Contagio virus Hiv a Roma: Valentino T. era "pronto a contagiare altre donne"

Valentino T. sarebbe pronto a contagiare altre donne e quindi rimane in carcere: sua madre è morta di Aids.

HIV contagio

20 gennaio 2016

Valentino T., il trentenne romano accusato di aver contagiato volontariamente moltissime donne con il virus dell'HIV, era pronto a contagiarne altre (al momento le vittime accertate sono 31). Arrestato a dicembre per aver trasmesso il virus alle sue compagne deve rimanere in carcere, perché se uscisse infetterebbe ancora altre donne: le cause di questo accanimento non sono ancora note.

L'uomo ha saputo di essere sieropositivo nel 2006: secondo gli investigatori potrebbe essere ancora molto pericoloso, perché sarebbe determinato a continuare il suo terribile piano di infettare il maggior numero di persone possibili, in maniera volontaria. Non si sa il perché, ma si sa, invece, che la madre è morta proprio di Aids quando lui aveva solo sei anni.

I giudici del Riesame di Roma, per queste motivazioni, hanno deciso di respingere la richiesta di scarcerazione dell'uomo, presentata dal suo Esplora il significato del termine: difensore Giuseppe Minutoli, secondo il quale le ragazze sono state disinibite complici dell'uomo: secondo quanto sostiene l'avvocato, la prima donna denunciante non può essere certa di aver preso il virus da lui, a causa della sua "condotta scriteriata e orgiastica".

Tralasciando ogni commento su un’affermazione che appare imprudente se riferita da T. si evidenzia che la vittima, donatrice fino al 2009, successivamente ha avuto rapporti sessuali, sempre protetti, solo con un ragazzo.

Queste le parole dei giudici.

(p.c.)

Arrivato a 17 il numero delle vittime del trentenne romano

11 dicembre 2015

Contagio virus Hiv a Roma - Arriva a 17 il numero delle persone contagiate da Valentino T., il ragazzo sieropositivo che avrebbe consapevolmente infettato delle ragazze intrattenendo con loro rapporti sessuali non protetti, e che è stato arrestato lo scorso 1 dicembre con l'accusa di lesioni gravissime. Fra le vittime infettate dalla condotta dell’uomo, non vi sarebbero solamente delle donne, ma anche dei ragazzi, partner delle ragazze che erano state precedentemente infettate. Un contagio che, dunque, si estende in maniera preoccupante. A parlare sono state proprio alcune delle ragazze infettate, che hanno sporto denuncia.

Adesso nei confronti del giovane potrebbe essere mossa l’accusa del reato di epidemia dolosa, che potrebbe portare all’ergastolo. Secondo le ricostruzioni, l’impiegato romano avrebbe avuto dei comportamenti molto simili con le persone infettate, mostrandosi prima affettuoso, poi compulsivo e infedele. Alle vittime di questa vicenda, l’uomo avrebbe proposto (e a volte addirittura imposto) un rapporto sessuale non protetto, contagiandole dunque consapevolmente.

L’avvocato difensore del ragazzo ha intanto sottolineato l’incompatibilità fra l’essere sieropositivo e la vita in carcere, chiedendone quindi la scarcerazione.

Un sieropositivo

avrebbe fatto sapere l’avvocato

non è trattato come chiunque in cella, è chiaro che la situazione del mio cliente è drammatica e rischiosa.

via | Corriere

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