Virus Zika, ultime notizie: negli Usa nati 120 neonati malformati da mamme infettate in gravidanza

Tutti gli aggiornamenti sulla diffusione del virus, i sintomi e le terapie disponibili

Blood sample for Zika virus test

14 giugno 2017

Il virus Zika continua a essere una minaccia. Negli ultimi 15 mesi negli Stati Uniti sono nati più di 120 bambini malformati a causa di questo virus contratto dalle mamme in gravidanza. Lo comunica il Center for Disease Control (CDC) che ha sottolineato come non ci sia differenza sugli effetti devastanti che la malattia può produrre sia che la madre contragga il virus al primo mese della gestazione oppure al’ultimo. La direttrice del CDC, Anne Schuchat, ha commentato:

"Stiamo ancora indagando su tutte le malformazioni, soprattutto sulle anomalie del cervello. Alcuni bambini hanno crisi epilettiche, mentre altri hanno poco o nessun controllo degli arti. Alcuni hanno problemi di alimentazione significativi e hanno difficoltà a deglutire o perfino a respirare mentre si nutrono. Alcuni bambini piangono costantemente e sono spesso inconsolabili".

Tra il primo gennaio 2016 e il 25 aprile 2017 sono state registrate 3.900 donne con possibile Zika, di queste 2.549 hanno partorito in quel periodo. Tra quelle che hanno portato a termine la gravidanza 1.508 hanno confermato di aver contratto il virus e 122 di queste hanno partorito bambini affetti da Zika.

(v.r)

3 casi in India, in Brasile l'emergenza è finita

30 maggio 2017

Accertati tre casi di infezione da virus Zika in India: il Ministero della Salute e delle Politiche Sociali per la Famiglia del Governo dell'India ha segnalato tre casi confermati dal laboratorio di malattia provocata da questo virus. Si tratta di casi registrati nell'area di Bapunagar, distretto di Ahmedabad, Stato del Gujarat.

Un caso è stato rilevato durante la sorveglianza delle Malattie Acute Febbrili nel periodo tra il 10 e il 16 febbraio 2016 (un uomo di 64 anni è risultato positivo), un altro il 9 novembre 2016 (una donna di 34 anni ha partorito un bambino sano, poi ha sviluppato un lieve stato febbrile ed è risultata positiva al virus), un terzo caso è stato rinvenuto durante la sorveglianza clinica prenatale effettuata tra il 6 e il 12 gennaio 2017 (positiva una donna alla 37esima settimana di gravidanza).

Il rapporto conferma che il virus circola in India, ma al momento ha ancora un basso livello di trasmissione, che non consente però di abbassare la guardia: la sorveglianza rimarrà alta e anche l'OMS continua a monitorare la situazione internazionale.

Intanto il Brasile ha dichiarato finita l'emergenza Zika: tra gennaio e aprile 2017 il numero dei casi è crollato del 95% rispetto al 2016, come annunciato dal Ministero della Salute brasiliano. Come sottolineato da un'esperta del ministero brasiliano:

Tutte le organizzazioni coinvolte continueranno la politica di contrasto a Zika, dengue e chikungunya.

(p.c.)

Zika non è più emergenza internazionale

21 novembre 2016

Zika non è più un'emergenza internazionale. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo nove mesi, ha dichiarato conclusa la fase di risposta di emergenza relativa all'epidemia del virus Zika, anche se, come sottolineato dall'Agenzia ONU per la Salute, il virus continua a essere una minaccia, ma ora si lavora con un approccio a lungo termine per contrastarlo, con un

piano di lavoro con risorse dedicate per fronteggiare la natura duratura dell'infezione e delle sue conseguenze.

La decisione è del Comitato di emergenza istituito dall'Oms che ha dichiarato che non si tratta più di una

emergenza di sanità pubblica di livello internazionale.

Il virus, che si è diffuso in special mondo in America Latina e che ha provocato gravi patologie neurologiche fetali nei bambini nati da donne in stato di gravidanza affette dal virus, richiede ora un approccio a lungo termine. Zika rappresenta oggi

un problema molto serio sul lungo periodo che deve essere affrontato dall'Oms, gli Stati ed i vari partner allo stesso modo in cui sono contrastate altre pericolose malattie infettive.

Gli esperti aggiungono:

La ricerca ha ora dimostrato il collegamento esistente tra l'infezione da virus Zika e l'insorgenza di microcefalia fatale, il Comitato di emergenza ha avvertito che è ora necessario un robusto e duraturo meccanismo tecnico per organizzare la risposta globale all'infezione.

(p.c.)

Via | Ansa

Quasi 2mila casi importati, 95 su donne incinte in Europa

18 novembre 2016

I dati dell'ultimo bollettino del Centro Europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc) non sono rassicuranti: sono quasi duemila i casi di Zika importati da viaggiatori in Europa da luglio 2015, di cui 95 su donne in gravidanza e nei prossimi mesi l'epidemia continuerà.

“Probabilmente la diffusione del virus nelle Americhe e in Asia continuerà, visto che i vettori sono ampiamente distribuiti in quei territori. La probabilità di casi in Europa legati a viaggi è in aumento”.

Si legge nel comunicato. In 26 Paesi, fino a questo momento, sono stati segnalati casi di microcefalia e altre malformazioni legate a Zika, mentre in 19 c'è stato un aumento dei casi di sindrome di Guillain-Barrè negli adulti. Il bollettino riporta anche la situazione in Florida, dove ci sono stati 222 casi registrati dovuti alla trasmissione attraverso la zanzara portatrice e altri 915 importati.

Negli Usa entro la fine della settimana tutte le banche del sangue dovranno iniziare a testare le sacche per verificare la presenza eventuale del virus, che può essere trasmesso anche attraverso trasfusioni. Alcuni screening effettuati in una dozzina di stati hanno permesso di trovare solo 40 sacche positive su 800mila testate.

