Catania, neonata Nicole morta in ambulanza: Lorenzin, una "catena di errori, tanti"

Il Ministro sottolinea la responsabilità della Regione, denunciando la mancanza del sistema di informatizzazione previsto dalla normativa nazionale

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24 febbraio 2015

E' una catena di tanti errori quella che ha portato al decesso della piccola Nicole, la neonata morta in ambulanza perché non ha trovato un posto per essere ricoverata nelle Unità di trattamento intensivo neonatale (Utin) di Catania. A definirla in questo modo è il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ricorda che quando le Regioni non riescono ad attuare le norme nazionali è lo Stato ad intervenire con di commissariamenti, sottolineando le grandi differenze nella qualità del servizio sanitario offerto ai cittadini in diverse aree del paese.

Il Ministro ha sottolineato che le Regioni che hanno subito dei commissariamenti e quelle che invece sono rimaste autonome spesso coincidono rispettivamente a quelle del Sud e quelle del Nord. Per quanto riguarda nello specifico il caso di Catania, Lorenzin ha specificato che nel capoluogo siciliano il sistema di informatizzazione non c'è ancora

nonostante la norma nazionale lo preveda.

Il problema alla base della mancanza sarebbe da cercare proprio negli uffici regionali.

Gli ostacoli posti dalle regione Sicilia hanno rallentato l'applicazione della norma

ha sottolineato il Lorenzin, aggiungendo:

per questo ho già preso l'impegno e chiesto alla Sicilia di farlo entro giugno.

Il Ministro si è dichiarato contrario ai tagli effettuati, che hanno tolto alle Regioni ben 25 miliardi di euro, ma ha anche sottolineato che

il problema è duplice: (...) in passato hanno sprecato enormemente.

Nonostante la situazione, Lorenzin ribadisce la sua fiducia nel Servizio Sanitario Nazionale: in attesa dei suoi primi figli - due gemelli, che dovrebbero chiamarsi Lavinia e Francesco - il Ministro ha annunciato che partorirà in una struttura pubblica della capitale.

(s.s.)

Via | Ansa

Le prime sanzioni a medici e operatori

23 febbraio 2015

Un operatore trasferito e la possibilità che anche la responsabile sia trasferita o sospesa: sono queste le prime sanzioni con cui sta avendo il 118 di Catania dopo la morte in ambulanza della neonata Nicole. Entrambi i protagonisti dei provvedimenti sono indagati dalla procura del capoluogo etneo per omicidio colposo; il primo è colui che ha risposto alla chiamata della Casa di Cura Gibiino in cui si chiedeva il ricovero in Unità di trattamento intensivo neonatale (Utin), la seconda è la responsabile della centrale operativa.

Nel frattempo continua il botta e risposta tra accusati e accusatori. Cgil Funzione pubblica ha infatti chiesto al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin di continuare sulla strada dell'ipotesi del commissariamento della Sanità della Regione Sicilia, con la speranza che possa “servire a interrompere il rapporto asfissiante con la politica locale”. Secondo l'organizzazione, che tutela i lavoratori delle pubbliche amministrazioni, il sistema non collasserebbe proprio perchè “la stragrande maggioranza degli operatori presta la propria opera con scienza e coscienza”. Il problema, insomma, non sarebbe la scarsa professionalità di medici e personale sanitario, ma l'ingiustizia, la disorganizzazione, la mortificazione della professionalità e delle competenze e la mancanza di protocolli comportamentali e tutele che secondo Cgil Funzione pubblica caratterizzerebberp il sistema siciliano.

L'assessore alla Sanità regionale Lucia Borsellino è però di tutt'altra opinione.

Il sistema di emergenza e trasporto neonatale nell'Isola esiste

ha sottolineato Borsellino, evidenziando un altro fatto: un buco temporale di più di mezz'ora tra l'ultima chiamata tra la centrale operativa del 118 e la Casa di Cura Gibiino e la partenza dell'ambulanza. Chiarire dettagli di questo tipo - così come il sospetto avanzato nei giorni scorsi secondo cui la piccola sarebbe nata morta - sarà fondamentale per accertare le responsabilità di ciò che è successo la notte della morte di Nicole.

(s.s.)

Via | palermo.repubblica.it

Nicole è nata morta?

19 febbraio 2015

Nel giorno dei funerali della piccola Nicole, la neonata morta a Catania dopo non aver trovato posto per essere ricoverata in Unità di trattamento intensivo neonatale (Utin), un nuovo dubbio inizia ad aleggiare sulla vicenda: la bambina potrebbe non aver mai respirato. A lanciare il sospetto è Guglielmo Catalioto, dirigente medico delll'Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Papardo Piemonte di Messina e perito di parte dei genitori della piccola, che quindi potrebbe essere nata morta.

