Barbiturici e tranquillanti, quali sono le differenze?

Esiste una differenza tra barbiturici, tranquillanti o ansiolitici o sono tutti un’unica grande famiglia?

tosse italiani

Molto spesso sentiamo parlare di barbiturici e tranquillanti, ma che cosa sono questi farmaci e quali sono le differenze? I barbiturici sono sostanze narcotiche e ipnotiche, che agiscono deprimendo il Sistema Nervoso Centrale. A che cosa servono? Riducono il ritmo cardiaco, rendono più superficiale la respirazione, diminuiscono al pressione cardiaca. Possono indurre un sonno molto simile a quello normale.

Hanno di conseguenza proprietà ansiolitiche, ipnotiche, anticonvulsivanti, sedative e anestetiche. Si assumono soprattutto per via orale, in pastiglie o gel, e in rari casi possono essere iniettati. Hanno un’azione ridotta nel tempo a seconda del tipo di molecola. Si distinguono tra breve durata (meno di tre ore), media (3 - 6 ore) e lunga (più di 6 - 12 ore).

Perché si chiamano barbiturici? Perché derivano dall'acido barbiturico e - dal punto di vista chimico - sono delle diaciluree. In dosi elevate provocano un avvelenamento con allucinazioni, convulsioni e, infine, stato comatoso e paralisi respiratoria che porta alla morte.

E i tranquillanti? Sono gli ansiolitici, ovvero degli psicofarmaci che trattano gli stati ansiosi. Gli ansiolitici si classificano in quattro categorie: benzodiazepine, barbiturici, antidepressivi e betabloccanti. Possiamo quindi dire che questi prodotti sono la stessa cosa, anzi i barbiturici sono un tipo di tranquillante, utilizzato anche per la cura dell’epilessia.

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