Visite ambulatoriali "cronometrate": il no del Tar del Lazio

Il Tar del Lazio accoglie il ricorso del sindacato Sumai contro la Regione Lazio in merito alle visite ambulatoriali a tempo.

visita medica

Il Tar del Lazio accoglie il ricorso del sindacato Sumai contro la Regione Lazio in merito alle cosiddette visite mediche "a cronometro", quello cioè che devono avvenire in un lasso di tempo prestabilito. I giudici hanno stabilito che è illegittimo il provvedimento della regione per cercare di ridurre le liste d'attesa, stabilendo una durata massima per esami e visite specialistiche.

I giudici scrivono nella sentenza:

Un simile obiettivo potrebbe essere piuttosto concretizzato, ad esempio, attraverso un aumento delle risorse umane e strumentali.

Il Tar del Lazio accoglie così il ricorso che era stato presentato dal Sindacato Unico Medicina ambulatoriale Italiana (Sumai). I giudici hanno accolto il fatto che

eventuali modifiche al sistema riguardante numero e durata delle prestazioni dovrebbero essere unicamente riservate alla contrattazione collettiva

sottolineando anche che questo provvedimento viola l'

autonomia di giudizio del singolo professionista, circa la congruità del tempo da riservare alle singole visite.

Antonio Magi

, segretario generale del Sumai, ribadisce che la sentenza rappresenta non solo una loro vittoria, ma una vittoria di tutti i pazienti ai quali lo specialista può ora dedicare tutto il tempo necessario per una corretta diagnosi.

Anche la Federazione nazionale degli ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), che ha appoggiato il ricorso, esprime la propria soddisfazione:

I giudici ribadiscono quello che non ci stancheremo mai di affermare: i principi di autonomia, indipendenza, libertà e responsabilità che devono informare ogni atto della nostra professione.

Visite mediche cronometrate, la decisione della Regione Lazio


Il provvedimento delle cosiddette visite a tempo era stato stabilito dal decreto n. 239 del 28 giugno 2017: il Commissario alla Sanità Laziale, il Governatore Nicola Zingaretti aveva introdotto un tempario di riferimento per le visite specialistiche in ambulatorio, in quelle individuate come critiche per migliorare produttività ed efficienza.

Ai medici di ospedali e ambulatorio del Lazio venivano dati 20 minuti per le visite oncologiche, neurologiche, ginecologiche, gastroenterologiche, urologiche, pneumologiche, otorinolaringoiatriche, ortopediche, fisiatriche e dermatologiche. Si saliva a 30 per una visita endocrinologica e si scendeva a 15 minuti per un elettrocardiogramma. Chi sforava non veniva ovviamente "multato", ma l'obbligo era quello di attenersi a queste indicazioni.

Foto iStock

Via | Ansa

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