Giornata mondiale della tubercolosi: la situazione in Italia

Il 24 marzo è la Giornata Mondiale della Tubercolosi, ma qual è la situazione ora in Italia?

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Giornata Mondiale della Tubercolosi - Il 24 marzo ricorre la Giornata Mondiale della Tubercolosi e anche il Ministero della Salute ha voluto ribadire più volte come la TBC sia un grave problema della sanità pubblica a livello mondiale. Anche se a dire il vero in Italia possiamo stare tranquilli: per l'OMS l'Italia è un paese a bassa endemia in quanto abbiamo al massimo meno di dieci casi ogni 100.000 persone. Ma chi si ammala di più in Italia di TBC? Di solito persone di nazionalità straniere giovani, di età compresa fra i 25 e 34 anni che arriva da zone altamente endemiche per la Tubercolosi oppure pazienti italiani di età superiore ai 65 anni che hanno un'infezione latente che si riattiva a causa magari di altre malattie concomitanti o detenuti (rischio di sovraffollamento soprattutto in caso di soggetti a rischio come immigrati o pazienti immunodepressi da altre malattie, ivi incluso l'Aids) o medici e operatori sanitari.

Potreste conoscere la Tubercolosi con altri nomi, nel corso della storia le sono stati attribuiti diversi soprannomi come scrofola, mal sottile, tisi, piaga bianca, morbo di Pott, consunzione o anche deperimento. La Tubercolosi è provocata da diversi ceppi di micobatteri, il più frequente è il Mycobacterium tubercolosis, noto anche come Bacillo di Koch. I sintomi classici di Tubercolosi sono quelli di una tosse cronica con espettorato di sangue, febbre altalenante non alta, sudorazione notturna e dimagramento. Tuttavia il micobatterio può colpire anche altri organi, variando così la sua sintomatologia a seconda dell'organo colpito.

Foto | niaid

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