Legionella, ultime notizie: un altro caso a Parma, non dovrebbe essere legato al focolaio

Ecco le ultime notizie sui casi di legionella. Dopo le infezioni verificate a Milano, Roma e Bologna, il batterio killer torna a colpire in Bresso, dove si è ammalato un uomo, il nono in pochi mesi.

Sembra non essere finita l’emergenza legionella a Parma. È stato nel weekend diagnosticato un nuovo caso, dopo l’epidemia che ha spaventato da settembre a oggi il quartiere Montebello dove si sono ammalate 43 persone e c’è stato anche un decesso. Questa volta la persona colpita abita in centro e i sanitari tendono a escludere che ci sia un collegamento.

Gli esperti sostengono che l’uomo di 50 anni possa rientrare nei 20-25 casi isolati di legionellosi che, in media, si registrano ogni anno a Parma e provincia, e non sia legato al focolaio.

Attualmente è ricoverato all’Ospedale Maggiore, dove si è presentato giovedì dopo giorni di febbre alta: qui è stata subito avviata la terapia. Attualmente non è in gravi condizioni. Ovviamente il Dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl dovrà ora avviare l'indagine epidemiologica, secondo le direttive regionali e del ministero della Sanità. Andranno verificate le abitudini del contagiato e le condizioni di rischio, e sarà fatto un sopralluogo nell'abitazione con prelievi di campioni.

Identificato il Dna su un paziente

2 novembre 2016

È stata identificato e isolata la prima sequenza di Dna di legionella in un paziente, grazie alle analisi di laboratorio che saranno approfondite e che proseguono su altre persone colpite, per isolare il germe responsabile dell'epidemia. Questo è quanto emerso dal tavolo interistituzionale che si svolto in Comune a Parma nei giorni scorsi.

L’obiettivo è quello di individuare la fonte di contagio, incrociando i campioni umani con quelli ambientali, per ora reperiti in 4 siti (un'abitazione e tre torri di evaporazione). Per avere riscontri attendibili è necessario che lo stesso Dna sia riscontrato anche in altre persone che hanno contratto la malattia.

Dai primi riscontri risulta che la fonte del contagio, che resta da individuare, abbia agito nel periodo compreso fra la fine di agosto e la terza settimana di settembre. Attualmente l’epidemia sembra essersi arrestata e in ospedale resta un solo paziente. Nella nota diffusa dal Comune si legge anche:

Nel frattempo prosegue su tutti i fronti il lavoro degli esperti, sia sui risultati delle indagini ambientali che sui campioni umani.
Per effetto del censimento imposto dall'ordinanza del Sindaco sono stati rilevati 28 siti con torri di evaporazione sul territorio comunale. In 8 di questi siti sono stati prelevati diversi campioni
In tre casi si è riscontrata di presenza del batterio della legionella. Le torri interessate nel frattempo sono state spente o bonificate.
Inoltre i tecnici dell'AUSL, che si sono immediatamente attivati, hanno ispezionato accuratamente tutte le strutture presenti nel raggio di un chilometro da piazzale Maestri. Fra queste anche la Casa di Cura Città di Parma, dove, negli impianti posti sul tetto sono stati prelevati numerosi campioni, tutti con esito al momento negativo.

Salgono a 42 i casi a Parma, la situazione sanitaria sta migliorando

20 ottobre 2016

Nuovo aggiornamento sull’epidemia da Legionella che si è diffusa a Parma. I casi sono, secondo il comunicato del comune di ieri sera, saliti a 42.

"Il fatto importante è che il contagio sembra aver frenato la sua corsa: i casi confermati sono ad oggi 42, ma l'ultimo censito non ha alcuna attinenza con la zona interessata dal cluster individuato dai tecnici delle due aziende sanitarie. Questo può essere da un lato rassicurante e dall’altro invece può destare nuove preoccupazioni, soprattutto se dovesse subentrare il dubbio che l focolaio di legionella non sia circoscritto in un’unica area".

Dal punto di vista delle indagini epidemiologiche, l'Azienda USL ha confermato che, ad esclusione di quelli che hanno avuto a che fare per varie ragioni con la zona attorno a piazzale Maestri, i casi di Parma sono 7, in linea con i 10 riscontrati l'anno scorso per ragioni diverse, quindi riferite a situazioni individuali.

Rispetto alle indagini ambientali, in tutto ne sono state campionate 36 torri di evaporazione. Fra quelle in cui le analisi sono terminate, nella grande maggioranza dei casi hanno dato esito negativo, mentre in alcune situazioni si è riscontrata una positività, che al momento non può essere correlata con i pazienti. Ciò in quanto le analisi di laboratorio richiedono ulteriori approfondimenti e tempi lunghi per essere portate a termine. Continuano anche le analisi da parte di Arpae sui venti per individuare una possibile correlazione fra il punto di emissione e il punto di ricaduta.

Nuovo caso a Parma, si attendo i risultati dei campionamenti

17 ottobre 2016

Continuano le preoccupazioni a Parma, dove i casi di infezione crescono giorno dopo giorno. Solo all’Ospedale maggiore ci sono 8 ricoverati, sempre per legionella, per un totale tra malati e decessi di 41 persone.

Intanto si è riunito in municipio il tavolo interistituzionale. L'esito dell'incontro (a porte chiuse) lo spiega una nota del Comune:

"Da parte di Ausl Parma continua l'impegno nel fornire risposte quotidiane alla cittadinanza tramite il numero verde 800033033, la mail dedicata: infolegionella@ausl.pr.it mailto:infolegionella@ausl.pr.it.[…] Sono stati inviati al laboratori specializzati regionali i campioni ambientali prelevati. Inoltre sono stati inviati campioni biologici all'Istituto Superiore di Sanità. A seguito, poi, dell'emanazione dell'ordinanza sindacale in merito alla presenza di torri di evaporazione sul territorio, si segnala, da parte di Ausl, che al momento è stata attuata una prima mappatura: sono stati, ad oggi, individuati 15 siti con più torri, in un raggio di 4 km da piazzale Maestri.