(v.r)


Scoperto vaccino sperimentale che protegge le scimmie

5 agosto 2016

La ricerca segna un punto importante contro il virus Zika. Il Walter Reed Army Institute of Research (Wrair), in collaborazione con il Beth Israel Deaconess Medical Center e l'Harvard Medical School, hanno completato il secondo giro di studi preclinici su un promettente candidato vaccino. Che cosa hanno scoperto? Un preparato che protegge completamente le scimmie Rhesus dall'infezione con il virus Zika , che sta colpendo in Brasile ed è arrivato anche in Florida.

I dati dell'ultimo studio confermano ed estendono quelli ottenuti in precedenza, dimostrando "una robusta protezione" nei primati non umani. In particolare, il candidato vaccino prevede due somministrazioni (in prima e quarta settimana): dopo i trattamenti gli animali sono stati infettati sperimentalmente con il virus e sono risultati protetti sia dal ceppo brasiliano, che da quello di Porto Rico. Il virus non era rilevabile in sangue, urine e secrezioni dopo l'esposizione. Il colonnello Stephen Thomas, medico e vaccinologo dell'Esercito, ha commentato:

"Sono risultati incoraggianti, a sostegno della decisione di andare avanti insieme a governo Usa, industria e autorità regolatorie per portare il nostro candidato vaccino Zpiv alla fase dei trial nell'uomo".

I ricercatori si aspettano di iniziare i trial clinici di fase I su Zpiv più avanti nel corso di quest'anno.

(v.r)

Le misure da adottare in vista delle Olimpiadi

28 luglio 2016

Virus Zika - In vista delle Olimpiadi che si terranno dal 5 al 21 agosto 2016, e dei Giochi Para-Olimpici che si terranno dal 7 al 18 settembre 2016, gli infettivologi italiani spiegano che i rischi di contrarre l’infezione Zika sarebbero molto bassi per le persone non gravide e che non hanno progetti di gravidanza, soprattutto in questo particolare periodo dell’anno. Secondo quanto spiegato dal Prof. Francesco Castelli, membro del SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), sembra infatti che

Le stime disponibili indicano un rischio di contrarre l’infezione Zika che varia da 9/1.000.000 a 3/100.000 nel mese di agosto.

Nonostante ciò, è certamente fondamentale mettere in atto delle misure di prevenzione, al fine di ridurre al minimo i rischi per la salute, e per questa ragione sarà importante consultare un esperto in medicina dei viaggi prima di partire per assistere ai Giochi Olimpici.

Dopo aver sottolineato che le evidenze disponibili non controindicano i viaggi in Brasile durante il periodo Agosto-settembre, i membri della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali hanno dunque invitato tutti coloro che intendono partire a:

  • Utilizzare insetticidi, vestiti coprenti di colore bianco e condizionatori per prevenire il contatto uomo-vettore, che punge maggiormente nelle ore diurne, all’alba e nel tardo pomeriggio
  • Evitare le zone periferiche delle città
  • Astenersi dai rapporti sessuali durante il viaggio o usare sempre dei metodi di barriera, per almeno 3 mesi (6 per i viaggiatori maschi che hanno lamentato sintomi che potrebbero far pensare a Zika) dopo il ritorno dal viaggio
  • Evitare di donare il sangue nelle 4 settimane successive al rientro dal Brasile o dalle aree segnalate infette
  • Sottoporsi a vaccinazione anti-influenzale, specialmente per i soggetti a rischio.

(v.m)

In Spagna nato bambino con microcefalia virale, primo caso in Europa

26 luglio 2016

Virus Zika

In Spagna è nato un bambino affetto da microcefalia, provocata dal virus Zika, che la madre aveva contratto in America Latina. E' il primo caso in Europa. Il bambino è nato ieri al Vall d'Hebron University Hospital di Barcellona: la struttura ne ha dato comunicazione, sottolineando che è il primo caso accertato in Europa di malformazione provocata dalla malattia.

In Slovenia era stato scoperto un feto colpito dal virus, che però non è mai nato, perché i genitori avevano deciso di interrompere la gravidanza. In questo nuovo caso, invece, la donna, che sapeva da maggio della malformazione del bambino che portava in grembo, ha deciso di portare a termine la gravidanza: l'ospedale conferma che la mamma e il bambino sono in condizioni stabili.

Il Ministero della Salute riferisce, inoltre, che in Spagna sono stati registrati 190 casi di infezioni da virus Zika: in tutti i casi, tranne in uno, l'infezione è stata contratta all'estero, mentre un caso di trasmissione sessuale è stato registrato nella città di Madrid.

Proprio la scorsa settimana, a New York è stato registrato il primo caso di feto malformato causato dal virus: la mamma aveva viaggiato in un paese in cui il virus è particolarmente presente. E secondo la rivista Nature Microbiology potrebbero nascere in America Latina e nei Caraibi migliaia di bambini con la microcefalia provocata dal virus: queste sono le due zone del mondo più colpite dal virus.

(p.c.)

Primo contagio tra familiari non per via sessuale

20 luglio 2016

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Primo contagio tra famigliari non per via sessuale del virus Zika: è un caso unico, fino a oggi. Secondo quanto riportato, un uomo dello Utah ha contratto il virus dopo aver assistito un anziano parente malato, morto a causa del virus, presente nel suo sangue in livelli molto alti, 100mila volte più elevati rispetto ad altri campioni di persone contagiate. Questo potrebbe essere il primo contagio da uomo a uomo senza che ci siano stati rapporti sessuali.

L'uomo è risultato infetto dal virus, dopo essersi preso cura del parente che aveva contratto l'infezione durante uno viaggio in uno dei paesi colpito dall'epidemia. L'anziano soffriva anche di altre malattie e dopo il ricovero presso l'Ospedale universitario di Salt Lake City è deceduto alla fine del mese di giugno. Finora il virus era stato trasmesso solo tramite la puntura delle zanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus o tramite rapporti sessuali.

