Influenza 2017: 35 i decessi, contagio in calo

Tutte le ultime notizie sull'influenza 2017 e i dati ufficiali del ministero della Salute.

Influenza

17 febbraio 2017

Sono saliti a 35 i decessi provocati da virus influenzali, ma il numero dei contagi sono in diminuzione: in una settimana sono scesi a 265mila. Dall'inizio della stagione, gli italiani colpiti dall'influenza sono stati 4 milioni e 460mila, secondo quanto riportato dal rapporto di sorveglianza delle sindromi influenzali Influnet, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) e relativo alla settimana dal 6 gennaio al 12 febbraio 2017.

Il picco stagionale dell'influenza è stato raggiunto nell'ultima settimana del 2016, con 9,59 casi per mille assistiti. Poi l'incidenza è scesa a 4,37 casi per mille assistiti, praticamente dimezzandosi. In Puglia e Abruzzo l'incidenza è tornata ai livelli di base, mentre nelle altre regioni il virus continua a circolare. Cresce il numero di casi gravi: dall'inizio della stagione ne sono stati individuati 128, di questi 35 sono morti. L'età media dei pazienti deceduti è di 73 anni e avevano tutti una patologia cronica pre-esistente.

Gianni Rezza, capo dipartimento malattie infettive dell'Iss, spiega:

Di fatto abbiamo avuto una stagione anomala, con un picco elevato e anticipato ma un declino molto rapido.

Non bisogna però abbassare la guardia, perché questo

è il periodo di raffreddori dovuti a adenovirus e rotavirus. Inoltre, in autunno e primavera dominano virus parainfluenzali, che possono provocare stessi sintomi dell'influenza, ma di intensità e durata inferiore.

(p.c.)

Via | Ansa

Influenza 2017, i dati sui casi gravi

13 febbraio 2017

I dati relativi all'influenza 2017, che ha messo a letto 5 milioni di italiani nel periodo delle feste di fine anno, ci svelano l'andamento delle forme gravi e complicate di influenza. Il monitoraggio è stato elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione col Ministero ed è attivo in Italia dalla stagione pandemica 2009/2010, introdotto con la Circolare del 19 novembre 2009 e successive integrazioni.

Con la Circolare 20 dicembre 2016 della Direzione Generale della prevenzione sanitaria, Regioni e Provincie autonome devono segnalare al Ministero e all’Istituto Superiore di Sanità i casi gravi e complicati di influenza confermata in laboratorio, che hanno previso il ricovero in Unità di terapia intensiva (UTI) e/o il ricorso alla terapia in ECMO (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation - Ossigenazione Extracorporea a Membrana).

Per l'influenza 2017, sono stati 63 i casi gravi di influenza confermata, 8 dei quali deceduti, riportati da 10 Regioni e Province Autonome. L'età media dei casi segnalati è di 71 anni: l'83% dei casi gravi e il 100% dei decessi segnalati presenta almeno una patologia cronica preesistente. Tra le più comuni, le malattie respiratorie croniche (48,3%) , seguite da quelle cardiovascolari (46,7%), dal diabete (31,7%) e dall'obesità (18,3%).

Quest'anno non è stato segnalato nessun caso grave di influenza confermata in donne in dolce attesa.

Via | Ministero della Salute(p.c.)

Influenza 2017: 5 milioni di italiani a rischio per Natale

16 dicembre 2016

Sono circa mezzo milione gli italiani già colpiti da influenza, ma da qui a fine febbraio l’influenza potrebbero diventare 5 milioni. Queste le previsioni sono dell’Istituto superiore di sanità (Iss) che giorno per giorno monitora l’andamento del virus che quest’anno non solo colpirà un maggior numero di persone ma che rischia di fare più male del solito perché maggiormente aggressivo.

I virus A/Hong Kong (H3N2) e B/Brisbane contengono infatti piccole mutazioni che predispongono a una maggiore circolazione dell’influenza. Questo perché né i bambini, né le persone a rischio che solitamente si vaccinano possiedono gli anticorpi che fungono da barriera.

Secondo la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) si è vaccinato più del 50% di chi ha superato i 65 anni e il 20% dei malati cronici, che hanno diritto alla prestazione gratuitamente. Il tutto con un aumento generalizzato del 10% e con il 25% di anziani che ha esteso la copertura anche alla polmonite.

