Psicosi da Ebola, ecco perché fa dimenticare i pericoli delle malattie comuni

Scoperto il meccanismo che ci porta a temere in modo irrazionale malattie nuove e lontane, come l'Ebola, e a sottovalutare le comuni infezioni molto più vicine e pericolose per la salute


E' una sensazione che conosciamo tutti: ansia, panico, terrore. Ci assale quando sentiamo parlare di malattie lontane, malattie infettive mortali come l'Ebola, e prima ancora l'influenza Aviaria, la Sars e via discorrendo.

Patologie che si sviluppano in altri luoghi del mondo, sovente remoti, e che giungono a lambire il nostro Paese "di striscio", perché qualcuno è stato contagiato dopo aver viaggiato o lavorato nelle zone a rischio, come è capitato al nostro medico fortunatamente guarito dall'Ebola.

Psicosi-Ebola

La psicosi da Ebola e da malattie tropicali che ci fanno drizzare i capelli per il terrore è solo in parte determinata dai Media che spesso in modo funzionale (agli ascolti e ai contatti sul web), alimentano le paure della popolazione a proposito di questi mali "misteriosi".

In realtà il meccanismo all'origine di questo cieco terrore è del tutto istintivo, ovvero non è solo "pilotato" ad arte dai facili titoli terroristici ma "nasce" nel profondo del nostro cervello, in una piccola zona i cui neuroni sono deputati a gestire sentimenti ed emozioni primarie come la paura: l'amigdala.

Ebbene, sembra che per natura gli esseri umani siano particolarmente sensibili a tutto ciò che sia nuovo, pertanto anche la paura viene suscitata e alimentata (almeno per un po') da ciò che costituisce una minaccia la nostra incolumità di cui si senta palare per la prima volta.

Il meccanismo di allarme che in questi casi si innesca, e che pertiene appunto all'amigdala, è totale, come se il pericolo fosse davvero concreto e reale, a noi prossimo anche se in realtà non lo è affatto. Se analizziamo il caso Ebola in modo razionale, usando cifre e percentuali, ci accorgiamo che il rischio di ammalarsi è talmente basso da diventare insignificante.

Ben diverso il caso di altre malattie che ben conosciamo, perché diffuse anche nel nostro territorio, che solo per il fatto di esser ben note, vengono sottovalutate (il che aumenta il loro pericolo). E' ciò che capita con la "banale" influenza, sottovalutata anche dalle categorie e rischio, come coloro che soffrono di malattie croniche e gli anziani.

Eppure anche l'influenza, e le sue complicanze, uccide, certo molto più dell'Ebola. Il rischio connesso con questo tipo di atteggiamento è quello di smettere di prendere le dovute precauzioni per proteggere la salute propria quella dei bambini (ad esempio evitando la vaccinazione per irrazionale "nuovo" terrore che possa creare complicanze) solo perché ci "dimentichiamo" dei pericoli di queste comuni infezioni.

Se ci pensiamo, è proprio quello che è capitato nel caso dell'AIDS, che creò una enorme psicosi mondiale collettiva quando si iniziò a parlarne e si verificarono i primi casi, e che ora sembra passato nel dimenticatoio solo perché ha perso la su "carica" di novità.

Insomma, se dobbiamo stare attenti a non farci travolgere dal terrore immotivato per le nuove malattie, così dobbiamo evitare di scordare i pericoli rappresentati da patologie molto più vicine e comuni.

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Foto| via Pinterest
Via| corriere.it

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