Tallio nelle acque della Versilia, divieto di utilizzo dell'acqua potabile

Concentrazioni elevate di Tallio, un veleno reso famoso da un romanzo di Agatha Christie, sono state rinvenute nel sistema di acqua potabile di alcune zone della Versilia. In alcuni paesi è scattato il divieto di usare l'acqua potabile.

Tallio in Versilia Acqua potabile

Concentrazioni elevate di tallio riscontrate nelle acque potabili di alcune zone della Versilia. Il veleno, diventato famoso per essere stato protagonista del romanto "Un cavallo per la strega di Agatha Christie", avrebbe inquinato alcuni pozzi della Versilia, anche se non si sa da quanto questo metallo prezioso e tossico è presente nell'acquedotto. Il sindaco di Pietrasanta da qualche giorno ha imposto il divieto di utilizzo dell'acqua potabile del rubinetto.

A Pietrasanta sono state rese disponibili delle cisterne dove potersi rifornire di acqua, mentre in altre città limitrofe si indaga per capire se la contaminazione è circoscritta o meno. Umberto Buratti, sindaco di Forte dei Marmi, ad esempio, ha sottolineato che al momento non ci sono pericoli nella città da lui amministrata, mentre la Asl di Viareggio ha già disposto delle analisi urgenti a tappeto, per scongiurare altre contaminazioni.

La scoperta non è recente, ma risale a due mesi fa, quando alcuni ricercatori dell'Università di Pisa hanno scoperto una falda con concentrazioni di tallio fino a 10,1 microgrammi al litro, un livello molto pericoloso per la salute umana, dal momento che il limite massimo tollerato dall'uomo è di 2 microgrammi. La sostanza tossica pare sia arrivata nell'acquedotto dalle miniere di pirite di Valdicastello, ormai abbandonate e di proprietà del comune. Miniere che non sono mai state bonificate.

Fa riflettere un dato: l'11 settembre le autorità competenti sono state avvisate, ma il divieto di uso dell'acqua potabile porta la data del 3 ottobre, per l'area intorno alle miniere, popolata da un migliaio di persone. E secondo quanto riportato su Repubblica, il 22 settembre in un incontro tra la giunta di Pietrasanta e il gestore idrico sarebbero emersi dei documenti che accertavano livelli oltre la soglia di sicurezza già tre anni fa, nel 2011.

L'Asl 12 risponde così:

Il tallio non rientra tra i parametri di qualità e conformità previsti dalla normativa e quindi non viene ricercato di routine. Lo abbiamo rilevato con nuove analisi soltanto adesso.

Una cittadina ha pagato di spesa sue delle analisi dell'acqua di casa, che hanno accertato che il livello di tallio era pari a 12 microgrammi al litro. Secondo le analisi del comune, invece, i valori del centro storico di Pietrasanta oscillano tra 2,5 e 5 microgrammi, pare a causa di 5 chilometri di tubature incrostate di tallio.

Temo conseguenze per l'indotto turistico, Gaia spa si assuma le sue responsabilità e ci dia risposte chiare nell'interesse della salute e dell'immagine della Versilia.

Queste le parole del primo cittadino, mentre la popolazione si chiede se sia davvero possibile che nessuno sapesse nulla.

Foto | da Flickr di tatinax

Via | Repubblica

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