Erin Staples, epidemiologa dei Cdc statunitensi (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie), spiega:

Questo nuovo caso è una sorpresa e mostra quanto ancora dobbiamo imparare.

L'uomo sta bene e si è ripreso velocemente. Gary Edwards, altro funzionario del Ministero della Salute locale, aggiunge:

Non sappiamo se il contatto tra il giovane e l’anziano sia stato la causa della trasmissione del virus. Non abbiamo certezze su come sia avvenuto il secondo contagio, ma non credo che lo Utah possa essere a rischio di epidemia.

Gli scienziati stanno cercando di capire se il virus ha subito una mutazione, ma un'altra ipotesi è che il giovane sia stato contagiato da una zanzara infetta presente negli abiti o nel bagaglio dell'anziano parente. Secondo Tom Frieden, direttore dei Cdc:

Negli Stati Uniti ci sono attualmente 1.300 casi di Zika collegati a viaggi all’estero, se esistesse la possibilità del contagio uomo-uomo ce ne saremmo accorti.

Via | Corriere

(p.c.)

Come prevenirlo in Europa, il documento dell'Ecdc

04 luglio 2016

Doctor, isolated on white backgroun,  holding digital tablet - Zika virus

Come prevenire il virus Zika in Europa? Ce lo spiega un pubblicato sul suo sito dal Centro europeo di controllo delle malattie (Ecdc), che parla di formazione degli operatori sanitari per una diagnosi precoce, laboratori in grado di sorvegliare sull'evoluzione della malattia, ma anche misure di controllo sulla proliferazione e la pericolosità delle zanzare e informazioni per il pubblico.

Questi sono i punti sui quali si devono concentrare i paesi europei per prevenire la diffusione del virus Zika in Europa durante la stagione estiva:


  1. Gli operatori sanitari devono essere formati appositamente per poter effettuare diagnosi precoci e velocissime, ma devono anche capire come si gestiscono i casi sospetti e come confermare o segnalare l'infezione. In caso di infezione, l'informazione deve circolare rapidamente in tutte le strutture sanitarie, di trasporto, turismo e anche in tutti i laboratori.

  2. Bisogna ridurre il numero di zanzare adulte con spray e insetticidi, ma anche attuare misure di controllo dell'ambiente.

  3. Bisogna dare la corretta informazione alla popolazione, in particolare alle donne in dolce attesa o che stanno programmando una gravidanza, soprattutto se viaggiano o tornano da paesi ad alto rischio di trasmissione del virus.

  4. Bisogna informare ginecologi, ostetrici, neurologi sui sintomi dell'informazione e su come prevenire la trasmissione sessuale del virus.

  5. Bisogna rimandare temporaneamente le donazioni di sangue, cellule o tessuti di persone a rischio.

(p.c.)

il microbo infetta anche la zanzara comune

08 marzo 2016

Anche la zanzara Culex quinquefasciatus, molto più comune rispetto agli insetti del genere Aedes, può portare con sé il virus Zika. A svelarlo è uno studio degli scienziati della Oswaldo Cruz Foundation di Recife (nel nord-est del Brasile), i cui risultati sono stati anticipati prima della pubblicazione su una rivista scientifica.

I ricercatori stanno infatti ancora portando a termine i loro esperimenti. Per il momento l’iniezione del virus nella zanzara Culex ha dimostrato che lo Zika circola non solo nel corpo ma anche nelle ghiandole salivari degli insetti, suggerendo che potrebbe essere trasmesso all’uomo dalla puntura della zanzara. Tuttavia, gli stessi ricercatori ammettono che saranno necessarie ulteriori ricerche per capire se il rischio di infezione è reale.

Se l’ipotesi dovesse essere confermata arginare la diffusione del virus Zika sarebbe ancora più complicato del previsto. Culex quinquefasciatus è infatti presente anche in climi più temperati rispetto a quello del Brasile; di questa zanzara si sa che è in grado di trasmettere il virus West Nile e che contrariamente alla Aedes aegypti (fino ad oggi considerata la specie a più alto rischio di trasmissione del virus Zika) può sopravvivere anche durante l’inverno.

Interpellato sull’argomento, Grayson Brown, esperto di entomologia dell’Università del Kentucky, ha sottolineato che nel caso in cui venisse dimostrata la trasmissione del virus Zika attraverso la zanzara Culex

complicherebbe davvero il problema di salute pubblica.

(s.s.)

Via | Reuters

Prima prova del legame con la sindrome di Guillain-Barré

1 marzo 2016

Il virus Zika potrebbe davvero scatenare la sindrome di Guillain-Barré. La prima prova arriva da uno studio pubblicato su The Lancet da un gruppo di ricercatori guidato da Arnaud Fontanet, esperto dell’Institut Pasteur di Parigi, che ha analizzato il legame tra sindrome di Guillain-Barré e virus Zika durante l’epidemia dell’infezione che ha colpito la Polinesia Francese tra l’ottobre del 2013 e l’aprile del 2014.

Tra il novembre del 2013 e il febbraio del 2014 nella Polinesia Francese sono stati registrati anche 42 casi di sindrome di Guillain-Barré. Nell’88% dei casi circa 6 giorni prima della comparsa dei sintomi neurologici tipici di questa condizione erano comparsi quelli dell’infezione da Zika. La loro situazione è stata confrontata con quella di 98 pazienti della stessa età, dello stesso sesso e residenti nella stessa isola di provenienza ma non colpiti da malattia Zika e con quella di altri 70 pazienti positivi all’infezione da virus Zika ma che non hanno sviluppato la sindrome di Guillain-Barré.

Ne è emerso che tutti i pazienti con sindrome di Guillain-Barré possedevano anticorpi neutralizzanti contro il virus Zika, contro il 56% dei pazienti appartenenti al primo gruppo di controllo. Inoltre solo pochi dei pazienti con Guillain-Barré è risultato positivo per i marcatori biologici tipicamente associati alla forma della sindrome che è stata loro diagnosticata; ciò suggerisce che il meccanismo alla base della sua insorgenza sia diverso rispetto a quelli noti.

In base ai dati a disposizione gli autori dello studio stimano che il rischio di sindrome di Guillain-Barré nella popolazione generale durante l’epidemia presa in considerazione sia stato di 24 casi ogni 100 mila infezioni. Secondo Fontanet

anche se non si sa se i tassi di attacco dell’epidemia di virus Zika nelle regioni colpite dell’America Latina saranno alti tanto quanto lo sono stati nelle isole del Pacifico, a causa di questa associazione nei prossimi mesi ci si dovrebbero aspettare numeri levati di casi di sindrome di Guillain-Barré.

I risultati del nostro studio si pongono a sostegno dell’ipotesi secondo cui il virus Zika dovrebbe essere aggiunto alla lista di patogeni infettivi che potrebbero causare la sindrome di Guillain-Barré

conclude Fontanet.

Gli esperti invitano però alla cautela.

I dati sono ancora scarsi e non sappiamo se l’attuale virus Zika sia identico a quello delle epidemie precedenti, se si comporta esattamente nello stesso modo in una popolazione diversa con un background genetico e immunitario diverso, o se sia responsabile un cofattore o una coinfezione

sottolinea David Smith, esperto dell’University of Western Australia, in un commento associato alla pubblicazione.

Nulla, quindi, è ancora certo, e prima di poter dire l’ultima parola sul legame tra virus Zika e sindrome di Guillain-Barré saranno necessarie ulteriori ricerche.

(s.s.)

Via | EurekAlert!

Prima trasmissione per via sessuale in Francia. Ipotizzato ruolo del Niño

29 febbraio 2016

Arriva dalla Francia l’ennesima prova a sostegno dell’ipotesi secondo cui il virus Zika potrebbe trasferirsi da un individuo all’altro mediante trasmissione per via sessuale. Marisol Touraine, Ministro della Sanità francese, ha infatti confermato l’infezione in una donna che ha contratto il virus dal compagno, di ritorno da un viaggio in Brasile.

Il Brasile è il paese più colpito dall’epidemia di malattia Zika. Attualmente le stime parlano di oltre 1 milione e mezzo di casi. Quello annunciato da Touraine è invece il primo caso registrato in Francia non trasmesso dalla puntura di una zanzara portatrice del virus.

Alla luce dei casi di trasmissione per via sessuale segnalati nelle scorse settimane il Ministro della Salute francese aveva già consigliato l’uso del profilattico alle persone che possono essere state esposte al virus. Nel frattempo alcuni scienziati hanno iniziato a porsi delle domande sui motivi dell’improvviso dilagare dell’infezione.

Secondo un articolo pubblicato su Lancet fra i responsabili potrebbero esserci anche le particolari condizioni climatiche create da El Niño nella parte nord-orientale dell’America del Sud.

E’ noto che le temperature giocano un ruolo nella sopravvivenza del vettore adulto [la zanzara, ndr], nella riproduzione del virus, e nel periodo infettivo

spiegano gli autori della pubblicazione, precisando:

Le temperature elevate (…) possono espandere il range geografico del vettore, ridurre il periodo di incubazione estrinseco del patogeno, ed aumentare la frequenza con cui punge la zanzara femmina. Benché le precipitazioni creino un habitat essenziale per le larve durante gli stadi acquatici del ciclo vitale della Aedes [la zanzare che trasmette il virus Zika, ndr], la siccità può estendere indirettamente il range del vettore. In diverse aree (incluso il nord-est del Brasile), il rischio di espansione del range di Aede aegypti è correlato ad un aumento dell’accumulo di acqua nei contenitori domestici durante siccità regionali persistenti. Quindi

concludono gli esperti

le condizioni climatiche uniche create durante questa grave manifestazione di El Niño dovrebbero essere considerate fattori contribuenti alla diffusione del virus Zika nelle Americhe.

(s.s.)

Via | France24

Trasmissione sessuale, conferme anche dall'Istituto Superiore di Sanità

26 febbraio 20016

Nuova conferma della possibilità di trasmissione per via sessuale del virus Zika. A fornirla sono gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), che hanno potuto approfondire le analisi di campioni provenienti dalla Clinica delle malattie infettive dell'Ospedale Careggi di Firenze.

I suddetti campioni erano stati prelevati nel 2014, quando un uomo di rientro dalla Thailandia e la sua compagna, che invece non aveva viaggiato in zone a rischio, avevano manifestato sintomi simili a quelli scatenati dal virus Dengue. All'epoca le analisi avevano escluso sia un'infezione da parte di questo microbo sia quella da virus Zika. Oggi, però, un nuovo test ha permesso di accertare che in entrambi i casi i sintomi erano proprio la manifestazione di un'infezione da virus Zika.

Data la sintomatologia simile, è necessario accertare quale fra i due virus li stia scatenando. All'epoca le analisi condotte non erano riuscite a farlo, mentre i risultati di oggi svelano che si trattava proprio di Zika. Come ha spiegato Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Iss, è probabile che la donna abbia contratto l'infezione per via sessuale.

L'esperto ha raccontato che studi in corso in Inghilterra e negli Stati Uniti fanno pensare che il virus possa rimanere nello sperma a lungo, anche per due mesi. Per quanto riguarda, invece, la via di trasmissione più frequente – quella attraverso la puntura della zanzara portatrice del virus Zika – Rezza ha ricordato che il rischio di diffusione dell'infezione in Italia è “estremamente basso”, almeno finché non tornerà l'estate.