La campagna vaccinale si chiude il 31 dicembre, ancora due settimane per vaccinarsi.

Ancora 20 giorni per vaccinarsi

13 dicembre 2016

Le prime vittime dell’influenza hanno già raggiunto numeri importanti. A tal proposito gli esperti ricordano che ci sono ancora 20 giorni di tempo per vaccinarsi gratuitamente. Una misura consigliata a chi appartiene alle cosiddette ‘categorie a rischio’ ( over 65, operatori sanitari, donne in gravidanza e malati cronici) e non solo. Il picco dell’epidemia è previsto tra gennaio e febbraio, ma per proteggersi conviene effettuare la vaccinazione entro il 31 dicembre.

Chi si ammala di più? A rispondere è Fabrizio Pregliasco, virologo all’università di Milano:


I bimbi (con meno di 4 anni ndr.) purtroppo sono i maggiori ‘untori’ e vaccinandoli si ridurrebbe il contagio. Sotto il profilo influenzale ci attendiamo una stagione piuttosto vivace. Oltre al calo delle vaccinazioni, incidono due nuove varianti del virus, che potrebbero diffondere maggiormente l’epidemia. Altro parametro da non trascurare, la variabile metereologica: più freddo farà e più l’influenza avrà campo libero. Oscillazioni della temperatura ridurranno al contrario i casi di influenza vera e propria, aumentando però la trasmissione dei 262 virus ‘cugini’.

Per il vaccino rivolgetevi alle Asl locali, ai medici di famiglia e ai pediatri.


Il picco di infezione sarà a fine gennaio

25 novembre 2016

Quando aspettarsi l’influenza 2017? Qualcuno è già ammalato, ma il picco tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio. Saranno colpiti 5 milioni di italiani, ma già da metà ottobre sono 260.000 gli italiani che hanno contratto la malattia mentre altri 850.000 sono stati colpiti da sindromi respiratorie acute.

Questi i numeri e le stime diffusi in apertura dal 33/o congresso nazionale della Società Italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) che si è tenuto a Firenze. L'evento, dal titolo "Ritorno al Futuro: nuove generazioni, nuove idee e nuove cure per le cure primarie del nostro Paese", vede quest'anno la partecipazione di oltre 3.000 camici bianchi da tutta Italia. Si torna ovviamente vaccinarsi: è questo l’invito dei medici, per favorire l’ "effetto gregge" che consente di contenere la diffusione del virus, di salvaguardare la salute, soprattutto delle categorie a rischio, e ridurre i costi indiretti, quantificabili in 1,6 miliardi ogni stagione influenzale.

Devono immunizzarsi tutti, ma in particolar modo i cittadini affetti da patologie croniche, cardiovascolari e respiratorie, anziani, bambini, donne in gravidanza. Per queste persone il vaccino è gratuito e basta recarsi al più presto dal proprio medico di famiglia. Ovidio Brignoli vice presidente della Simg ha commentato:

"Purtroppo i tassi di vaccinazione nel nostro Paese sono in costante diminuzione. Noi medici di famiglia siamo quelli più a stretto contatto con i cittadini e quindi dobbiamo incentivare il più possibile il ricorso all'immunizzazione. E dobbiamo dare per primi il buon esempio vaccinandoci. Tuttavia solo il 7% dei medici si protegge. Ci auguriamo che quest'anno ci sia un incremento".

Ha colpito già oltre 120mila italiani

16 novembre 2016

Sono già tantissime le persone a letto con l’influenza. Secondo il rapporto più recente di Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità, che presenta i risultati nazionali e regionali relativi alla sorveglianza epidemiologica dell’influenza i casi della nuova stagione 2017 sono già 127mila.

Stando all’analisi dell’ultima settimana presa in esame, dal 31 ottobre al 6 novembre (ovvero la 44esima del 2016), tra i 48mila casi registrati, la fascia più colpita è quella dei bambini e degli adolescenti.