Sono stati effettuati 40 campionamenti su 36 torri e gli esiti definitivi sono in via di accertamento. C'è ancora tempo per segnalare la presenza di torri di evaporazione, sempre nei termini stabiliti dall'ordinanza. Tutti gli insediamenti e i siti che hanno torri di evaporazione nel raggio di 1 km, rispetto alla zona Montebello - piazzale Maestri, sono già stati spenti e, se necessario, sono stati bonificati".

Salgono a 41 i casi a Parma

12 ottobre 2016


Situazione complicata a Parma, dove i casi di Legionella salgono a 41. Sono stati diagnosticati altri 2 pazienti positivi, uno ultraottantenne residente nella zona del Montebello e uno ultranovantenne. Per quest’ultimo sono ancora in corso le inchieste epidemiologiche.

Sono 15 i pazienti ricoverati all’Ospedale Maggiore per polmonite per legionella. Attualmente nessuna delle persone sotto le cure dei medici dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria risulta in condizioni particolarmente critiche. Per 9 pazienti lo stato di salute è in netto miglioramento, mentre resta stabile per gli altri 6, compresa la ragazza di 27 enne le cui condizioni sono date dai sanitari in progressivo miglioramento. Sono in netto miglioramento le condizioni di salute della persona ricoverata al Santa Maria di Borgotaro, prossima alle dimissioni.

Il 7 ottobre, il Sindaco di Parma ha emesso ordinanza con la quale impone "ai proprietari e gestori delle attività presso le quali sono installate apparecchiature per il raffreddamento dell'acqua riconducibili alla tipologia "Torri di raffreddamento ad umido e condensatori evaporativi" installate nel territorio comunale, di comunicare immediatamente al Comune di Parma e all'AUSL la presenza di tali apparecchiature, accompagnata dalla relazione tecnica descrittiva del funzionamento, planimetria e prospetti dell'insediamento, in cui sia messa in evidenza la collocazione delle suddette apparecchiature".

Inoltre, ha ordinato di "provvedere ad immediati interventi di pulizia, disinfezione e trattamento finalizzato al controllo del rischio di diffusione del batterio legionella, avvalendosi di tecnici specializzati e nel rispetto della normativa di tutela dei lavoratori." Entro 15 giorni a partire dal 7 ottobre i gestori degli impianti dovranno documentare la tipologia degli interventi effettuati, mettendo la suddetta documentazione a disposizione degli organi di controllo (AUSL e Polizia Municipale).

35 casi a Parma, la Procura indaga per omicidio colposo


12 ottobre 2016

Sono attualmente i due i morti a seguito del contagio da Legionella e purtroppo ci sono 35 persone malate, di cui 20 ricoverati all’Ospedale Maggiore di Parma. La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni ed epidemia colpose. L’assessore alle Politiche per la salute della Regione, Sergio Venturi, ha così commentato:

“Seguiamo costantemente l’evolversi della situazione con la consapevolezza che sono state messe in campo da parte delle autorità sanitarie regionali e locali, in collaborazione con gli esperti dell’Istituto superiore di sanità, tutte le azioni necessarie per mantenere sotto controllo la situazione attuale e risolvere al più presto tutte le criticità di quest’evento epidemiologico”.

I primi risultati relativi ai campioni raccolti a domicilio dei casi positivi alla Legionella sono negativi. Nei prossimi giorni, compatibilmente con i tempi tecnici necessari alla ricerca di laboratorio, saranno disponibili ulteriori risultati che potranno fornire un quadro complessivo della situazione.

Salgono a 28 i casi di contagio tra gli abitanti del quartiere Montebello di Parma

4 ottobre 2016

Situazione difficile a Parma dove i residenti del quartiere Montebello positivi alla legionella salgono da 19 a 28. Lo fanno sapere Asl e Aou in una nota congiunta, in cui si legge:

Sono le 5 dimissioni effettuate nella giornata di oggi dai medici dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma: restano dunque 14 le persone tuttora ricoverate al Maggiore, tutte in condizioni stabile con un decorso normale della malattia; al momento permane in condizione leggermente più critiche solo un paziente. Due persone sono ricoverate in altri ospedali. Per una persona, invece, non è stato necessario il ricovero.

Ovviamente sono ancora in corso gli accertamenti: i primi esiti delle analisi saranno disponibili a breve. Domani, probabilmente si potranno fare le prime ipotesi sulla fonte del contagio. E per far fronte alle preoccupazioni, Iren, su disposizione dell'Ausl, è già intervenuta con interventi clorazione che alterano il sapore dell'acqua corrente ma non la sua potabilità. Nell'istituto comprensivo di via Montebello c'è stato uno stop ai bambini viene servita acqua in bottigliette di plastica.

19 contagi e 1 morto tra gli abitanti del quartiere Montebello di Parma

A Parma è scoppiata una sorta di epidemia. È stata diagnosticata la legionella a 19 persone. Un'anziana positiva al batterio è morta, altre 14 persone sono seguite dai medici: 13 sono al Maggiore (fra loro, un 73enne in gravi condizioni), mentre un'anziana è stata dimessa oggi. Nel comunicato congiunto di Ausl e Azienda ospedaliera di oggi si legge:

I cittadini, residenti a Parma nella zona del quartiere Montebello, e risultati positivi al batterio della legionella finora sono complessivamente 19. Attualmente sono 14 i pazienti sotto le cure dei medici e dei sanitari dell’Ospedale Maggiore. Sono migliorate le condizioni per una signora anziana che proprio oggi in mattinata è stata dimessa, mentre gli altri 13 pazienti sono stabili e con un normale iter clinico. Restano invariate, seppur nella loro criticità, le condizioni del paziente 73enne, già sotto stretto controllo dei medici della Terapia intensiva respiratoria.