Via | Adnkronos

Cina, sequenziato il genoma del virus

23 febbraio 2016

In Cina un gruppo di scienziati ha sequenziato il genoma del primo virus Zika importato nel paese. Il caso era stato confermato lo scorso 9 febbraio e riguarda un 34enne che aveva sviluppato febbre, mal di testa e capogiri già prima di rientrare in Cina dal Venezuela.

Avere a disposizione la sequenza del genoma del virus aiuterà a capire in che modo lo Zika può variare e a mettere a punto nuovi strumenti per la prevenzione e la diagnosi.

Le informazioni che arrivano dalla Cina si sommano a quelle già a disposizione grazie al sequenziamento del genoma di Zika effettuato dagli esperti dell’Institut Pasteur nella Guyana Francese. Pubblicata su The Lancet, l’analisi della sequenza ha svelato che il ceppo arrivato nella Guyana è pressoché identico a quelli che tra il 2013 e il 2014 hanno causato un’epidemia di zika nell’area del Pacifico.

(s.s.)

Via | Xinhuanet; EurekAlert!

Test sui vaccini non prima di un anno e mezzo

12 febbraio 2016

Quella contro il virus Zika è una battaglia in corso di sperimentazione: i test per la diagnosi non sono ancora validati, i trattamenti che potrebbero prevenire l’infezione - farmacologici e non - sono in corso di studio e ci vorrà almeno un anno e mezzo prima che vengano avviati test su larga scala dei vaccini. A spiegarlo è Marie-Paule Kieny, esperta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha presenziato oggi a una conferenza stampa sul tema organizzata a Ginevra.

Kieny ha fatto il punto sullo sviluppo di un vaccino contro lo Zika. Attualmente i gruppi di scienziati al lavoro per la messa a punto di uno strumento preventivo di questo tipo sono una quindicina. Ad essere più avanti di tutti sono i National Institute of Health statunitensi e l’azienda indiana Bharat Biotech. Le armi di prevenzione che la comunità scientifica internazionale sta cercando di mettere in campo sono però anche altre, in particolare il ricorso all’uso di zanzare geneticamente modificate che riducano la popolazione di insetti potenziali portatori del virus o a quello di batteri che prevengano la riproduzione del virus Zika nelle zanzare.

Non mancano nemmeno le aziende che hanno lavorato allo sviluppo di test diagnostici, che sarebbero una decina. In alcuni casi viene proposta la rilevazione della presenza del virus Zika nel sangue, in altri è prevista la misurazione dei livelli di anticorpi contro il microbo. Nessuno di questi test è però stato ancora ufficialmente approvato.

Per quanto riguarda, infine, farmaci e altri trattamenti, gli sforzi si stanno dirigendo anche in questo caso sulla prevenzione nei soggetti a rischio, un approccio apparentemente più fattibile rispetto alla ricerca di una terapia che curi l’infezione.

Nonostante le difficoltà, Kieny è comunque apparsa ottimista.

La nostra relativamente scarsa conoscenza del virus Zika rappresenta una serie di sfide per il lavoro di ricerca e sviluppo

ha dichiarato l’esperta.

Tuttavia, sono lieta di dire che, sulla base della nostra esperienza durante l'epidemia di Ebola in Africa occidentale, stiamo procedendo molto rapidamente.

Via | Adnkronos

A rischio anche occhi e vista dei bambini

10 febbraio 2016

Non solo microcefalia: se contratto durante la gravidanza il virus Zika potrebbe anche danneggiare gravemente gli occhi del feto. L’ipotesi arriva da uno studio pubblicato su Jama Ophtalmology da un gruppo brasiliano di ricercatori secondo cui

l’infezione congenita dovuta alla presunta esposizione al virus Zika è associata a conclusioni pericolose per la vista, incluse lesioni bilaterali maculari e perimaculari e anomalie del nervo ottico nella maggior parte dei casi.

Gli autori dello studio lo hanno scoperto analizzando la salute degli occhi di 29 bambini nati con microcefalia presumibilmente associata a un’infezione da virus Zika, escludendo allo stesso tempo che i problemi di cui erano affetti i piccoli fossero dovuti ad altre malattie infettive, come la toxoplasmosi o la rosolia.

Secondo Lee Jampol, esperto di oftalmologia della Northwestern University di Evanston (Stati Uniti) le lesioni rilevate metterebbero in serio pericolo la vista dei bambini. Motivazione in più, questa, che potrebbe spingere le donne incinte che hanno contratto il virus a non portare avanti la loro gravidanza. Per il momento, però, sembra che il governo brasiliano non abbia intenzione di accogliere l’invito lanciato qualche giorno fa dall’Onu di consentire l’aborto in caso di malattia Zika. Il Ministro della Sanità, Marcelo Castro, avrebbe infatti confermato che la microcefalia non è inclusa fra le situazioni in cui può essere praticata un’interruzione di gravidanza.

Nel frattempo è stato registrato il primo caso di infezione anche in Cina. Il paziente in questione avrebbe contratto il virus in Venezuela, mentre il nuovo caso segnalato in Italia, - più precisamente a Rimini - riguarda un ragazzo di ritorno da Santo Domingo.

(s.s.)

Via | JAMA Ophtalmology; Ansa; Il Sole 24 Ore

Casi anche in Italia, possibile trasmissione con saliva e urine

8 febbraio 2016

Nemmeno l'Italia si può dire esente da casi di infezione da virus Zika: le persone che dal 2014 ad oggi hanno contratto il microbo all'estero tornando nel Bel Paese infette sono circa una decina. Gli esperti smorzano però le preoccupazioni. Come ha spiegato all'Adnkronos Salute Gianni Rezza dell'Istituto Superiore di Sanità aver registrato dei casi è “normalissimo” e il loro numero “non ci preoccupa”, tanto più che, essendo in inverno, le zanzare non costituiscono un pericolo.

I pazienti italiani hanno contratto l'infezione in Sud America. Gli ultimi due casi segnalati sono quelli di una persona di rientro dalla Repubblica Dominicana e di una persona tornata da un viaggio in Brasile. Della prima si è preso cura l'Ospedale civile di Venezia, della seconda lo Spallanzani di Roma.

