Intossicazione alimentare da istamina: sintomi e cura

Quali sono i sintomi di un’intossicazione alimentare da istamina e soprattutto come si può curare?

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L'intossicazione alimentare da istamina è conosciuta anche come “sindrome sgombroidea”, per è una delle intossicazioni più comuni causate dall’ingestione di pesce (il nome evocativa ricorda infatti lo sgombro). I prodotti ittici (soprattutto tonno, sgombro, sardina, acciuga e aringa) mal conservati o tenuti a temperatura ambiente per lungo tempo possono sviluppare istamina.

Quali sono i sintomi con cui si manifesta? Dopo circa 30 minuti dall’ingestione, a volte anche prima, si possono avvertire cefalea, crampi addominali, nausea, diarrea, palpitazioni e a volte anche eritema. Potrebbe anche esserci febbre, tachicardia, ipotensione o ipertensione. Le persone asmatiche possono avere problemi, quali dispnea (difficoltà respiratoria) o broncospasmo. I sintomi durano dalle quattro alle sei ore.

Come si cura? Non è un disturbo gravissimo, ma si sta molto male. È importante ingerire liquidi e antistaminici. Ovviamente, il consiglio è quello di andare al Pronto Soccorso, dove saranno immediatamente somministrati i farmaci corretti. Inoltre, in caso di insufficienza respiratoria si può rischiare lo choc anafilattico, che richiede l’adrenalina.

Come si previene? Ovviamente evitando di mangiare pesce contaminato. Il pesce intossicato da istamina, purtroppo, non perde né il gusto né le sue proprietà organolettico. È bene quindi fare attenzione alla conservazione, evitare il pesce crudo.

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