Le cause del tifo, i sintomi e il vaccino

Il tifo è una grave malattia infettiva oggi fortunatamente quasi scomparsa, provocata da un batterio. Vediamo cause e sintomi



Il tifo è una grave malattia infettiva contagiosa che un tempo era molto diffusa anche a causa delle scarse condizioni igieniche in cui molta parte della popolazione, soprattutto nella aree urbane degradate, viveva. L'infezione, infatti, anche definita febbre tifoidea o tifoide, si trasmette per ingestione di acque o cibi contaminati dal batterio Salmonella typhi, oppure per contatto oro-fecale.

L'individuo infetto e contagioso può diffondere nell'ambiente il batterio attraverso le urine o le feci, e in alcuni casi questo può avvenire fino a 12 mesi dopo il contagio perché nel 2-5% dei casi il tifo si cronicizza.

Tifo

In generale la malattia colpisce più facilmente i bambini, perché il loro sistema immunitario è più vulnerabile, e i sintomi insorgono dopo un periodo di incubazione variabile da 3 giorni a 3 mesi in modo progressivo. Nello specifico ecco come si manifesta la febbre tifoide:


  • Prima settimana: febbre alta
  • Seconda settimana: comparsa di eritema sul tronco e sull'addome con eruzione di piccole chiazze rosate e dolori addominali
  • Terza settimana: la malattia può diventare sistemica, con complicanze intestinali (sanguinamenti e perforazioni, diffusione batterica e peritonite), ingrossamento della milza e possibile shock settico (circa 15% dei casi)

I tifo è una infezione sistemica molto seria, che se curata correttamente e tempestivamente con antibiotici si risolve senza complicazioni, ma se trascurata può anche avere esito letale.

La convalescenza è molto lunga e chi sia stato colpito appare provato, indebolito. Per tale ragione è meglio prevenire la malattia innanzi tutto seguendo scrupolose norme igieniche nella cottura e consumazione dei cibi.

Gli alimenti che più facilmente possono essere veicolo di trasmissione dalla Salmonella typhi sono il pollame, i frutti di mare, i vegetali, le uova e il latte che siano venuti a contatto con acque e terreni contaminati (da escrementi o urine infetti). E' consigliato, poi, vaccinarsi contro il tifo soprattutto quando si debbano affrontare viaggi in luoghi in cui la malattia sia endemica.

Attualmente è consigliato soprattutto un vaccino ricavato da batteri vivi e attenuati, da somministrarsi per via orale (4 compresse a giorni alterni) a partire dai 6 anni di età. Le compresse vanno conservate in frigorifero e assunte ad un’ora di distanza dai pasti. Questa vaccinazione ha efficacia protettiva a partire dai 10 giorni dopo l'ultima dose e perdura per cinque anni con una percentuale di immunizzazione del 79%.

Per i bambini più piccoli è invece disponibile un vaccino contenente solo l’antigene polisaccaridico "Vi" purificato della Salmonella Typhi, da somministrare per via intramuscolare (una sola dose con richiami ogni 3 anni) a partire dai 2 anni di età. Il vaccino immunizza a partire da 7 giorni dopo l'iniezione e l'effetto protettivo dura circa 3 anni.

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Foto| via Pinterest

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