Dall'ispezione macroscopica sul corpo della bimba sembrerebbe che i polmoni non abbiano mai respirato dopo il parto

ha spiegato Catalioto.

Secondo il medico qualcuno potrebbe aver “avuto fretta di dire che la bimba era nata viva”. Al momento, però, tutte queste restano solo ipotesi.

In realtà

ha infatti spiegato Catalioto

soltanto l'esame istologico al microscopio potrà dirci con certezza se Nicole è nata viva o morta.

In che modo? Il perito lo spiega con un esempio molto semplice:

Pensiamo a un palloncino: quando si gonfia e poi si sgonfia rimane l’impronta.

In questa fase

ha aggiunto il neonatologo

non abbiamo certezze, non possiamo formulare alcuna tesi, è fondamentale aspettare l’esame istologico.

Anche i legali dei genitori della bambina sono dello stesso avviso e ritengono che al momento non ci sono certezze sullo stato di Nicole dopo la nascita, sul tipo di interventi messi in atto in sala parto e sull'esatto momento del decesso.

Per cercare di far luce su quest'ultimo punto sarà necessario apsetare i risultati delle prossime analisi. Nel frattempo Catalioto sembra sicuro:

La magistratura farà ampia luce

ha dichiarato infatti il medico

ci sono le registrazione del 118, le cartelle cliniche, presto le analisi al microscopio: tutti dati oggettivi.
(s.s.)

Via | Ansa; La Sicilia

Lorenzin, "se non interverrà la Regione lo farà il ministero"

18 febbraio 2015

Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è pronta a intervenire per fare chiarezza sulla vicenda della piccola Nicole, la bambina morta a Catania perché non ha trovato per tempo un posto per essere ricoverata in Unità di trattamento intensivo neonatale (Utin).

Se non interverrà la Regione lo farà il ministero

ha annunciato il Ministro durante il question time alla Camera, precisando che

i posti letto nelle unità Utin in Sicilia sono 114, numero superiore a quello fissato a livello nazionale che è pari a 80.

Perché, quindi, la bambina non è riuscita a trovarne uno disponibile?

La risposta sta nella parola appropriatezza

risponde la stessa Lorenzin, aggiungendo:

Sarà mia cura verificare anche tramite l'analisi delle cartelle cliniche dei bimbi ricoverati l'appropriatezza dell'uso dei posti letto a Catania.

Per di più non sarebbero state rispettate le norme per il trasporto dei neonati. Il caso, insomma, si configurerebbe come un vero e proprio esempio di malasanità.

Per evitare che casi del genere possano ripetersi il Ministro ha anche intezione di istituire una unità di crisi che si occupi di effettuare le ispezioni in un nuovo modo. Il suo impegno è apprezzato anche dall'Associazione chirurghi ospedalieri italani (Acoi)

Riteniamo necessario un intervento dello Stato in collaborazione con la Regione per affrontare i problemi del sistema sanitario siciliano

commenta Diego Piazza, presidente dell'associazione, aggiungendo che

al di là del caso siciliano, è indispensabile correggere le anomalie organizzative e strutturali dell’intero sistema sanitario nazionale, perché non è possibile accettare 21 SSN diversi per ogni regione. Ben venga la task force contro la mala politica sanitaria, ma è chiaro che serve una riforma strutturale del sistema. In quest’ottica il ruolo di Agenas [l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ndr] per la valutazione degli esiti è molto importante ed è auspicabile un coinvolgimento delle società scientifiche per correggere le anomalie organizzative che hanno creato eventi la cui gravità è davanti gli occhi di tutti.

I funerali della bambina sono stati organizzati per domani, giovedì 19 febbraio. Secondo il padre le negligenze sarebbero state più d'una.

Questo è un nostro pensiero

ha però precisato l'uomo.

Adesso dovrà essere la magistratura a chiarire quello che è veramente accaduto.
(s.s.)

Via | Ansa; comunicato stampa Acoi

Nove indagati per omicidio colposo

16 febbraio 2015

La Procura di Catania ha riferito oggi che sono nove le persone indagate nell'inchiesta sulla morte della piccola Nicole. Secondo l'Ansa tra gli indagati ci sarebbero medici della clinica Gibiino e personale Utin. L'ipotesi di reato è quella di omicidio colposo.