Purtroppo una paziente con più di 80 anni è deceduta in un hospice del territorio, dopo la diagnosi di legionella. Dopo un irreversibile aggravamento delle condizioni di salute, l’anziana paziente, su richiesta della famiglia, era stata dimessa dall’Unità di Terapia intensiva respiratoria per essere poi trasferita in hospice dove è avvenuto il decesso.

Positiva al batterio l'acqua del carcere di Favignana

1 settembre 2016

È scattato l’allarme Legionella nel carcere di Favignana. La denuncia arriva dal sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, il più rappresentativo e con il maggior numero di poliziotti iscritti. Ecco le parole del segretario regionale Sappe della Sicilia Lillo Navarra:

"La preoccupante notizia è stata ufficializzata da pochi giorni: l'acqua erogata in carcere è infetta dal batterio della legionella, ed oggi è previsto per tutta la giornata la chiusura dell'acqua. Noi sollecitiamo ancora una volta l'amministrazione penitenziaria a mettere in sicurezza la casa di reclusione, garantendo al personale di polizia penitenziaria e ai detenuti del carcere una adeguata opera di prevenzione e bonifica".

Molto preoccupato anche il segretario generale Sappe Donato Capece che paragona le nostre carceri a moderni 'lazzaretti':

"Secondo una recente indagine, almeno una patologia infettiva è presente nel 60-80% dei detenuti presenti nelle carceri italiane. Questo significa che almeno due persone su tre sono malate. Tra le malattie più frequenti, proprio quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti. A seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%). E gli ultimi dati sulle epatiti hanno rilevato la presenza di un malato di questa patologia ogni tre persone residenti in carcere. Per fortuna, seppur in numeri contenuti, sono i sieropositivi per Hiv. Questo fa comprendere in quali 'polveriere' lavorano le donne e gli uomini della polizia penitenziaria, spesso senza alcuna tutela sanitaria e neppure dei semplici guanti da usare in caso di interventi d'emergenza? Per tali ragioni, auspichiamo che il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria adotti con urgenza adeguati provvedimenti per mettere in sicurezza struttura, poliziotti e detenuti del carcere di Favignana".

Batterio nella piscina di San Marcellino a Firenze

La legionella è arrivata nelle acque della piscina comunale di San Marcellino, sulla via Chiantigiana. Si contano già due casi di infezione, causata dal batterio, di frequentatori della struttura. Ovviamente, la piscina ora ha bisogno di intervento di pulizia radicale dell'impianto, compresa la vasca del nuoto, che ieri è rimasta aperta al pubblico ma già oggi, se le controanalisi confermassero il rischio, potrebbe chiudere.

La piscina deve provvedere alla:

"Bonifica della vasca natatoria e di compenso, pulirle radicalmente, disinfettarle e sciacquarle; pulire e sciacquare i filtri per la sabbia; assicurare una operazione di disinfezione accurata; sollecitamente sostituire le rubinetterie di docce e lavandini dello spogliatoio femminile e maschile e provvedere entro 7 giorni a: svuotamento, pulizia, disinfezione dei serbatoi dell'acqua calda e fredda; bonifica dell'impianto idrico con due possibili modalità: choc termico, che prevede di elevare la temperatura dell'acqua nelle tubature a 80 gradi per tre giorni; iperclorazione choc, che prevede massicce immissioni di cloro nell'impianto, tali da impedire l'uso da parte degli utenti di rubinetti, docce, bagni".

I gestori della B-Side si sono dimostrati molto collaborativi e sono ricorsi subito alla procedure di bonifica, annunciando che sono disposti a chiudere per debellare la legionella senza alcuna imposizione.

Le regioni più a rischio sono Lombardia, Lazio e Liguria

8 giugno 2016

Allarme legionella in Liguria, regione in cui i casi si sono quasi raddoppiati in 4 anni e conquista il terzo posto per incidenza annuale. Un aumento che preoccupa molto sanitari ed esperti di epidemie: se ne parlerà durante il seminario del 23 giugno ad Albenga organizzato da Labcam srl, Laboratorio Chimico Camera di Commercio Riviere di Liguria-Imperia La Spezia Savona e il Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino.

Se la Liguria è al terzo posto, da chi è preceduta? In testa troviamo la Lombardia con 428 casi nel 2013 e poi il Lazio con 153. Luca Medini, Labcam, ha commentato:

“La legionella è un batterio spesso sottovalutato ma che può annidarsi negli impianti idrici dei condomini, delle strutture ricettive o nelle piscine e può avere un’ampia diffusione in quanto l’infezione da legionella si contrae tramite inalazione di minuscole goccioline di acqua (aerosol), che contengono i batteri”.

Le situazioni più pericolose riguardano: docce, rubinetti, vasche con idromassaggio, fontane, umidificatori, condizionatori di acqua e torri di raffreddamento. I soggetti più a rischio gli anziani, i malati cronici per cui la legionella può essere fatale ne 70-80% dei casi che abbiano contratto il batterio.

Previsto stasera lo choc chimico all'ospedale di Chieti

8 giugno 2016

Legionella all’ospedale di Chieti. Proprio stasera fino a domani mattina, è previsto l'intervento di shock chimico che prevede l'immissione massiccia di cloro nella rete idrica dell'ospedale per la disinfezione dalle tracce di legionella individuate in alcuni rubinetti. La Direzione medica dell'ospedale Santissima Annunziata - si legge in una nota dell'Asl Lanciano Vasto Chieti - ha fornito istruzioni agli operatori, da condividere con i pazienti e seguire con attenzione per favorire l'efficacia dell'intervento.