Non è tutto. Il rapporto svela anche che durante la quarantaquattresima settimana del 2016, 720 medici sentinella hanno inviato dati circa la frequenza di sindromi influenzali tra i propri assistiti. Il valore dell’incidenza totale è pari a 0,79 casi per mille assistiti. Nella fascia d’età tra 0 e 4 anni l’incidenza è di 1,67 casi per mille, nella fascia tra 5 e 14 anni è di 0,69, tra i 15 e i 64 è di 0,86 e tra le persone di età pari o superiore ai 65 anni è di 0,45 casi per mille.

Il quadro è davvero completo se a questa situazione aggiungiamo i malati a causa di quelle che vengono definite sindromi para-influenzali, causate dai cosiddetti virus cugini, di 262 tipi diversi. Con questi disturbi si sommano circa altri 100mila casi a settimana. I sintomi delle forme para-influenzali sono gli stessi, è come se fosse un’influenza più lieve, e a volte si manifestano con forme gastro-intestinali, che colpiscono cioè lo stomaco e l’intestino.

Disponibile il nuovo vaccino

25 ottobre 2016

Lo strumento più efficace che abbiamo a disposizione per proteggerci dall’influenza 2017, che secondo gli esperti sarà estremamente aggressiva, è il vaccino antinfluenzale, già disponibile in quasi tutte le regioni.

Il vaccino è trivalente contiene gli antigeni del ceppo A/California/7/2009 (H1N1), che circolava anche lo scorso anno, insieme a quelli A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2) e B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria) che sono stati invece isolati nel primo caso di influenza già comparso a Parma.

La pandemia dovrebbe arrivare a fine mese e probabilmente durerà fino alla fine di aprile. Saranno quindi sei mesi intensi e prima ci si vaccina, prima si può sperare nella copertura. Ciò non vuol dire sicuramente non ammalarsi, ma magari contrarla in forma lieve o di guarire più velocemente. Il vaccino è consigliato a tutti ed è raccomandato alla categorie a rischio, quali anziani, malati con patologie respiratorie croniche e cardiache di qualsiasi età, bambini e donne in dolce attesa.

Tra i rimedi di prevenzione si ricorda che è molto importante:


  • lavarsi accuratamente le mani risciacquandole

  • mettere le mani davanti alla bocca e al naso
  • buttare via fazzoletti usati


  • se si è malati stare a casa per almeno 3 giorni così da non essere più contagiosi


  • Curare la dieta aumentando l’apporto di frutta e verdura fresche
  • Vestirsi a “cipolla”
  • Evitare il più possibile la frequentazione di luoghi affollati e umidi come metropolitane, palestre, cinema
  • Evitare gli sbalzi termici nel passaggio da un ambiente caldo a uno più freddo.

Virus molto aggressivo, ecco i sintomi da riconoscere

20 ottobre 2016

È partita la campagna vaccinale e gli esperti hanno parlato di stagione calda, per i virus. Secondo gli infettivologi, mentre la scorsa stagione l'influenza è stata relativamente lieve e solo l' 8% della popolazione ha contratto l'infezione, quest'anno sarà più severa. Quali saranno i sintomi di questa nuova ondata?

I sintomi sono più o meno sempre i soliti. Fate quindi largo a infezioni alla vie respiratorie, con tosse e mal di gola, febbre anche alta, mal di testa e dolori alla articolazioni. Tutte cose che la passata stagione hanno fatto passare in media sei giorni a letto a chi è stato colpito all'influenza. Purtroppo secondo i dati dell’Iss, sono circa 8mila le persone anziane che muoiono per sviluppo di complicazioni gravi, quali polmonite e broncopolmonite. Tommasa Maio, responsabile area vaccini dell'associazione Medici di famiglia, ha commentato:

"Per questo quest'anno è più che mai necessario vaccinarsi per tempo, soprattutto se si appartiene a una categoria a rischio: ultrasessantacinquenni, diabetici, immunodepressi, cardiopatici, malati oncologici, donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, solo per citare quelle più numerose".

Il vaccino infatti protegge dall’influenza, ma anche da altri agenti patogeni responsabili di oltre il 30% delle infezioni, soprattutto tra i bambini. Si conferma una notevole presenza di virus respiratorio sinciziale nei bambini sotto i 5 anni (Milano e Roma); sono in crescita le infezioni causate da Metapneumovirus (Napoli); frequenti le confezioni con due virus diversi o con un virus e un batterio e purtroppo spesso ad un agente virale si associa Bordetella pertussis sia negli adulti che nei bambini (Torino, Napoli, Milano, e Roma).

