Bimbo nato senza gambe a Parma, il ginecologo sbagliò anche nel 2003

Quello di Bryan, il bambino nato senza gambe la notte di Natale a Parma, non sarebbe il primo caso avvenuto in questa città. Il ginecologo che ha seguito la donna sarebbe stato condannato nel 2003 per un errore simile.

Medicina Parma

Il piccolo Bryan è venuto al mondo senza le gambe, a causa di una grave malformazione che non era stata diagnosticata nel corso della gravidanza. La vicenda di Bryan e dei suoi genitori (l’italiana Monica ed Hector, un uomo di origine albanese) è iniziata la notte di Natale, quando il piccolo è venuto al mondo con un parto apparentemente normale e privo di problemi. Poco dopo la nascita però, i medici avrebbero fatto uscire il padre dalla sala parto e avrebbero coperto il bambino. Così i genitori avrebbero scoperto che il loro secondogenito (la coppia ha già un altro figlio di 7 anni) era nato senza gambe, a causa di una grave malformazione agli arti inferiori che non era stata evidenziata durante le visite mediche.

La coppia ha lasciato la parola agli avvocati, nella speranza di riuscire a capire come è potuta accadere una cosa del genere, e comprendere chi dovrebbe essere reputato responsabile di tutto ciò.

La prima richiesta è quella di chiarimenti, di capire l'origine di un'omissione così grave. E poi una richiesta di danni per chi risulterà responsabile di quest'omissione. L'ultima ecografia fatta a novembre dava anche le dimensioni di entrambi i femori. Non ci sono dubbi, si stratta di indicare il responsabile dell'omessa diagnosi, che è inconfutabile.

fanno sapere i legali.

Il caso di Elena

La vicenda ha però destato l’interesse di un’altra donna, Sara, madre della piccola Elena, bambina nata nel 2003 con un problema psicofisico molto grave, e morta all’età di quattro anni. Ciò che accomuna le due vicende sarebbe il dottor T. B., medico di base e ginecologo che lavora in un piccolo centro della provincia, e che avrebbe seguito entrambe le gravidanze. In precedenza il medico sarebbe stato dunque già condannato dal Tribunale civile di Parma al risarcimento di circa mezzo milione di euro, per aver omesso di “accertare le gravi malformazioni da cui poteva essere affetto il feto, e conseguentemente del grave handicap della nascitura, inibendo così alla madre la possibilità di abortire”. 

Sono sorpresa anch’io da questo secondo caso.

ha fatto sapere il legale dei genitori di Bryan

Stiamo valutando una serie d’iniziative. Bisogna chiarire il ruolo dell’Ausl e dell’Ordine dei medici. Possibile che non sapessero nulla?

via | Repubblica, Corriere

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