Morte della neonata Nicole per una serie di concause

14 febbraio 2015

La Procura di Catania è intervenuta in merito alla morte della piccola Nicole, la neonata morta poco tempo dopo essere venuta al mondo per una crisi respiratoria mentre si trovava su un'autoambulanza: la procura ha già effettuato tutte le valutazioni utili per poter

ipotizzare delle responsabilità penali, ai fini del compimento di atti urgenti irripetibili.


E domani renderà noto il numero degli indagati.

Inoltre la Procura di Catania ha sottolineato che, dopo una prima valutazione della documentazione analizzata, forse la morte della neonata potrebbe essere

dipesa da una complessa serie di concause, sin dal momento del parto e delle terapie nelle primissime fasi di vita.


Martedì verrà eseguita l'autopsia sul corpo della piccolina.

Intanto, dalla Regione Sicilia arriva la notizia delle possibili dimissioni dell'assessore regionale alla salute, Lucia Borsellino. All'Adnkronos l'assessore dice:

Le parole del ministro Lorenzin sono state particolarmente dure e io ritengo che non ci siano più gli elementi minimi perché io possa proseguire il mio mandato, ecco perché annuncio le mie dimissioni. Ho già fatto presente questa mia posizione al Presidente Crocetta. Nei prossimi giorni rassegnerò le mie dimissioni. Contribuirò anche da dipendente dell'Assessorato Sanità all'accertamento della verità sul caso della piccola Nicole. Non voglio aggiungere altro.


Il ministro Beatrice Lorenzin aveva nei giorni scorsi ipotizzato un commissariamento.

Attendo il documento finale degli ispettori per assumere tutte le decisioni e le iniziative che competono al ministero e valutare, alla luce non solo di questo drammatico caso, se i livelli essenziali di assistenza siano correttamente erogati dalla Regione, o se ricorrano elementi per un nuovo commissariamento sugli aspetti di organizzazione e l'appropriatezza per garantire la sicurezza dei pazienti. E il governatore Crocetta stia sicuro che, come sempre, chi ha responsabilità oggettive dovrà renderne conto.
(p.c.)

Via | Ansa

Acoi, "E' l'effetto di gravissime carenze"

13 febbraio 2015

Anche l'Acoi, l'Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani, fa sentire la sua voce dopo la notizia della morte della neonata che non ha trovato possibilità di ricovero presso le le Unità di trattamento intensivo neonatale (Utin) di Catania, dove ha visto la luce in una clinica privata, a causa di una “mancanza di posti”. Secondo Diego Piazza, presidente dell'Associazione, il fatto non può essere considerato una “tragica fatalità” ed è “la conseguenza di una miscela letale” il cui elemento principale è il taglio dei posti letto di rianimazione e di Unità di terapia intensiva neonatale.

A causa dei tagli lineari sui posti letti e con il mancato turnover del personale medico ed infermieristico, molti posti letto di rianimazione sono solo posti letto virtuali


denuncia Piazza, evidenziando anche gli altri punti critici:

L'età media del personale sanitario e'elevata anche nei reparti usuranti come le rianimazioni, i pronto soccorso, le medicine e chirurgie d'urgenza. I tagli dei presidi medici: il padre della neonata riferisce addirittura della mancanza di cannula di aspirazione a bordo dell'ambulanza. Ma che ambulanza era se manca dei presidi minimi per prestare soccorso? In ultimo la carenza di management sanitario: Catania vive da anni una precarietà di direzione delle sue aziende ospedaliere che certamente non ha contribuito a migliorare l'organizzazione delle Utin cittadine. Basti pensare che due delle tre aziende ospedaliere cui la casa di cura si era rivolta non hanno da tempo una direzione generale.


Per quanto riguarda il ruolo del 118, Piazza esprime qualche perplessità.

La neonata, prima del trasferimento, poteva e doveva essere stabilizzata in una Utin cittadina


spiega il presidente Acoi.

Molti di noi, purtroppo, non si sorprendono poiché spesso nei nostri ospedali mancano i presidi elementari per poter eseguire un intervento chirurgico in sicurezza e solo eventi tragici ci fanno capire i rischi di un sistema che si affida alla buona volontà e all'iniziativa personale invece di programmare l'attività sanitaria con un risk management serio.

Inutile indignarsi, inviare ispettori, e iniziare il rituale balletto dello scarica barile: per far bene occorrono risorse umane ed economiche ed una governance che organizzi le risorse disponibili. Chi governa deve assumersi la responsabilità politica della salute dei propri cittadini. Sempre, in ogni fase della vita.


Secondo Piazza

non analizzare e correggere gli elementi della miscela che hanno causato la enorme falla nel sistema, per applicare l'italico scaricabarile, è criminale, perché non pone in essere le condizioni per prevenire il ripetersi di simili tragedie.


