Crioconservazione del cervello: un'azienda americana promette un back-up per far rivivere i ricordi

Una startup americana promette di farci vivere per sempre. Sì, attraverso i nostri ricordi, estratti dal cervello come un file digitale. La crionservazione della mente incuriosisce il mondo

Crioconservazione cervello umano

Bastano 10mila dollari per vivere per sempre. O almeno per non far morire i propri ricordi, quando si esaurirà la nostra esperienza terrena. È quello che promette Nectome, una startup americana che sta facendo discutere molto di se negli ultimi giorni.

Il perché non è difficile da capire, visto che la lista dei potenziali clienti sta iniziando a macinare già qualche iscrizione vip, come quella di Sam Altman, giovane magnate americano e CEO della YCombinator, che ha già messo la firma per poter mettere la propria materia grigia nelle mani della Nectome e dei suoi neuroscienziati.

Il processo è molto semplice, almeno a livello di spiegazione. Analogamente alla crioconservazione del corpo, anche in questo caso il cervello viene ibernato per mantenere inalterate le sinapsi e i neuroni, al fine di preservarne la struttura.

Per farlo il cervello viene immerso, entro poche ore dalla morte o meglio ancora quando è ancora vivo, in una soluzione chimica a base di aldeide. In questo modo viene trasformato in una sorta di vetro ghiacciato, da cui, in un secondo momento, potrebbero essere estratti i ricordi, come un file digitale.

La Nectome in pratica propone una sorta di back-up della memoria di un individuo, con l'intento di farlo vivere per sempre attraverso i suoi ricordi. La Nectome, che sta lavorando con al progetto con il neuroscienziato del MIT, Edward Boyden, ha già ricevuto un finanziamento statale di 1 milione di dollari e una donazione dalla YCombinator di Altman, come detto, uno dei primi a mettere la firma per far criocongelare il proprio cervello quando sarà il momento.

Una piccola postilla doverosa a questo punto è bene farla. Il processo, che al momento appare quasi fantascientifico, ha una sostanziale differenza con la teoria della criogenesi del corpo, che congela l'individuo in attesa di poterlo riportare in vita.

Il back-up cerebrale della Nectome è invece un'operazione che non ammette rinascite, in quanto è di per se fatale ed è finalizzata unicamente alla preservazione della salute neuronale, così da poter leggere e stivare i ricordi su supporti digitali.

La ricerca prosegue e la clientela incuriosita cresce, pagando quei 10mila dollari di cauzione per entrare nel progetto. Soldi che in qualunque momento possono essere chiesti indietro se si dovesse cambiare idea, rinunciando alla possibilità di rendere immortale la propria mente.

Via | Corriere
Foto | iStock

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