Da metà ottobre riparte la campagna vaccinale

Sta per ripartire la campagna vaccinale per la prevenzione dell’influenza della stagione 2016-2017. Il via è dato dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento Aifa che autorizza i vaccini influenzali e la nota emessa oggi dall’Aifa precisa che

«Il momento giusto per l'immunizzazione è quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre».

La composizione di tutti i vaccini influenzali per la stagione 2017 segue le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e del Committee for Medicinal Products for Human use (Chmp) dell'Ema.

I vaccini influenzali trivalenti sono costituiti, per la stagione 2017, da antigeni virali preparati dai seguenti ceppi: antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1)pdm09 antigene analogo al ceppo A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2) antigene analogo al ceppo B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria/2/87) ai quali si aggiunge, per la formulazione dei vaccini tetravalenti, il ceppo: antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013 (lineaggio B/Yamagata/16/88).

«Si raccomanda l'avvio tempestivo della vaccinazione antinfluenzale a tutti i soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, ai pazienti a rischio, il cui elenco è contenuto nella circolare, e agli operatori sanitari che hanno contatto diretto con i pazienti a più alto rischio di acquisizione/trasmissione dell'infezione - spiega la nota -. Si ricorda l'importanza della vaccinazione antinfluenzale nelle donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, la vaccinazione è loro offerta gratuitamente e l'Oms nel suo position paper più recente sull'influenza ritiene le gravide come il più importante dei gruppi a rischio per loro stesse e per il feto».

L'influenza 2017 sarà particolarmente aggressiva

1 ottobre 2016

Sarà un’influenza particolarmente forte e purtroppo ci saranno circa 7 milioni di italiani a letto, se si sommano anche i virus parainfluenzali (che stanno già facendo le prime vittime) si potrebbe arriva a 15-17 milioni di connazionali.

Questi i numeri previsti per la prossima stagione invernale da Fabrizio Pregliasco, intervenuto a Milano a un incontro promosso da Assosalute-Associazione nazionale farmaci di automedicazione, per presentare un'indagine sugli italiani alla prova del termometro e sulle differenze fra lui e lei.

L'influenza 2017 farà ammalare circa 2 milioni di persone in più rispetto all'edizione 2015-2016 quando sono stati registrati meno di 5 mln di casi. Tutto dipenderà anche dall'andamento del meteo. Se questo inverno dovesse essere più lungo e freddo sicuramente si avranno molti più pazienti influenzati; se invece sarà un periodo con molti sbalzi termici si ridurrà la quota di vera influenza, ma potrebbero esserci più casi di sintomi simili-influenzali".

I virus influenzali dovrebbero essere 3: il virus A/California/7/2009, l'H1N1 responsabile della 'pandemia' del 2009, insieme al virus A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2)-nuova variante, e al virus B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria)-nuova variante, tutti presenti nella nuova composizione vaccinale.

Isolato con grande anticipo il primo caso di virus A/H3



16 settembre 2016

Ci sono già le primissime novità sull’influenza 2017. Con grande anticipo rispetto al periodo epidemico, è stato identificato qualche giorno fa il primo caso di influenza stagionale. Il virus influenzale di tipo A/H3 è stato isolato su un bambino di 3 anni e 5 mesi proveniente dalla Libia, ricoverato al Dipartimento materno-infantile dell'Azienda ospedaliero -universitaria di Parma. Nessun allarmismo: non vuol dire che stia arrivando già l’influenza.

Fabrizio Pregliasco virologo presso il Dipartimento Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano e Responsabile scientifico di www.osservatorioinfluenza.it, ha commentato:

"Aver già isolato il virus è solo la dimostrazione di una buona capacità di individuare precocemente i casi sporadici che anticipano di molto la vera e propria stagione epidemica invernale. Il che è importante, in quanto sapere in anticipo che virus circola ci permette di confermare, come in questo caso, la validità della scelta degli stipiti vaccinali e quindi l'efficacia della campagna vaccinale che comunque non va anticipata”.

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