L'ibernazione umana compie 50 anni: il 12 gennaio 1967 il caso di James Bedford

Oggi, 12 gennaio 2017, l'ibernazione umana compie 50 anni: ecco quale fu il primo caso al mondo.

bambina ibernata

Alcor Life Extension Foundation

Oggi, 12 gennaio 2017, l'ibernazione umana compie 50 anni. Era il 1967 quando il primo uomo venne ibernato: era James Bedford, un professore di psicologia del'università della California di 73 anni. Da allora sono 337 le persone che hanno deciso di far congelare il proprio corpo alla morte nella speranza che in futuro la scienza medica possa risvegliarli.

Il corpo di Bedford riposa ancora presso l'Alcor Life Extension Foundation, una delle tre compagnie che offrono questo servizio. Servizio che in realtà era già stato offerto dal 1965 da un imprenditore privato, Evan Cooper, che si autodefinì il primo crio attivista, fondatore della Life Extension, poi diventata Alcor. I primi tre candidati morirono all'improvviso e non si potè fare nulla per congelarli.

Non fu così per il corpo di Bedford, morto di tumore, conservato in un contenitore sotto vuoto e in azoto liquido prima a Glendale, in California, poi a Phoenix, in Arizona, poi a Scottsdale, Arizona, dove risiede ora.

Come sono cambiate le tecniche di crioconservazione in 50 anni? Si sono molto evolute: oggi non si usa più il dimetilsolfossido, un composto dello zolfo, per sostituire il sangue, perché considerato tossico. E quando i corpi potranno essere "risvegliati"? C'è chi dice che le tecnologie disponibili arriveranno tra 50 anni, altri non prima di 200-300 anni. Le aziende, comunque, conserveranno i corpi finché sarà possibile.

Recentemente aveva fatto molto parlare di se il caso di una ragazzina inglese di 14 anni che alla morte ha fatto ibernare il suo corpo.

Via | Ansa

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