In moltissime strutture sanitarie purtroppo si registrano parametri alti e rischiosi di legionella. L’ospedale di Chieti era comunque ben monitorato. Gli ultimi test risalgono a marzo (sono a scadenza trimestrale) e non avevano messo in evidenza cariche batteriche. Ha così spiegato la Asl:

"Alle unità operative è stato consegnato un vademecum che riassume le precauzioni da seguire, come lasciare scorrere l'acqua calda per dieci minuti prima di utilizzarla, il divieto di utilizzo delle docce, la sterilizzazione a vapore o con alta disinfezione dei dispositivi che vengono a contatto con le mucose respiratorie”.

In coma una donna di 52 anni a Bolzano

3 giugno 2016


Si trova in coma all’ospedale di Bolzano una donna di 52 anni colpita dal batterio della legionella dopo aver fatto la doccia in un appartamento nel complesso Ipes. L’Istituto ha già effettuato la disinfestazione ma i condomini sono molto preoccupati.

«Il rischio diffusione è molto basso. La legionella si trova in tratti di tubazioni che hanno un ristagno di acqua tiepida e calda tra i 20 e i 40 gradi. In questi fabbricati, infatti, non c'è un accumulo di acqua calda sanitaria come possono essere i grossi boiler centralizzati. Gli edifici sono serviti dal teleriscaldamento per cui c'è un continuo ricircolo dell'acqua già a 55 gradi. Il vero problema, dunque, si può annidare solo all'ingresso di ogni singolo appartamento fino ai servizi dove, se non c'è un utilizzo frequente, si possono fermare consistenti quantità d'acqua tiepida. È questa la situazione ideale per il formarsi di questo genere di batteri».

Così si legge sull’Alto Adige. Come sta invece la signora? Purtroppo non ci sono notizie rassicuranti sulla sua salute. La signora ricoverata al San Maurizio negli anni si era sottoposta a quattro differenti operazioni ai reni.

Intanto la Legionella non si manifesta solo a Bolzano, ma anche in un camping nel comune di Ceriale, località balneare in provincia di Savona.

Batterio nelle acque dell’asilo nido di Ortola (Massa)

25 maggio 2016

È stato imposto il divieto di utilizzare l’acqua calda al nido di Ortola a causa della presenza nell’acqua della legionella. Con l’acqua fredda quindi non si corre alcun rischio. E nemmeno con l’acqua bollente, perché dopo i 50 gradi il batterio muore. Ovviamente, per i bambini piccoli non si può utilizzare per l’igiene ma può essere invece utilizzata sia per cucinare sia per bere. Si tratta di un divieto cautelativo perché – secondo la Asl – i bambini non sono a rischio.

Le analisi non sono partite da nessuna segnalazioni, ma da semplici controlli di routine, affidati prima a una ditta privata e poi affidate all’Asl apuana. Il Comune di Massa ha dato già mandato per la sanificazione e in pochi giorni tutto tornerà alla normalità. Ora quindi è necessario attendere un intervento di bonifico, che si svolgerà in tutta tranquillità e nella piena sicurezza dei piccoli ospiti.

Ricordiamo che la legionella non si trasmette da una persona ammalata a un’altra, né bevendo acque che la contengono. La trasmissione avviene per via aerea, inalando particelle di acqua aerosolizzata (sotto forma di vapore), come avviene durante la doccia o in ambienti climatizzati. Il batterio muore a 50 gradi.

Contaminate le acque dell'ospedale Sirai di Carbonia

È stato trovato il batterio della legionella nel sistema idrico dell'ospedale Sirai di Carbonia. Per fortuna, come informa la direzione della Asl 7 di Carbonia, non risultano casi di contagio umano. Sono in corso ulteriori controlli sui punti di erogazione del presidio e le operazioni di bonifica, che prevedono la sanificazione dell'intero sistema, dai serbatoi di accumulo ai punti di distribuzione.

"Gli operatori sono stati tempestivamente informati e formati sui comportamenti da adottare nell'utilizzo dell'acqua, per salvaguardare la propria salute e dei pazienti".

Intanto, sarà impiegato un sistema di filtrazione per ridurre la contaminazione dell'acqua senza aggiunta di prodotti chimici.

Il pericolo legionella sì è anche palesato a Ceriale, al camping Delphis. È stato sequestrato dai Vigili Urbani, perché – da quanto si legge su LaStampa - i titolari della struttura non avrebbero ottemperato a una ordinanza di chiusura firmata dal sindaco per motivi sanitari. Un’ordinanza che aveva preso le mosse da una relazione dell’Asl per una presunta presenza di legionella nell’acqua emersa dagli esami su alcuni campioni prelevati. Del caso è stata anche informata la Procura.

Muore donna di 56 anni a Tirano, dalla case popolari: “Non siamo responsabili”

È morta a marzo una donna 56 anni residente alle case Aler del comune di Tirano per legionella e, ancora oggi, si discute su chi ha responsabilità della manutenzione degli impianti utilizzati per riscaldare l’acqua. Se ne devono occupare i condomini o l’Azienda lombara per l’edilizia residenziale? Una questione spinosa che ha sollevato una gravissima problema, anche in termini di prevenzione.

