Perché si fluttua sull'ISS? Samantha Cristoforetti scopre una bufala su un libro scolastico

L'astronauta italiana corregge un tweet segnalato da una mamma: su un testo scolastico era riportata una bufala scientifica.

Samantha Cristoforetti bufala perché si fluttua sull'ISS

Si tratta dell'immagine che viene in mente a tutti quando pensiamo agli astronauti: fluttuare nell'aria in una navicella spaziale. Ma perché si fluttua sull'ISS (Stazione Spaziale Internazionale)? Sono cose che si imparano a scuola, a meno che sui libri non siano riportate delle bufale scientifiche.

Una mamma ha postato su Twitter una foto che ritrae una didascalia tratta da un testo scolastico di prima superiore: secondo gli autori gli astronauti fluttuano sull'ISS perché allontanandosi dalla Terra non c'è abbastanza gravità. Non si tratta di una spiegazione scientifica valida, bensì di una bufala, come segnalato in prima persona dalla nostra astronauta.


La foto raffigurata nella didascalia del libro è tratta da un volo parabolico, e non dalla Stazione Spaziale. Inoltre, come spiega @AstroSamantha, "alla quota della ISS l'attrazione gravitazionale è circa il 90% di quella sulla superficie terrestre". Non si fluttua sull'ISS perché c'è meno gravità, ma a causa della curvatura terrestre e della velocità della Stazione Spaziale.

L'ISS ruota attorno alla Terra a 400 km di altezza, a una velocità di oltre 27 mila km all'ora, compiendo ogni giorno 15 giri attorno al nostro Pianeta. La Stazione Spaziale può essere definita dalle leggi della fisica come un corpo in caduta libera che non raggiunge mai il suolo. La Terra è tonda e curva alla stessa velocità, impedendo alla Stazione di toccare il terreno e facendola orbitare con un moto continuo.

Dentro all'ISS si fluttua perché ci si trova dentro questo corpo in caduta libera: l'esperienza è simile a quella di una giostra, o di un ascensore che precipita, senza mai toccare il suolo. Giuseppe Ferrari, direttore editoriale della Zanichelli, che ha pubblicato il libro incriminato, ha subito inviato le sue scuse in post su Facebook: "Mi scuso per il grave errore, sono due volte dispiaciuto: come direttore editoriale e come ex insegnante di fisica."

Samantha Cristoforetti, ringraziando su Twitter tutti gli artefici della risoluzione del disguido, ha aggiunto: "Se avete imparato una cosa nuova, vi chiedo un favore, se potete: oggi spiegatela ad un'altra persona". Condividiamo il sapere per proteggerci dalle bufale e dalle notizie fasulle!



 

Foto | Flickr

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