Giornata mondiale lotta all'Aids: i dati dell'HIV in Italia

Il 1 Dicembre si rinnova l'appuntamento con la Giornata mondiale per la lotta all'AIDS, che quest'anno risponde al claim "Close The Gap": gli eventi sul territorio italiano.

1 dicembre 2014

La Giornata Mondiale per la lotta all'Aids è l'occasione per parlare anche dell'Ebola. A farlo è la deputata Udc Paola Binetti, che intervenendo al convegno sull'Ebola in occasione del World Aids Day ha sottolineato come la "lezione" che ci è stata data dalla sindrome da immunodeficienza acquisita dovrebbe essere messa a frutto proprio per contrastare il virus che ha scatenato l'epidemia in Africa occidentale con cui tutto il mondo sta facendo i conti negli ultimi mesi.

Grazie ai progressi delle nuove terapie antiretrovirali, rispetto a vent'anni fa il numero di persone infette da Hiv è diminuito

ha ricordato Binetti, sottolineando però che ancora oggi un terzo dei nuovi casi viene diagnosticato troppo tardi e in fase già avanzata, quando il sistema immunitario è ormai compromesso.

Con Ebola dovremo intervenire prima, di più e meglio

ha sottolineato la deputata Udc.

Occorre dare pieno sostegno ad ogni iniziativa capace di contrastare il virus dell'Ebola direttamente in West Africa, perché solo con una forte integrazione si possono vincere sfide che hanno dimensioni globali.

La sproporzione tra le dimensioni che questa epidemia ha assunto in Africa e il numero, per ora limitato, di pazienti colpiti da Ebola presenti nei Paesi occidentali, dove vengono assistiti con il massimo delle risorse assistenziali e tecno-scientifiche disponibili, deve indurci a mettere in atto misure di solidarietà a cui non possiamo sottrarci e in cui non possiamo lesinare sforzi di nessun tipo, né sul piano economico né su quello tecnico-scientifico.

(s.s.)

I dati dell'HIV in Italia

30 novembre 2014

In occasione della Giornata Mondiale per la lotta all'AIDS, il Centro operativo Aids dell'Istituto superiore di sanità (Iss) ha diffuso i dati relativi all'infezione da HIV in Italia: nel nostro paese, le nuove diagnosi da contagio del virus sono ancora costanti e nel 2013 sono state 3.806.

Il virus HIV ha fatto registrare un aumento di casi nei maschi italiani che fanno sesso con altri maschi, che hanno raggiunto la metà delle nuove diagnosi; negli uomini l’età media è 39 anni, mentre nelle donne è di 36. Stabile invece il numero dei casi di AIDS, che nel 2013 sono stati 1.016.

Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2013 sono maschi nel 72,2% dei casi. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100.000 residenti). Nel 2013, la maggioranza delle nuove diagnosi di HIV è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’83,9% di tutte le segnalazioni (maschi eterosessuali 26,00% e femmine eterosessuali 18,5% MSM 39,4%). Nel 2013, il 24% delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera.

Per quanto riguarda invece il contagio tra stranieri residenti nel nostro Paese, le regioni italiane con le incidenze più elevate sono state osservate in Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna; per gli italiani si parla sempre di Lazio, seguito da Lombardia e Piemonte, mentre l'incidenza più bassa è stata osservata in Calabria. I nuovi casi di infezione da HIV in Italia sono più o meno stabile, anche se in alcune regioni come Piemonte, Toscana, Abruzzo e Calabria sono in leggero aumento; in diminuzione invece le diagnosi da contagio HIV nelle regioni di Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trento, Emilia-Romagna, Umbria, Marche e Sardegna.

Via | Ministero della Salute

Il punto sulle cure

28 novembre 2014

Il 1 Dicembre 2014 sarà di nuovo la Giornata Mondiale della Lotta all'AIDS: nel corso degli ultimi anni la ricerca sullo sviluppo del virus HIV ha portato a nuove cure e le terapie si sono evolute sensibilmente, aiutando in tale modo a contenere la massima diffusione del virus. Va comunque ricordato che il miglior strumento per combattere l'AIDS sta nei rapporti sessuali protetti col preservativo e nell'evitare i comportamenti a rischio.