«Non esiste alcuna norma che impone al nostro ente misure di controllo nella gestione dei boiler elettrici o di altri impianti utilizzati per riscaldare l’acqua. Come per tutti i tipi di appartamenti, anche quelli normalmente dati in locazione dai privati, è a totale carico degli inquilini la vigilanza su sistemi di questo tipo. La nostra attività si ferma all’assegnazione dell’alloggio, la cui organizzazione è poi demandata agli assegnatari»

Ha commentato l’ingegner Walter Songini, responsabile per la provincia di Sondrio dell’Unità operativa gestionale dell’Aler. A individuare la presenza del batterio nell’impianto è stato un campione eseguito dalla Ast Valtellina. La doccia e l’impianto idraulico del bagno si sono dimostrati estremamente inquinati.

Contagiato un uomo di 49 anni, chiuso il centro benessere di Sauze d'Oulx

6 aprile 2016

Sono stati chiusi a Sauze d’Oulx, gli appartamenti di «Casa vacanze Besson» e il centro benessere «Re-generation Spa», struttura annessa al Gran Hotel Besson, per legionella, secondo quanto riporta LaStampa. Il provvedimento è stato firmato dal sindaco Mauro Meneguzzi, l’altro ieri, con una doppia ordinanza, scattata dopo gli accertamenti del servizio di igiene dell’Asl To3 di Rivoli, messo in allarme dai colleghi dell’ospedale Fondazione Macchi di Varese, a seguito di un ricovero sospetto.

Tutto è partito dal ricovero di un uomo di 49 anni, residente a Lecco, a causa di una grave infezione polmonare. Le analisi hanno permesso di diagnosticare la legionella, contratta probabilmente nelle 2 settimane precedenti durante il soggiorno nella struttura della famiglia di Giuliano Besson, campione di discesa libera degli Anni Settanta.

L’ordinanza del sindaco è scattata subito dopo l’esisto delle analisi dell’Asl che avrebbero dimostrato la presenza del batterio «legionella pneumophila» di sierogruppo 4. I campionamenti si sono concentrati nella Spa, utilizzata dal paziente durante il suo soggiorno, e l’abitazione dove è stato ospitato. Giuliano Besson ha commentato:

Anche noi stiamo facendo le nostre analisi per verificare le condizioni degli impianti. Questa situazione è ancora tutta da vedere, perché l’acqua che alimenta le nostre strutture proviene dall’acquedotto comunale. La Spa e gli appartamenti si trovano in località distanti l’una dall’altra. Per quello che ne sappiamo, quella persona potrebbe aver contratto la malattia altrove, prima di venire da noi.

Muore uomo di 55 anni ad Avezzano, aperta indagine Asl

Muore a 55 anni per infezione da legionella. Succede ad Avezzano, vicino a L’Aquila. L’uomo era stato ricoverato venerdì all'ospedale con una febbre altissima; i medici in un primo momento hanno pensato a sintomi influenzali, ma esami più approfonditi hanno confermato la presenza del batterio della legionella.

Attualmente è in corso un’indagine epidemiologica del servizio Igiene e sanità pubblica della Asl provinciale per ricostruire le attività e gli eventuali spostamenti, negli ultimi 10 giorni, del promotore finanziario.

L'obiettivo, rende noto la Asl, è localizzare la fonte dell'infezione batterica. Si sospetta, infatti, che l’uomo abbia bevuto dell’acqua “inquinata”:


"tutte le procedure epidemiologiche sono partite già da sabato scorso, giorno in cui è stato segnalato il caso di legionella dall'ospedale di Avezzano (L'Aquila), in seguito al ricovero dell'uomo. Si sta cercando di ricostruire il percorso dell'uomo, nelle ultime due settimane, in termini di attività, eventuali spostamenti, soggiorni in luoghi diversi dalla propria abitazione, eventuali permanenze in alberghi e altri supposti spostamenti".

Non è purtroppo l'unico caso. In Toscana è morta dopo un ricovero lungo venti giorni nell’ospedale di Careggi la dipendente del comune di Casciana Terme Lari che aveva contratto la legionella.

In coma farmacologico una donna di Casciana Terme Lari

10 marzo 2016

È in coma farmacologica una donna di 50 anni di Casciana Terme Lari (provincia di Pisa). Purtroppo questo non è un caso isolato, perché nelle scorse settimane ci sono stati altri due case di legionella, contagiate nella zona di Cascine di Buti. In una nota l’amministrazione comunale fa sapere:

In seguito del verificarsi di un caso di polmonite da legionella nel comune di Casciana Terme Lari non si configura una situazione di particolare rischio aggiuntivo di contagio per il resto della popolazione. Il dipartimento di prevenzione della Usl Toscana nord ovest ha dettagliato le condizioni di contaminazione del germe, specificando che la legionellosi non è una malattia trasmissibile da persona a persona, non è associata all’inquinamento del civico acquedotto, non si trova nell’ambiente locale.

Al comunicato, che dovrebbe tranquillizzare i residenti (considerato anche che i primi pazienti infetti attualmente sono fuori pericolo), si aggiungono quelle del sindaco Mirko Terreni:

Non sappiamo ancora da dove sia partito il contagio, si stanno svolgendo i controlli nell’abitazione dove il germe potrebbe essere passato dai riscaldamenti, dalla doccia o dall’impianto di condizionamento. Il consiglio generale che si può dare a tutti è adottare, ciascuno nella propria abitazione, una buona regola di gestione delle reti idriche interne, in particolare quello di sostituire o decalcarizzare almeno i terminali delle docce, perché quelli sono i punti ritenuti più a rischio.

Grave un uomo di La Spezia contagiato dopo un intervento

9 marzo 2016

Un pensionato di 72 anni è ricoverato in gravi condizioni nel reparto infettivi dell’ospedale Sant’Andrea di La Spezia a causa della legionella. L’uomo, dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico al ginocchio, è stato ricoverato alla Don Gnocchi di via Fontevivo, per la riabilitazione. Tutto stava procedendo nel migliore dei modi, quando all’improvviso la febbre è cominciata a salire. Gli esami hanno confermato la positività al batterio e il paziente è stato trasferito con urgenza all’ospedale Sant’Andrea nel reparto infettivi.


