Italia, in calo il ricorso ai vaccini in età pediatrica

Il problema riguarda tutte le Regioni e l'Iss avverte: "Sono necessari interventi urgenti"

Quella contro l'influenza non è l'unica vaccinazione ad essere in crisi: secondo i dati del Ministero della Salute pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) i vaccini offerti ai bambini dal Servizio Sanitario Nazionale hanno raggiunto nel 2013 il livello più basso fra quelli registrati negli ultimi 10 anni.

Il calo riguarda le vaccinazioni che secondo il Piano nazionale della prevenzione vaccinale 2012-2014 dovrebbero essere effettuate entro i due anni del bambino. In particolare, i dati presentati riguardano i vaccini somministrati ai bambini nati nel 2011 per proteggerli da poliomielite, tetano, difterite ed epatite B, pertosse, morbillo, parotite e rosolia e Haemophilus influenzae b. Il calo riguarderebbe quindi anche i vaccini obbligatori per legge, i primi 4 fra quelli citati.

vaccini età pediatrica

Il fenomeno interessa tutte le Regioni ed è più accentuato nel caso dei vaccini contro il morbillo e la rosolia, che hanno registrato un calo quasi in tutta Italia. I dati riguardanti il morbillo non sarebbero però completi, o almeno è questa l'opinione della Waidid, l'Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici. La situazione sarebbe tale da aver spinto l'Organizzazione mondiale della sanità a chiedere di fissare per il prossimo mese di marzo un incontro con il Ministro della Salute.

Il dubbio è che a favorire il fenomeno siano state la cattiva informazione sui rischi associati ai vaccini e le campagne anti-vaccinali che si sono diffuse in questi anni. Al momento, però, non è possibile identificare un colpevole. Ciò che sembra fuori dubbio è che quella che si sta creando è una situazione preoccupante, tanto da spingere Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, a parlare di “allarme” e di “problema serio di sanità pubblica”.

L'Iss, da parte sua, parla invece della necessità di “interventi urgenti”. Il mantenimento di coperture vaccinali elevate, spiegano dall'Istituto, è

fondamentale per prevenire epidemie ed evitare che si ripresentino malattie che sono state eliminate in Italia.

Nel caso del morbillo ad essere in pericolo sarebbe il raggiungimento dell'obiettivo europeo di eliminare la malattia proprio entro il 2015. Un'ambizione, questa, che a giudicare dalla situazione italiana sembra essere sempre più insoddisfabile.

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Via | Ansa/Regione Autonoma Valle d'Aosta

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