Nuovi indizi su trasmissione e rischi


Negli ultimi giorni si sono aperte anche nuove ipotesi sulle modalità di trasmissione del virus, di cui sono state ritrovate tracce anche nella saliva e nelle urine di pazienti con sintomi dell'infezione. Lo ha annunciato Paula Gavel, presidente dell'istituto di ricerca brasiliano Ossa Crud Foundation, che però ha sottolineato che la scoperta non implica automaticamente la possibilità di contagio attraverso questi fluidi biologici. Come ha infatti spiegato l'esperta dell'Ospedale Sacco di Milano Maria Rita Gismondo, a giocare un ruolo fondamentale è la quantità di virus attivo presente nel campione, che rende possibile il contagio solo se sufficientemente elevata. Solo ulteriori test potranno verificare questa possibilità; nel frattempo le autorità raccomandano però di non scambiarsi oggetti per l'igiene e l'uso personale – come gli spazzolini da denti – e di lavarsi spesso le mani.

Salgono inoltre i casi di associazione tra infezione da virus Zika e sindrome di Guillain-Barré che aumentano i sospetti dell'esistenza di un legame causale tra le due condizioni.

I paesi colpiti

Le ultime notizie di decessi per sindrome di Guillain-Barré apparentemente associata al virus Zika arrivano dalla Colombia, il secondo paese più colpito dall'infezione dopo il Brasile. La presenza del virus è però stata registrata in 33 diverse nazioni dall'inizio del 2014, e alcune prove indirette suggeriscono che la trasmissione sia avvenuta anche nei confini di altri 6 paesi. Gli esperti ritengono probabile un'ulteriore diffusione.

(s.s.)

Via | Adnkronos

Dall'Onu la richiesta di consentire contraccezione e aborto

5 febbraio 2016, ore 17:00

La diffusione del virus Zika ha spinto i governi di alcuni dei governi più colpiti a consigliare di evitare gravidanze, ma per l’Onu questa raccomandazione non è sufficiente. Secondo Zeid Ra'ad Al Hussein, Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, il consiglio

ignora la realtà del fatto che molte donne e ragazze non possono semplicemente esercitare il controllo su se o quando o in quali circostanze rimanere incinte, soprattutto in un ambiente in cui la violenza sessuale è così comune.

Per questo il suoi invito è ad abrogare le leggi attualmente in vigore che non permettono alle donne di accedere alla contraccezione - inclusa quella di emergenza - e all’aborto.

Secondo l’Alto commissario per i diritti umani in situazioni in cui dilaga la violenza sessuale e le donne non hanno accesso a contraccezione e aborto mettere l’accento sull’opportunità di rimandare una gravidanza non è una strategia efficace.

Molte delle questioni chiave ruotano intorno fallimento degli uomini di sostenere i diritti delle donne e delle ragazze

ha sottolineato Zeid Ra'ad Al Hussein

e una serie di misure forti devono essere prese per affrontare questi problemi di fondo.

Via | Ansa

Donna incinta infetta in Spagna, è il primo caso in Europa

5 febbraio 2016, ore 8:00

Nuova infezione da virus Zika in Spagna. Ad essere infettata sarebbe una donna incinta di ritorno da un soggiorno in Colombia, e si tratterebbe del primo caso di infezione da Zika in gravidanza registrato in Europa.

L'annuncio, riporta la testata britannica The Guardian, arriverebbe dal Ministro della Salute spagnolo, che avrebbe dichiarato che:

uno dei pazienti diagnosticati in Catalogna è una donna incinta, che ha mostrato i sintomi dopo un viaggio in Colombia.

Il suo caso si aggiungerebbe agli altri 6 già registrati in Spagna. Secondo il Ministro spagnolo tutti i pazienti sarebbero in buone condizioni e tutti avrebbero contratto l'infezione durante viaggi all'estero.

Fino ad oggi

ha sottolineato il Ministro

i casi di Zika diagnosticati in Spagna non rischiano di diffondere il virus nel nostro paese, perché si tratta di casi importati.

Via | The Guardian

Dall'India i primi vaccini

3 febbraio 2016, ore 16:30

Un gruppo di ricercatori indiani sarebbe riuscito a ottenere ben due vaccini efficaci contro il virus Zika. La nuova arma sarebbe già stata brevettata dalla Bharat Biotech International Limited di Hyderabad, nello stato federato del Telangana.

Siamo probabilmente la prima azienda produttrice di vaccini al mondo ad aver richiesto il brevetto su un possibile vaccino contro lo Zika circa nove mese fa

ha dichiarato Krishna Ella, amministratore delegato della company, che sarebbe riuscita a sviluppare i due vaccini utilizzando un virus Zika vivo importato legalmente e che avrebbe già chiesto il supporto del governo per condurre le sperimentazioni sugli animali e sull’uomo ora necessarie.

L’Indian Council of Medical Research (ICMR) avrebbe già offerto il suo aiuto.

Esamineremo [il vaccino] dal punto di vista scientifico e valuteremo la fattibilità di portarlo avanti

ha dichiarato Soumya Swaminathan, pediatra dell’ICMR.

Ella prospetta la possibilità di produrre un milione di dosi di vaccino in 4 mesi.

Via | Ndtv

Primo caso di trasmissione sessuale negli Stati Uniti

3 febbraio 2016, ore 10:00

Il virus Zika può infettare attraverso una trasmissione sessuale. A dimostrarlo è il caso di un uomo che avrebbe contratto l’infezione in Texas dalla partner, recentemente di ritorno negli Stati Uniti dopo un viaggio in Venezuela. A confermarlo sono i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), che spiegano:

I CDC hanno confermato attraverso analisi di laboratorio il primo caso di infezione da Zika Virus negli Stati Uniti continentali in una persona che non ha viaggiato. Secondo investigazioni del Dipartimento della Salute della Contea di Dallas, una persona che ha recentemente viaggiato in un’area in cui viene trasmesso il virus Zika è tornata negli Stati Uniti e ha sviluppato sintomi analoghi a quelli della Zika. In seguito la persona è risultata positiva allo Zika, così come anche il suo partner sessuale, che non ha viaggiato in quell’area.