Alla Don Gnocchi sarebbero state sottoposti al test per la legionella altri pazienti ricoverati al terzo piano, nel modulo a bassa intensità di cura, che erano stati vicini al pensionato durante i giorni del ricovero nella struttura di riabilitazione. Per fortuna nessuno di loro è risultato positivo.

Dalla Liguria all’Abruzzo. Qui ancora nessun malato, però gli impianti di Palazzo Silone a L'Aquila, sede della giunta regionale in via Leonardo Da Vinci sono risultati positivi, dopo un campionamento eseguito circa un mese fa dall’Arta (l’Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente). Il controllo di routine da parte dell’Arta è stato sollecitato dall’amministrazione regionale stessa, entrata a conoscenza di altri casi di legionella che si sono verificati in strutture pubbliche (e non solo) della città: il più recente è quello della Prefettura, nei cui impianti cinque-sei mesi fa è stato individuato il batterio e anche in alcuni edifici del Progetto Case.

Colpite due giovani donne in provincia di Macerata

25 gennaio 2016

I casi di Legionella continuano a propagarsi. Questa volta le infezioni sono in provincia di Macerata, dove nelle ultime due settimane sono state colpite ben due donne con meno di 35 anni e ricoverate nel reparto di Pneumologia dell’ospedale di Macerata. Le giovani sono rispettivamente di Corridonia e di Porto Recanati. Non c’è però da allarmarsi, commenta il dottor Yuri Rosati della Pneumologia di Macerata.

«Non è un fatto strano. Ogni anno in provincia registriamo quattro o cinque casi di legionella. L’anomalia è che si sono verificati in questo mese, a gennaio, mentre in generale si presentano nei mesi primaverili o estivi. Forse c’è una relazione con le temperature anomale che hanno segnato il mese di dicembre, che hanno favorito il determinarsi di siti con acque stagnanti e ad un certo calore».

La legionella viene cercata in ogni persona che viene in ospedale con una sospetta polmonite. Le due donne sono fuori pericolo e sono state dimesse. Per quanto riguarda il carcere di Alba, invece, non ci sono novità effettive: si era in dubbio tra la chiusura e la bonifica degli ambienti, sembrerebbe prevalere la scelta della bonifica.

Due morti sospette al Policlinico San Marco di Zingonia

11 gennaio 2016

Al Policlinico San Marco di Zingonia si stanno facendo delle indagini sull’infezione da legionella dopo la morte di due anziane signore, gravemente malate e spirate di recente dopo aver contratto la legionella polmonare probabilmente proprio in ospedale.

Nei giorni successivi, i due episodi sono stati segnalati alla Procura, cui spetterà eventualmente accertare se proprio la Legionella sia stata la causa diretta dei due decessi. I casi di infezione polmonare da Legionella, diagnosticati a novembre in due reparti diversi del Policlinico di Zingonia, dal personale medico dell’ospedale in seguito alle verifiche abituali a cui vengono sottoposti i pazienti ricoverati che accusano problemi a livello polmonare.

Come prevedono le linee guida nazionali e regionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi i due casi sono stati segnalati all’Asl di Bergamo (ora Ats - ndr). D’intesa con i loro tecnici e con i nostri, sono stati verificati se i sistemi di prevenzione e controllo messi in atto erano conformi con le linee guida. Abbiamo infine deciso di intensificare gli interventi anche con ulteriori misure predisposte per arginare l’eventuale diffusione dell’infezione.

Ha spiegato il professor Giancarlo Borra, sovrintendente sanitario del Policlinico.

Sfollato il carcere di Alba per un'epidemia

7 gennaio 2015

La situazione nelle carceri di Alba è decisamente precipitata. Dopo tre casi accertati di legionella tra i detenuti e un quarto sospetto, il Dipartimento dell' Amministrazione Penitenziaria ha deciso di evacuare il carcere di Alba. A essere sfollati 122 detenuti e 112 agenti penitenziari.

Il Dipartimento ha già avviato le procedura per la bonifica dell'impianto idrico della casa circondariale. I detenuti saranno trasferiti in altre strutture del Piemonte. Il segretario Regionale Sappe del Piemonte Vicente Santilli ha così commentato:

Dopo il detenuto ricoverato d'urgenza un altro detenuto è risultato infettato (oggi sono a tre ndr). Noi sollecitiamo ancora una volta l'amministrazione penitenziaria a mettere in sicurezza la casa di reclusione, garantendo al personale di polizia penitenziaria e agli altri detenuti del carcere una adeguata opera di prevenzione e bonifica.

La decisione è stata presa per tutelare i detenuti e anche il personale penitenziario, esposti numerose malattie infettive.

Il provveditorato regionale e la direzione generale stanno provvedendo al trasferimento dei detenuti presso gli istituti penitenziari del Piemonte, nel pieno rispetto del principio della territorialità della pena. Il personale penitenziario sarà temporaneamente reimpiegato presso altre strutture nel rispetto delle vigenti procedure. Gli interventi di bonifica dell'impianto idrico sono stati disposti dal locale Servizio di Igiene e Sanità pubblica.

Via | LaStampa

Detenuto del carcere di Alba in coma farmacologico

4 gennaio 2015

Coma farmacologico per un detenuto del carcere di Alba, ricoverato all’ospedale San Lazzaro dopo aver contratto la legionella. Vincente Santilli, segretario regionale del Sappe in Piemonte, ha così commentato:

"Non è il primo caso alla casa di reclusione di Alba. Abbiamo più volte sollecitato l’Amministrazione penitenziaria a fare verifiche della struttura a salvaguardia del personale e della popolazione detenuta. Non abbiamo mai ottenuto risposte concrete. E' paradossale e sorprendente che per una struttura così venga addirittura richiesto al personale di Polizia Penitenziaria che vive in caserma il pagamento dell'alloggio".

Purtroppo a preoccupare non è solo la salute del detenuto, ma quella di tutti. Il Segretario Generale del Donato Capece si è espresso così:

Dal punto di vista sanitario è semplicemente terrificante: secondo recenti studi di settore è stato accertato che almeno una patologia è presente nel 60-80% dei detenuti. Questo significa che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti, proprio quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti. A seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%). Altro che dichiarazioni tranquillizzanti, altro che situazione tornata alla normalità.

Muore un impiegato dell'Università di Napoli, chiusa la facoltà di Farmacia

21 dicembre 2015

È stata prima evacuata e poi chiusa la Facoltà di Farmacia dell'Università di Napoli, dopo la morte di un impiegato per legionella. La decisione è stata presa dal preside Ettore Novellino che ha così giustificato la sospensione delle lezioni:

"Per consentire l'immediata esecuzione dei lavori di sanificazione dell'impianto idrico-sanitario dell'intero dipartimento di via Domenico Montesano".

L'impiegato, che aveva 60 anni, è deceduto nei giorni scorsi e non vi sono elementi per collegare il decesso a problemi all'interno della Facoltà. L’ateneo dovrebbe riaprire domani e sempre domani sono stati rinviati gli esami di stato di abilitazione scientifica alla professione di farmacista originariamente previsti per lunedì mattina nella stessa facoltà.

Muore donna contagiata nel ricovero di Guastalla

2 novembre 2015

È morta la donna contagiata dal batterio della legionella alla Residenza Sanitaria Assistenziale Attilio Bisini di Guastalla, gestita dalla Coopselios di Reggio Emilia. La pensionata di 89 anni è stata una settimana ricoverata in ospedale, prima di spirare.

Dopo la segnalazione del caso di legionella, alla Rsa Bisini sono stati attivati tutti i controlli agli impianti idrici dei bagni e delle docce. La direzione sanitaria della Rsa aveva infatti comunicato ai familiari degli ospiti che sarebbe stato temporaneamente sospeso il servizio idrico. Per scongiurare altri casi, il personale ha avuto cura di pulire e disinfettare con apposite salviette tutti gli anziani.

Coopselios, che gestisce la struttura, ha fatto sapere che:

“Si unisce al dolore della famiglia per la perdita della signora Amabile Marisa Masseni, ospite della RSA Bisini di Guastalla e intende inoltre precisare che l’Asl di Reggio Emilia ha compiuto le verifiche di rito sulle procedure applicate in struttura; sono attesi i risultati degli accertamenti predisposti dall’Asl sui campioni di acqua prelevati”.

Muore paziente contagiato in ospedale a Ferrara

9 settembre 2015

Un’altra vittima della legionella. Questa volta a farne spese è stato un paziente ricoverato
nell’ospedale Sant’Anna di Cona a Ferrara: il contatto con il batterio sembra essere avvenuto proprio in ospedale, attraverso la doccia. L’anziano era arrivato a Cona con gravi problemi respiratori il 7 luglio, il 31 dello stesso mese è stata diagnosticata la legionella e l’8 agosto è morto. A confermare la vicenda è il direttore della struttura sanitaria, dopo i test che hanno mostrato valori “in misura superiore ai limiti consentiti”.

In questo momento sono in corso un’indagine della magistratura e anche quella interna aziendale per cercare di capire se il paziente si sia effettivamente infettato nell’ospedale oppure prima o se la positivizzazione dell’antigene sia venuta prontamente o tardivamente. Come mai questo dubbio? Nonostante la positività del test, non ci sono stati altri casi in ospedale. Nell’autopsia, inoltre, si legge:

La causa del decesso è un’insufficienza miocardica acuta con concomitante polmonite interstiziale a carico del polmone sinistro a carattere non infettivo.

Per questo motivo saranno fatti degli esami anche nel domicilio del paziente. Ciò serve per capire l’origine dell’eventuale infezione, se nosocomiale o comunitaria.

19 agosto 2015

Nuovi casi di legionella in Emilia Romagna. A Forlì un uomo di87 è in gravi condizioni a causa di un’infezione dal batterio. Il contagio sembra essere avvenuto in casa e non dovrebbero essere interessate strutture pubbliche. I medici hanno disposto accertamenti anche per la meglio, visto che condividono lo stesso ambiente domestico.

Non è questo un caso isolato. A Ferrara è morto un uomo dopo un mese di ricovero. Non è ancora chiaro se a ucciderlo è stato proprio la Legionella. Per chiarire la vicenda sono già stati avviati tutti gli accertamenti medico-legali e sanitari per stabilire se la causa del decesso possa essere in qualche modo collegata all’infezione e soprattutto se il contagio sia avvenuto in ospedale, durante il periodo di ricovero.

Il dubbio è proprio questo: il paziente ha contratto la legionella fuori o dentro l’ospedale? Purtroppo il batterio è spesso presente nelle acque delle aziende sanitarie. In qualsiasi caso, sono già state attivate le procedure che includono anche una revisione dell’assistenza offerta ai malati in ogni fase del ricovero e dell’attività di controllo sugli impianti della struttura sanitaria.

Morto un pediatra di Spoleto in vacanza

3 agosto 2015

È morto di legionella un pediatra in pensione di Spoleto all’ospedale di Giulianova dove era ricoverato da più di un mese. Si è sentito male mentre era in vacanza in Abruzzo con la moglie e la sorella: anche le due donne sono finite in ospedale per verificare il contagio, che è stato ufficialmente escluso.

