Noduli tiroidei: quando preoccuparsi?

Nella maggior parte dei casi sono formazioni benigne. Ecco i fattori di rischio malignità identificati dagli esperti

noduli tiroidei

I noduli tiroidei sono un problema molto frequente. Queste formazioni compaiono infatti nella tiroide di una proporzione variabile tra il 30 e il 50% delle persone. In alcuni casi possono essere associati a un cancro, ma fortunatamente non è sempre così, anzi, nell'80% dei casi si tratta di formazioni benigne.

A certificarlo sono alcuni i dati di uno studio italiano pubblicato su JAMA di cui gli esperti del settore hanno discusso anche in occasione del congresso CUEM (Clinical Update in Endocrinologia e Metabolismo) agli inizi del mese di luglio. Accanto a questa stragrande maggioranza di formazioni benigne ce n'è poi un 16,5% che avendo un profilo indeterminato richiede ulteriori controlli. Solo il 3,5%, invece, presenta un sospetto di malignità

Nel nostro studio multicentrico abbiamo sottoposto un gruppo di 993 pazienti a follow up con una ecografia annuale e controlli dei dosaggi FT4 e TSH evidenziando che a 5 anni il 66% dei noduli rimane stabile, il 15,4% cresce di dimensioni (sia pure lentamente, parliamo di circa 5 mm in 5 anni) e, dato rilevante, il 18% tende a regredire

ha spiegato Sebastiano Filetti, coordinatore della ricerca pubblicata su Jama. Solo il 9% dei pazienti, ha sottolineato l'esperto, presentava dei noduli al controllo.

Lo studio ha anche permesso di capire quali sono le situazioni più a rischio di crescita.

Si tratta di soggetti che hanno più noduli, una età inferiore ai 43 anni ed indice di massa corporea superiore a 28

ha spiegato Filetti, sottolineando che

questi presentano un rischio maggiore di andare incontro ad un aumento di dimensioni del nodulo tiroideo.

Via | Comunicato stampa

Vota l'articolo:
2.00 su 5.00 basato su 1 voto.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO