Vicenza: bimbo nasce senza mano, ginecologa indagata per aver ritoccato l'ecografia

All'epoca dell'esecuzione della morfologica il referto non avrebbe parlato di malformazioni, ma alla richiesta di una copia autentica del documento il medico lo avrebbe falsificato

Quando, nel mese di giugno 2013, una donna di Vicenza si è recata all'ospedale di Noventa Vicentina per un'ecografia morfologica durante il secondo trimestre della sua gravidanza è tornata a casa con una buona notizia: tutto stava andando bene. Il suo bimbo, però, è poi nato senza la mano sinistra e parte dell'avambraccio corrispondente. La vicenda, già di per sé triste, lo diventa ancora di più alla luce della sua evoluzione. Per rimediare all'errata diagnosi una ginecologa dell'Ulss 6 di Vicenza - l'azienda sanitaria cui afferisce la struttura ospedaliera coinvolta nel caso - avrebbe ritoccato il referto ecografico. Per questo motivo oggi la ginecologa, in servizio presso l'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'Ulss 6, è indagata per falso in atto pubblico.

Al termine dell'ecografia il medico avrebbe rassicurato i futuri genitori sullo stato di salute del piccolo. Per questo quando la nascita del bambino ha reso evidente la malformazione la coppia ha chiesto alla Ulss 6 di avere una copia autentica del referto. A questo punto la struttura avrebbe posto non poche resistenze, tanto che solo dopo aver insistito più volte sono riusciti ad entrare in possesso della documentazione, scoprendo però una diagnosi ben diversa rispetto a quella ricevuta all'epoca dell'esame.

ecografia morfologica

Il referto, infatti, avrebbe menzionato un'anomalia scheletrica “parzialmente valutabile”. Da qui la decisione di presentare un esposto in Procura e l'avvio delle indagini, che dopo perquisizioni dell'ospedale e una consulenza informatica hanno portato il pubblico ministero Silvia Golin a ipotizzare il reato di falso in atto pubblico. Il referto sarebbe stato infatti manomesso nel mese di febbraio di quest'anno, poco prima di essere consegnato alla coppia.

Ora che il pubblico ministero Silvia Golin ha concluso le indagini preliminari il medico ha 20 giorni di tempo per chiarire la sua posizione presentando documentazione in sua difesa o facendosi interrogare. Starà poi al magistrato scegliere se archiviare il caso o proseguire con un processo.

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Via | Il Giornale di Vicenza; Corriere del Veneto

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