Sindrome metabolica, la sonnolenza diurna è un campanello d'allarme

La sonnolenza diurna e la tendenza a fare dei sonnellini prolungati potrebbe aumentare il rischio di sindrome metabolica? Ecco cosa emerge da una nuova ricerca.

Sindrome metabolica sonnellini

Sindrome metabolica: il rischio è maggiore per chi fa dei prolungati sonnellini durante la giornata? A suggerirlo è uno studio condotto dai membri dell'Università di Tokyo in Giappone, secondo cui lunghi pisolini o sonnolenza durante il giorno potrebbero rappresentare un campanello di allarme per lo sviluppo di ipertensione, colesterolo alto, grasso in eccesso intorno alla vita, glicemia alta e malattie cardiache. Tutti fattori noti come “sindrome metabolica”. Nel 2015, il Dr. Tomohide Yamada, membro dell'Università di Tokyo, ha constatato insieme ai suoi colleghi che sonnellini di 60 minuti (o più lunghi) sono collegati a un aumento dell’82% di sviluppare malattie cardiovascolari, e a un rischio di mortalità per qualsiasi causa maggiore del 27%.

Gli esperti avevano inoltre dimostrato che il rischio di diabete era superiore del 46% per coloro che facevano lunghi pisolini, e del 56% per coloro che si sentivano troppo stanchi e assonnati durante la giornata.

Nel corso del nuovo studio, il Dr. Yamada ha condotto una meta-analisi di 21 ricerche che hanno coinvolto 307,237 partecipanti provenienti da Asia e Occidente. Gli esperti hanno raccolto i dati relativi al livello di sonnolenza diurna e alla durata dei pisolini dei partecipanti, ed hanno raccolto dati in merito all’eventuale presenza di sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e obesità.

Le persone che facevano pisolini più brevi (meno di 40 minuti) non registravano un maggior rischio di sindrome metabolica, ma superata questa soglia, i rischi aumentavano nettamente. Provare eccessiva stanchezza diurna o fare un sonnellino di almeno 90 minuti sarebbe infatti collegato al 50% di probabilità in più di sviluppare la sindrome metabolica, mentre fare un sonnellino di meno di 30 minuti sembra diminuire tale rischio.

Alla luce di tali risultati, i ricercatori sottolineano la necessità di condurre ulteriori studi per acquisire una migliore comprensione di come le abitudini del sonno possano influenzare il rischio di sindrome metabolica e quello di sviluppare delle malattie cardiovascolari.

via | Medicalnewstoday.com

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