e ambito di riflessione interdisciplinare che si occupa dell’analisi razionale dei problemi morali emergenti nell’ambito delle scienze biomediche, proponendosi di definire criteri e limiti di liceità alla pratica medica e alla ricerca scientifica, affinché il progresso avvenga nel rispetto di ogni persona umana e della sua dignità.

"bioetica", Enciclopedia Treccani
http://www.treccani.it/enciclopedia/bioetica/

La prima clonazione di primati non umani

In Cina sono stati ottenuti due macachi geneticamente identici con la stessa tecnica usata per la pecora Dolly: è la prima volta che ci si riesce con le scimmie. Ma a che scopo? E quanto è lontana la clonazione umana?

Un gruppo di scienziati cinesi ha prodotto due macachi geneticamente identici utilizzando la stessa tecnica che nel 1996 diede vita alla pecora Dolly, il primo mammifero clonato. Quello descritto in un articolo su Cell è il primo tentativo di clonazione di un primate non umano terminato con successo.

Elisabetta Intini, Focus.it, 25 gennaio 2018
https://www.focus.it/ambiente/animali/in-cina-la-prima-clonazione-di-primati-non-umani

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea

CAPO 1 - Dignità
(...)
Articolo 3 - Diritto dell'Integrità della persona
1. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.
2. Nell'ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati:
- il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge
- il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone
- il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro
- il divieto della clonazione riproduttivo degli esseri umani

Gazzetta ufficiale delle Comunità Europee, Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europa, 18-12-2000

" (...) esistono normative già ben consolidate e universalmente condivise che pongono severi vincoli di sicurezza alle applicazioni biomediche (...) però (...) è necessario ragionare e distinguere i differenti casi, evitando di accomunarli tutti in sommarie e frettolose condanne. Si può certo comprendere che, nell'immediatezza dell'evento Dolly e di fronte agli scenari apocalittici e ripugnanti descritti dai mass media, le autorità pubbliche abbiano sentito l'esigenza di intervenire in maniera rapida e decisa, per tranquillizzare un'opinione pubblica frastornata e preoccupata da vorticosi progressi della biologia e che poteva alla fine arrivare a dubitare del valore stesso del progresso scientifico. (...) Ma una volta passata la fase dell'emergenza e dell'emozione, bisogna tornare a discutere, ad analizzare fino in fondo le varie prospettive e a distinguerle in base alle finalità che si propongono, evitando che la condanna delle finalità aberranti metta a repentaglio anche la possibile utilizzazione della tecnica della clonazione per finalità chiaramente benefiche. Una di queste utilizzazioni è (...) quella nel settore della ricerca sulle cellule staminali".

Demetrio Neri, La bioetica in laboratorio, Laterza, Roma, Bari, 2001

La clonazione della scimmia ha fatto scalpore. Suscitando un dibattito che si è subito polarizzato tra i difensori della libertà di ricerca e chi, invece, invoca una regolamentazione sulla base di considerazioni etiche. (...) dire, da un lato, che il limite della scienza è la scienza stessa suona oggi insufficiente. Dobbiamo tornare a chiederci quali sono i limiti che, come umani, riteniamo di non perdere o volere oltrepassare. Abbiamo cioè bisogno di aprire una riflessione etica nell'era della società tecnica. Ma non è sufficiente appellarsi a una qualche autorità. Abbiamo bisogno di argomenti e di forme di governance adeguate. Invece che limitarsi a polemizzare, le diverse componenti della tradizione occidentale potrebbero trovare un compito comune: nel momento in cui la tecno-scienza diventa infrastruttura planetaria, cosa vuole dire e come fare per salvaguardare il valore della persona umana?".

Mauro Magatti, Serve una riflessione etica sulla tecno-scienza, Corriere.it, 29 gennaio 2018

Maturità 2018, il saggio tecnico-scientifico: svolgimento


Un tema di grande attualità del momento in ambito scientifico è quello della clonazione. Soprattutto le sue implicazioni bioetiche sono da tempo al vaglio di esperti in vari settori, a causa delle profonde influenze che una tecnica scientifica di tale portata potrebbe avere sull'umanità. E' la stessa Treccani a spiegarci meglio il significato di "bioetica", ciòè una disciplina e un ambito di riflessioni interdisciplinari (quindi che si collegano a più settori, intersecandosi fra di loro) che studia i problemi morali scaturiti dalle scienze biomediche. Scopo della bioetica è quello di analizzare razionalmente e scientificamente questi problemi, cercando anche di definire quali siano i limiti della pratica medica e della ricerca scientifica, in modo che il progresso continui, ma rispettando sempre la dignità umana.

La clonazione è una tecnica dell'ingegneria genetica che ha la funzione di riprodurre copie identiche di un frammento del DNA o di un intero corredo genetico, partendo anche da una singola cellula e utilizzando vettori di clonazione. Si potrebbe dunque sostenere che un clone sia un individio geneticamente identico a un altro. Questo a meno che il corredo genetico non venga modificato per "migliorare il patrimonio genetico"

La clonazione è diventata nota a livello del grande pubblico sin dagli anni Novanta quando Neal First e poi Ian Wilmut provarono a clonare una pecora. La pecora Dolly nel 1996 divenne un caso internazionale: un intero essere vivente venne creato ex novo in laboratorio. Dolly possedeva le medesime informazioni genetiche della pecora di partenza. In realtà è dal 1938, con lo scienziato Hans Spemann, che si cercava di trasferire del materiale nucleare, ma all'epoca mancavano gli strumenti adatti. Nel corso della storia, diversi esperimenti si sono susseguiti, fino ad arrivare nel 1996 a Dolly.

