PTT alto o basso: cosa significa?

Il tempo di tromblopastina parziale o PTT serve per valutare il tempo di coagulazione del sangue.

Con la sigla PTT si intende il tempo di tromblopastina parziale ed è un esame che si effettua attraverso il prelievo di sangue per verificare la coagulazione. E’ considerato normale per valori circa compresi tra i 60 ed i 70 secondi. Che cosa vuol dire se i parametri sono alti o bassi?

Purtroppo la misurazione della PTT è importante per verificare se ci sono delle patologie sospette. Per esempio se i valori sono insufficienti è maggiore il rischio di emorragie, di tumori delle cellule che compongono il liquido ematico e di trombofilia. Al contrario, se i valori sono molto elevati possono esserci in corso delle patologie riconducibili al sistema circolatorio quali carenza di vitamina K, cirrosi, emodialisi, emofilia, danni epatici, reazione alla trasfusione o disfunzioni epatiche.

Potreste trovare anche un’altra sigla, ovvero aPTT. Che differenza c’è? In questo caso è il tempo di tromboplastina parziale attivata. Proprio come PTT, questo esame valuta il tempo di coagulazione del sangue. Nella versione “attivata” però viene aggiunto un attivatore che accelera il tempo di coagulazione e quindi l’intervallo di riferimento è meno ampio e più facilmente interpretabile. Diciamo che è un po’ più sensibile e con un margine di errore inferiore rispetto al primo.

Quando vengono richiesti questi esami? In caso di trombosi, aborti ricorrenti, per la valutazione di una terapia farmacologica, prima di un intervento chirurgico, per la diagnosi del lupus anticoagulante e in caso di emorragia o formazione di lividi frequenti o con cause non accertate.

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