Il colera: cause, sintomi e vaccino

Il colera è una grave infezione batterica contagiosa che comporta continue crisi diarroiche e disidratazione dell'organismo. Vediamo le cause e come si cura e previene



Il colera è una grave malattia infettiva che un tempo decimava le popolazioni europee e ora continua a mieter vittime nelle zone del globo più povere. Infatti questa infezione, provocata dal germe Vibrio cholerae, risulta fatale soprattutto quando colpisce un organismo già debilitato per denutrizione, in cui sistema immunitario non sia in grado di contrastare la proliferazione del batterio.

A quel punto le perdite ingenti di liquidi risultano fatali in una condizione generale già compromessa. Esistono due forme principali di colera, provocate da due vibrioni diversi, il Vibrio cholerae 01 (il più diffuso e "antico"), e il Vibrio cholerae 0139, al momento isolato soprattutto nel Sud Est Asiatico.

Colera

Il bacillo del colera prolifera nelle acque, soprattutto quelle salmastre delle foci dei fiumi e le zone paludose e lagunari, ed è facile che la trasmissione avvenga in modo massivo, con epidemie che colpiscano intere città o popolazioni quando tali germi contaminino acquedotti, pozzi o specchi d'acqua a cui attingano animali e persone. Il contagio avviene per via oro-fecale, entrando quindi in contatto con alimenti (in particolar modo frutti di mare coltivati in zone vicine a scarichi fognari e consumati crudi) e acque ricche di germi.

Più batteri si ingeriscono, maggiore è il rischio di contrarre l'infezione, anche se ciò non è automatico. Una persona in buona salute, infatti, può entrare in contatto con il Vibrio cholerae senza ammalarsi. Ad essere più a rischio sono soprattutto i bambini e le persone debilitate o anziane. Il tempo di incubazione del colera è breve, si va da un minimo di 24 ore ad un massimo di 5 giorni, e i sintomi della malattia sono i seguenti:


  • Diarrea. E' il sintomo prevalente, le scariche diarroiche sono continue e inizialmente le feci appaiono marroni e acquose, ma successivamente diventano chiare, incolori
  • Nausea e vomito
  • Febbre (non è un sintomo sempre presente)

La terapia principale consiste nella reidratazione dell'organismo "prosciugato" da diarrea e vomito, attraverso la somministrazione di ingenti volumi di acqua, sali minerali, zuccheri ed elettroliti per evitare la completa disidratazione. Per debellare il germe può essere utile somministrare degli antibiotici (tetracicline o ciprofloxacina), ma la cura farmacologica è indicata soprattutto per le persone anziane e più debilitate.

Se, poi, ci si debba recare in zone del mondo dove il colera sia endemico, per prevenire il contagio ci si può sottoporre al vaccino. Questa precauzione non è obbligatoria, perché se si seguono le nome igieniche minime è molto difficile ammalarsi anche se si transita in zone a rischio, inoltre l'efficacia del vaccino, soprattutto contro il Vibrio cholerae 0139 non è ancora certa.

Detto questo, l'immunizzazione avviene somministrando un vaccino costituito da una sospensione di vibrioni del colera, morti. Viene somministrata in due dosi a distanza di 15 giorni l'una dall'altra garantendo una protezione di circa 6 mesi ma più consistente nei primi 2. Se necessario sono indicati richiami dopo 6 mesi con un’unica dose.

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Foto| via Pinterest

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