Il caso confermerebbe le ipotesi già elaborate dagli esperti secondo cui il virus potrebbe trasmettersi per via sessuale.

Basandoci su quello che sappiamo

proseguono dai CDC

il modo migliore per evitare l’infezione da virus Zika è prevenire le punture delle zanzare.

Al momento, fortunatamente, non sono stati riportati casi di trasmissione attraverso gli insetti al di fuori delle aree in cui è noto essere diffuso il virus.

Non abbiamo informazioni definitive sul periodo di infettività

precisano i CDC, aggiungendo che

i partner sessuali possono proteggersi utilizzando il preservativo per prevenire la diffusione di infezioni sessualmente trasmesse. Le persone con malattia Zika

aggiungono inoltre

possono proteggere gli altri prevenendo ulteriori punture di zanzara.

(s.s.)

Via | npr; CDC

Per l'Oms è "emergenza internazionale di salute pubblica"

2 febbraio 2016

Il virus Zika è un'emergenza internazionale di salute pubblica. A decretarlo è stata l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) a seguito della riunione svoltasi ieri per fare il punto della situazione sul tema.

Margaret Chan, direttore generale dell'Oms, ha spiegato che gli esperti del Comitato convocato in riunione hanno confermato i forti sospetti del legame causale tra l'infezione contratta durante la gravidanza e la microcefalia nei neonati. Al momento mancano però ancora le prove scientifiche di tale nesso causale; per questo il Comitato invita a intensificare le ricerche.

Per quanto riguarda, invece, i rischi associati ai viaggi nei Paesi in cui è presente l'infezione, al momento non ci sarebbero motivi validi per imporre restrizioni a viaggi o scambi commerciali allo scopo di limitarne la diffusione. Il comitato invita però a rafforzare la sorveglianza dell'infezione, mettere a punto nuovi strumenti diagnostici e migliorare la comunicazione del rischio nelle nazioni colpite, soprattutto verso le donne in gravidanza e in età fertile.

Per combattere lo Zika sul lungo termine gli esperti interpellati dall'Oms raccomandano anche di lavorare sempre più attivamente alla ricerca di vaccini, terapie e strumenti diagnostici efficaci e a prepararsi a far fronte alle conseguenze dell'infezione (in particolare nei paesi in cui è diffuso il virus). Infine, le autorità di tutti i paesi e i ricercatori sono invitati a comunicare all'Oms ogni informazione che può essere utile nella lotta globale contro il virus, che secondo Chan deve essere combattuto con "uno sforzo internazionale".

Via | Ansa; Quotidiano sanità

(s.s.)

L'epidemia si combatterà con zanzare geneticamente modificate?

1 febbraio 2016

L'arma per sconfiggere il virus Zika potrebbero essere zanzare geneticamente modificate. La soluzione - di cui ha parlato ai microfoni di Radio2 anche Giovanni Rezza, epidemiologo dell'Istituto Superiore di Sanità - è già in via di sperimentazione in Brasile e nelle Isole Cayman, dove sono partiti i test di zanzare gm create dalla britannica Oxitec per combattere un malattia simile alla Zika, la febbre dengue.

Le caratteristiche peculiari di queste zanzare geneticamente modificate portano alla morte precoce della loro progenie. Oltre a Zika e Dengue, altre minacce alla salute che potrebbero essere combattute con insetti di questo tipo sono la malaria, l'Ebola e la leishmaniosi viscerale. Agire sulle zanzare potrebbe però non essere sufficiente se venisse confermato quanto paventato nei giorni scorsi, quando Anne Schuchat, vicedirettore dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi, ha confermato al New York Time un caso di possibile trasmissione sessuale e l'individuazione del virus nello sperma di un uomo che circa 2 settimane prima aveva manifestato sintomi che potrebbero essere imputati a un'infezione da Zika.

La scienza è molto chiara finora

ha però aggiunto Schuchat.

Zika è trasmesso principalmente attraverso la puntura di una zanzara infetta ed è su questo che poniamo enfasi.

La precauzione principale da prendere in questo momento è quindi evitare di essere punti dagli insetti portatori del virus. A tal proposito il Ministero della Salute ha predisposto poster da affiggere in porti e aeroporti per diffondere le nuove linee guida sulla malattia, “sulla base di un principio di estrema precauzione”. In particolare, dal dicasteri vengono sconsigliati viaggi nelle aree in cui è presente il virus sia alle donne in gravidanza – e a quelle che stanno cercando di concepire - che alle persone con malattie del sistema immunitario o gravi patologie croniche. In questi ultimi casi il Ministero raccomanda

quantomeno, una attenta valutazione con il proprio medico curante prima di intraprendere il viaggio.

Dal Centro Nazionale Sangue arriva invece la raccomandazione di fare attenzione a sintomi come lieve febbre, dolori muscolari, rash cutanei e congiuntivite nei primi 12 giorni dal rientro da un'area a rischio Zika e di attendere 28 giorni dal rientro prima di donare sangue.

Anche in Italia ci sono stati in passato vari casi di patologie infettive provocate da punture di zanzara, come quelli causati dal virus di West Nile che, da paesi lontani come l’Africa e l’Asia, è arrivato fin da noi colpendo alcune regioni in particolare, come l’Emilia Romagna

commenta Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici.

A fronte di soggetti infetti il vero rischio è che altre zanzare possano essere pericolose. La diffusione dei viaggi, poi, soprattutto verso mete di estremo grido anche in estate come i Caraibi, potrebbero far aumentare enormemente le situazioni a rischio.