Ma la scienza non si è fermata qui e nel 2018, in Cina, sono stati clonati i primi primati non umani. Inevitabili le domande: la clonazione umana è poi così lontana? E sarebbe eticamente accettabile? Se, infatti, clonare piante o animali da reddito per aumentare la produttività può essere accettabile, se la clonazione ha lo scopo di tutelare la biodiversità per aiutare le specie in via d'estinzione (tale concetto è stato portato all'estremo dallo scrittore Michael Crichton nel romanzo Jurassic Park e sequel: qui, da insetti intrappolati nell'ambra, viene estratto il DNA dei dinosauri di cui si erano nutriti, dinosauri che vengono così riportati in vita in laboratorio; già nello stesso romanzo ci si domandava se il fatto di poter fare qualcosa, rendesse lecito il farla) o per far produrre determinate molecole utili per curare malattie umane, ben diverso è pensare alla clonazione di esseri umani.

La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea è ben chiara in merito: nel Capo 1 – Dignità, l'articolo 3 spiega che ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica. Questo significa che nell'ambito della medicina e della biologia non solo sono vietate le pratiche dell'eugenetica volte a selezionare le persone (l'eugenetica è una pratica che intende migliorare il patrimonio genetico degli individui), ma è anche vietata la clonazione riproduttiva degli esseri umani.

Clonare gli esseri umani non è moralmente accettabile ed è per questo motivo che molti paesi hanno istituito delle leggi per bloccare tale pratica. Leggi che, però, permettono magari di clonare altri animali, anche non da reddito, come i cani per esempio. Aveva fatto scalpore tempo fa la notizia secondo la quale un'azienda permetteva di clonare il proprio cane: anche qui il dibattito sulla liceità della pratica si era scatenato furibondo.

Tuttavia non bisogna demonizzare del tutto la pratica: bisogna distinguere i casi in cui tale pratica possa essere consentita e i casi in cui sia del tutto inaccettabile. Già nel 2001 Demetrio Neri nel saggio La bioetica in laboratorio, affrontava questo delicato tema. Neri ricordava che esistono già normative che limitano le pratiche biomediche, ma che non bisogna condannarle a prescindere. La storia della pecora Dolly aveva profondamente scosso l'opinione pubblica, preoccupata dai limiti che la scienza e il progresso scientifico stavano raggiungendo, ma ragionandoci a mente fredda ecco che bisogna capire in quali ambiti il processo di clonazione sia accettabile. Bloccare del tutto questa pratica potrebbe voler dire impedire che essa venga utilizzata a scopi benefici. E Neri citava, all'epoca, la ricerca sulle cellule staminali.

Più recente la riflessione di Mauro Magatti comparsa su Corriere.it: proprio a inizio anno, quando dalla Cina era arrivata la notizia della clonazione dei primati, Magatti aveva analizzato il dibattito insorto fra chi difendeva la libertà di ricerca e chi, invece, chiedeva una maggior regolamentazione su basi etiche. E' giusto stabilire dei limiti oltre i quali non andare, ma bisognerebbe che tali leggi fossero stabilite a livello mondiale. Polemizzare sterilimente su cosa sia lecito e cosa non lo sia non basta: bisogna capire fin dove sia possibile arrivare, senza bloccare il progresso da una parte (cosa che nuocerebbe comunque all'umanità perché bloccare tale strada vorrebbe dire impedire la possibile cura di alcune malattie), ma dall'altra tutelando l'integrità e la dignità della persona umana.

Leggi internazionali in materia, in realtà, già ce ne sono, ma manca un fronte unitario. Per esempio l'ONU nel 2005 ha adottato la United Nations Declaration on Human Cloning, che però si rivela essere una serie di raccomandazioni e non linee guida ufficiali. Nell'Unione Europea, invece è proibita la clonazione umana, ma solo alcuni stati nanno ratificato tale protocollo. Questo, nonostante la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea proibisca chiaramente la clonazione umana.

Negli Stati Uniti, la situazione è ancora più caotica: non essendo riusciti a raggiungere una posizione definitiva in merito a tale materia, alcuni stati hanno vietato sia la clonazione riproduttiva sia quella terapeutica umana. Altri, invece, hanno bandito solo quella riproduttiva. In Australia, invece, si può pratica solo la clonazione terapeutica, ivi inclusa la creazione di embrioni umani per gli studi sulle cellule staminali.

La questione, però, rimane aperta: qual è il limite fra progresso scientifico e tutela dell'integrità umana? Chi deve porre dei paletti? Lo stesso Michael Crichton ce lo ricorda nel romanzo Jurassic Park: "La scienza non può aiutarci a decidere cosa fare del mondo, o come vivere". Siamo noi a dover fare tali scelte.

Foto | iStock

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