Da parte sua il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, invita il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin a modificare la normativa che regola l'attività delle cliniche private come quella in cui è nata la bambina, che, propone Crocetta,

devono avere la rianimazione neonatale esattamente come avviene nel pubblico.

Non solo


ha aggiunto il presidente della Regione Sicilia.

Deve essere anche previsto che ad ogni parto deve essere allertata una struttura collegata.


Crocetta non esclude che l'accreditamento della clinica coinvolta nella vicenda possa essere sospeso, così come potrebbero essere avviati anche dei provvedimenti disciplinari.

(s.s.)

Via | Comunicato stampa; Adnkronos

Le dichiarazioni dei politici e del Presidente della Repubblica

12 febbraio 2015, ore 20:25

Sono arrivate le prime dichiarazioni in merito alla neonata morta in ambulanza a Catania per mancanza di posti nelle unità neonatali: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è detto "incredulo" nella telefonata al presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta.

Altrettanto sconcertata Beatrice Lorenzin, ministro della Salute:

Abbiamo immediatamente inviato gli ispettori in Sicilia per fare luce sulla morte della neonata a Catania. Abbiamo chiesto una relazione dettagliata e in tempi brevi. Profondo sdegno per la morte della neonata, una vicenda che lascia sgomenti.


È amareggiata l'assessore alla Sanità, Lucia Borsellino:

È inammissibile e semplicemente vergognoso quello che è accaduto a Catania, una neonata non può morire in ambulanza perché non c'era posto in ospedale. Faremo luce su quanto è accaduto. ve lo posso assicurare. Avere convocato per domani mattina alle 10.30 tutti i direttori sanitari e generali degli ospedale coinvolti e il responsabile del 118. Voglio capire quello che è accaduto. Voglio sentire le tre aziende ospedaliere e faremo luce, lo posso dire con certezza. Non possiamo permettere che accadano cose del genere. È semplicemente allucinante. Va fatto un lavoro di accertamento.
(a.g.)

Via | Adnkronos, Il Messaggero

Catania, neonata muore in ambulanza per mancanza di posti

12 febbraio 2015 ore 15.25

Una neonata è morta per colpa di una crisi respiratoria nell'ambulanza che la trasportava da una clinica privata di Catania all'ospedale di Ragusa.

Nata in clinica, poche ore dopo il parto la bambina ha avuto una grave crisi respiratoria che ha reso necessario il ricovero sanitario immediato: ma nell'ospedale di Catania non c'erano posti disponibili ad accogliere la neonata, che è stata caricata in ambulanza per il trasporto d'urgenza all'ospedale di Ragusa. La bambina è morta durante il trasporto.

Sulla vicenda la competente Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta per accertare le eventuali responsabilità mediche dopo la diagnosi e soprattutto sulle strutture cliniche carenti della città e della provincia di Catania. Le indagini sono seguite anche dalla polizia di Stato.

Secondo una prima ricostruzione fornita dall'ANSA, la neonata avrebbe avuto la prima crisi respiratoria appena dopo il parto: i medici della clinica privata si sono accorti che il quadro clinico della bambina era poco rassicurante e hanno contattato le Unità di trattamento intensivo neonatale (Utin) dell'Ospedale di Catania per trasferire d'urgenza la neonata presso il nosocomio siciliano. Le UTIN di Catania, però, non davano disponibilità di posti per ricoverare la neonata, quindi tramite il 118 è stata avviata la ricerca di una seconda UTIN che potesse accogliere la bambina.

La prima UTIN disponibile era quella dell'ospedale Paternò-Arezzo di Ragusa e la clinica ha fatto trasportare la piccola con ambulanza privata verso la città sicialia, con al seguito i medici specialisti della struttura privata che avevano seguito la nascita in sala parto. Già in territorio della provincia di Ragusa, poco prima dell'alba, la seconda violenta crisi respiratoria che ha causato con tutta probabilità la morte della piccola, nonostante i tentativi di rianimazione da parte dei medici a bordo dell'ambulanza.

Il corpo della neonata è stato comunque portato a Ragusa, all'obitorio della struttura sanitaria. Il sostituto procuratore di Ragusa Serena Minicucci ha delegato la Polizia alle indagini, raccogliendo le prime parole dei medici presenti al momento della morte della bambina; nelle prossime ore il magistrato deciderà se disporre l'autopsia sul cadavere.

A Catania invece, dopo la denuncia di familiari della piccola deceduta ai carabinieri, la Procura ha aperto un'altra inchiesta e ha disposto il sequestro della cartella clinica nella casa di cura privata presso cui la piccola era nata.

Via | Ansa

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