Per un punto sulle terapie antiretrovirali che a tutt'oggi sono l'unico modo per contenere l'evoluzione del virus HIV e lo sviluppo della Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (l'acronimo di AIDS), possono essere utili le stime del programma delle Nazioni Unite sull’AIDS, UNAIDS, che ha calcolato che allo scorso giugno 13.6 milioni di persone sieropositive avevano accesso al trattamento antiretrovirale salvavita.

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Il traguardo che si è posta UNAIDS è quello di avere 15 milioni di persone in terapia entro il 2015, anche se il vero obiettivo finale è quello del target “90-90-90” entro il 2020: il 90-90-90 sta per garantire cure e terapia al 90% delle persone con HIV, permettere al 90% delle persone sieropositive di essere consapevoli del proprio stato virale ed azzerare la carica virale per il 90% delle persone in terapia.

Francesca Belli di AIDES, la più grande ONG europea di lotta contro l’AIDS, spiega inoltre come si può arrivare a contenere la diffusione dell'infezione specialmente nei paesi più a rischio come quelli del continente africano dove la virulenza dell'HIV è stata per anni una vera e propria pandemia.

Oggi sappiamo che il rischio di trasmissione durante rapporti sessuali non protetti è praticamente nullo in caso di carica virale non rilevabile, quindi possiamo prevenire nuove infezioni.

Foto | NAT Facebook
(a.g.)

Giornata mondiale lotta all'Aids, le iniziative contro l'HIV


26 Novembre 2014

Il 1 Dicembre 2014 torna la Giornata mondiale per la lotta all'AIDS, un appuntamento ormai irrinunciabile per le campagne di sensibilizzazione contro la vera peste del Ventesimo secolo. Saremo anche entrati da un bel po' nel Ventunesimo, ma nonostante l'attenzione e gli sforzi per debellare l'infezione da virus HIV i dati parlano ancora troppo chiaro: ogni anno in Italia si registrano 4000 nuovi casi di sieropositività, per un totale di circa 150mila persone infette da HIV.

L’AIDS è una malattia ancora di là da essere sconfitta: l’obiettivo è debellarla entro il 2030 con vaccini e terapie retrovirali ad hoc, ma c’è davvero ancora molto da fare a partire dall’educazione sessuale dei più giovani, l’informazione sulle modalità di contagio e soprattutto la sensibilizzazione sull’utilizzo del preservativo, ad oggi ancora l’unico strumento veramente in grado di proteggere dalla trasmissione sessuale del virus HIV durante i rapporti.

Sul sito della LILA, Lega Italiana per la Lotta all'AIDS, sono segnalate le iniziative città per città che il prossimo 1 Dicembre coinvolgeranno i cittadini e gli esperti al fine di informare sull'importanza della prevenzione. Per seguire tutti gli eventi è stato anche creato un hashtag apposito che è #SosteniamoLila.


Progetto DONNA - prevenzione al femminile: HIV e genitorialità

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Vale la pena segnalare che fino al 7 Dicembre si può sostenere la raccolta fondi di LILA dedicata all'iniziativa Progetto DONNA - prevenzione al femminile, che si occupa di informare e sensibilizzare sulla possibilità di diventare genitori anche in caso di sieropositività. Testimonial della campagna è sempre la conduttrice Elena di Cioccio, da qualche anno volto ufficiale delle campagne Lila in Italia.

Con il ricavato di questa campagna di SMS solidali al numero 45508, LILA Onlus sosterrà gli interventi dedicati alle donne e agli uomini sieropositivi all'HIV che vogliono diventare genitori ma non vogliono trasmettere il virus al nascituro: tutto ciò è possibile attraverso un'accurata informazione e le tecniche di prevenzione da HIV che permettono di mettere al mondo un figlio sano.

L’HIV può essere trasmesso al nascituro da parte della madre: si parla di“trasmissione verticale” e avviene durante la gravidanza, al momento del parto o attraverso l’allattamento al seno. Grazie ai progressi della medicina, il rischio di trasmissione da madre a figlio è stato ridotto perché adottando le dovute precauzioni si elimina l'alta possibilità di contagio: gli accorgimenti riguardano le terapie durante la gravidanza, il parto cesareo, l'allattamento artificiale e una cura preventiva per il neonato al momento della nascita.

In caso ad essere HIV positivo fosse il padre, bisogna ricordare che il virus non può mai essere trasmesso direttamente al nascituro mentre invece può essere passato alla madre tramite il concepimento naturale. Per evitare il contagio esistono le moderne tecniche di fecondazione artificiale che eliminano la possibilità di trasmissione.

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