Raccomandiamo quindi per chi viaggia in queste zone un’attenta prevenzione alle punture di zanzara usando repellenti e coprendo il più possibile le parti esposte.

(s.s.)

Via | AGI; WAIDID, comunicato stampa; ANSA; Il Sole 24 Ore

I paesi a rischio, dove non viaggiare

29 gennaio 2016

Il virus Zika continua a far paura nonostante i consigli di prevenzione: ogni giorno arrivano aggiornamenti poco confortanti sul numero di malati e vittime di questo virus trasmesso dalle zanzare tigre ed esploso in Sudamerica con inaspettata potenza, a dire degli esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità "esplosiva".

Proprio per sottolineare le rotte di spostamento delle zanzare e dare maggiore sicurezza ai viaggiatori di tutto il mondo, può essere utile l'infografica sui paesi a rischio di contagio da virus Zika, quindi dove non viaggiare senza le necessarie e obbligatorie precauzioni.

zika-spread-artboard_3.png

Dall'immagine si vede chiaramente come la diffusione del virus Zika sia ormai diventata endemica nell'est del Sudamerica e in Centroamerica con l'esclusione di Nicaragua e Costarica. Colpiti anche i Caraibi e le isole paradisiache. Risparmiati per ora paesi come Perù, Cile, Argentina e Uruguay, che al momento non hanno fatto registrare contagi su larga scala. Altro da sottolineare, i due arcipelaghi di Atlantico e Pacifico che sono stati evidenziati, ovvero Samoa e Capo Verde, dove il virus ha attecchito.

Per quanto riguarda l'Africa e l'Asia, al momento ad essere evidenziate sono le aree dove il virus Zika si è diffuso in passato: India, Indonesia, Angola, paesi del Centro Africa, Kenya ed Egitto.

Questo l'elenco dei paesi colpiti dal virus Zika:

  • Haiti

  • Repubblica Dominicana

  • Puerto Rico

  • Guadalupa

  • Saint Martin

  • Martinica

  • Barbados

  • Isole Vergini

  • Messico

  • Guatemala

  • Honduras

  • Salvador

  • Panama

  • Venezuela

  • Guyana

  • Suriname

  • Guyana francese

  • Ecuador

  • Colombia

  • Bolivia

  • Brasile

  • Paraguay

  • Capo Verde

  • Samoa


I consigli per chi viaggia in paesi a rischio sono ovviamente sempre quelli di prevenzione che trovate qui sotto: sconsigliati i viaggi in queste zone alle donne incinte.

Via | NYTimes, US Gov

(ari g.)

I consigli per difendersi dalla zanzara tigre


29 gennaio 2016

Per difendersi dalla zanzara tigre, l'insetto che con le sue punture può trasmettere il virus Zika, è necessario prevenirne la proliferazione. Il consiglio arriva dagli esperti di Anticimex, azienda specializzata in servizi di igiene e ambientali, secondo cui è bene correre ai ripari in previsione dell'arrivo dei mesi più caldi.

Per evitare una colonizzazione larvale improvvisa nel territorio pubblico, occorrerebbe che le amministrazioni locali effettuassero delle azioni mirate non solo durante i mesi più caldi, ma a partire da adesso e costantemente durante tutto l’anno

osserva Elisabetta Lamberti, responsabile dell'ufficio tecnico di Anitcimex.

Allo stesso modo, anche i cittadini sono tenuti a non sottovalutare il problema, prestando attenzione alla manutenzione delle aree private, che fanno parte del nostro patrimonio urbano.

Ecco come difendersi tutto l'anno dalla zanzara tigre:


  • evitare l'accumulo di acqua in contenitori esterni (vasi da fiori, bottiglie e altri contenitori che possono contenere l'acqua)

  • coprire i serbatoi di stoccaggio dell’acqua per uso domestico in modo che le zanzare non possano entrarci

  • non lasciare accumulare i rifiuti; gettarli in sacchetti di plastica chiusi conservati in bidoni della spazzatura coperti

  • sbloccare scarichi che possono causare ristagni d'acqua

  • utilizzare zanzariere e schermi su porte e finestre per ridurre il contatto tra le zanzare e le persone.


In caso di viaggi in Paesi in cui è presente il virus Zika Anticimex consiglia invece di:


  • coprire la pelle esposta con camicie a maniche lunghe, pantaloni e cappelli

  • usare repellenti come indicato sulle confezioni e riapplicare come suggerito

  • dormire in luoghi protetti da zanzariere


(s.s.)

Via | Anticimex

Oms, 'Livello di allerta estremamente alto'


28 gennaio 2016

Il virus Zika potrebbe infettare da 3 a 4 milioni di persone. La stima arriva da Marcos Espinal, esperto di malattie infettive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), e Margaret Chan, direttore generale dell’Oms, ha annunciato per il prossimo lunedì, 1 febbraio, una riunione di emergenza in cui stimare la risposta internazionale a un’eventuale epidemia.

Secondo Chan la diffusione del virus sta assumendo proporzioni allarmanti.

Il livello di allerta è estremamente alto

ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, precisando che

ad oggi sono stati registrati casi in 23 Paesi e territori della regione [americana23].

I sintomi dell’infezione

Il virus Zika, parente stretto dei microbi responsabili della febbre dengue e della chikungunya, causa lieve febbre, rash cutanei e arrossamento degli occhi. Si stima però che l’80% delle persone infettate non manifestino sintomi.

Le principali preoccupazioni riguardano le donne incinte; il virus sembra infatti poter indurre microcefalie nel feto, ipotesi considerata da Cham “fortemente sospettata”.

Il possibile legame, solo recentemente sospettato,

ha sottolineato Chan

ha rapidamente modificato il profilo di rischio dello Zika da pericolo lieve a pericolo di proporzioni allarmanti.

Via | Reuters

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