La Asl ha immediatamente attivato tutte le misure previste facendo scattare i dovuti controlli nella struttura e delegando per questo i tecnici dell’Arta che hanno fatto tutti i prelievi ritenuti necessari. Non c’è in corso nessuna epidemia.

La verifica è stata fatta tempestivamente attraverso la ricerca dell’antigene nelle urine, secondo le nuove linee guida ministeriali, che ha confermato la diagnosi e fatto scattare il piano di prevenzione nella strutture ricettiva costiera dove i turisti alloggiavano. Il medico è stato colpito da una grave forma di insufficienza respiratoria: si pensava a una forma virale. Ovviamente la notizia ha diffuso molta apprensione tra i titolari degli alberghi ma anche tra gli ospiti.

Intanto sono stati fatti dei lavori nella casa di riposo comunale di Lecco per scongiurare il rischio della legionellosi, in seguito all’esito della campionatura annuale eseguita dall’addetto al quale è affidato il piano di manutenzione programmata sugli impianti dell’ “Opera pia Magistris”: l’incaricato ha riscontrato negli esiti degli esami di laboratorio «il superamento dei limiti previsti dal protocollo legionellosi».

Un nuovo caso a Cesano Maderno

19 giugno 2015

È stato diagnosticato un nuovo caso di Legionella a Cesano Maderno. Sono passati tre anni dal famoso allarme che aveva agitato la cittadina. Per questo motivo l’amministrazione comunale e BrianzAcque, il gestore del servizio idrico, ha scelto di diffondere con un comunicato un messaggio sereno, per tranquillizzare gli abitanti.

L’acqua potabile distribuita sul territorio comunale è conforme ai parametri qualitativi che la rendono idonea al consumo umano ed inoltre, da diversi anni viene sottoposta a continui trattamenti di disinfezione microbiologici che interessano l’intera rete acquedottistica. La disinfezione viene eseguita con ipoclorito di sodio, attenendosi al valore prescritto dalla normativa vigente. A scopo precauzionale - BrianzAcque non ha mai interotto il trattamento di clorazione, avviato fin dal 2009, che rappresenta una misura suppletiva a garanzia della salubrità dell’acqua erogata.

Se non è quindi l’acquedotto comunale il problema, probabilmente è una questione di manutenzione degli impianti privati. Attualmente non si hanno notizie sulla persone ammalata, le cui generalità sono sconosciute alla stampa.

Salgono a 6 i casi ad Avellino, morto un anziano

16 giugno 2015

Sono saliti a 6 i casi di Legionella a seguito di un soggiorno nella struttura termale operante a Villamaina (Avellino), attualmente chiusa. Tre i casi sospetti accertati, secondo la ricostruzione della Asl, verificatisi nel periodo dal 25 maggio al 9 giugno scorsi, che riguardano pazienti residenti nel comune di Sperone (Avellino), uno dei quali è deceduto dopo essere stato ricoverato in ospedale a Nola (Napoli).

A questi si sono aggiunti altre tre segnalazioni di legionella relativi a pazienti nei comuni irpini di Montefredane e Villamaina, che nello stesso periodo avevano effettuato trattamenti termali nella stessa struttura. Purtroppo potrebbero essere molti di più. La cosa importante è evitare psicosi perché il batterio non si trasmette da persona a persona, e quindi non c’è il rischio epidemia.

Nonostante le raccomandazioni dell’Asl, le persone stanno inutilmente affollando i pronto soccorsi. Gli esperti suggeriscono di rivolgersi prima al medico di famiglia chi viene colpito da sintomi febbrili o problemi respiratori, dopo essersi sottoposto a trattamenti termali tra il 25 maggio e il 9 giugno, solo dopo la visita del proprio dottore di base si valuterà il ricovero.

Tre nuovi casi ad Avellino, chiuso l' impianto termale di Villamaina

11 giugno 2015

Sono state sospese le attività nell'impianto termale di Villamaina a seguito della segnalazione di tre nuovi casi di legionella. È questa la decisione dell’Asl di Avellino che, in collaborazione con l’Arpac, ha dato il via ai lavori di analisi ed eventualmente di bonifica della struttura. Come mai si è giunti a una presa di posizione così drastica?

Sono state ricoverate a Sperone tre persone anziane per una potenziale intossicazione, dopo aver trascorso tra fine maggio e inizio giugno un soggiorno termale nella struttura di Villamaina. In realtà la sintomatologia dei pazienti è febbre alta, circa 40°, astenia, dispnea e soprattutto sono risultati refrattari a ogni tipo di trattamento. I medici sono sicuri che sia legionella, ma ovviamente sono in corso gli accertamenti.

Purtroppo questi non sono solo casi isolati: sono pervenute altre due segnalazioni di legionella nei mesi precedenti, sempre dopo un soggiorno termale a Villamaina. Al fine di non generare allarmismi, la Asl suggerisce a chi viene colpito da sintomi febbrili o problemi respiratori, dopo essersi sottoposto a trattamenti termali tra il 25 maggio e il 9 giugno, di rivolgersi al medico di famiglia, ricordando al contempo che la legionella non può essere trasmessa da persona a persona.

Via | Irpinia24

Denunciati in Italia 1450 casi nel 2014

11 maggio 2015

La Legionella continua far discutere, dopo i numerosi casi in provincia di Milano. Ma che portata ha l’infezione di questo batterio? È sicuramente un problema di notevole rilievo, soprattutto per a essere contaminati sono nella maggior parte dei casi gli impianti idrici degli edifici (alberghi, ospedali, case di cura). Nel 2014 i casi notificati nel nostro paese sono stati 1450 e si sono verificati portali in percentuale variabile (dal 10 al 44 % per i casi comunitari e nosocomiali rispettivamente).

Come si può affrontare il problema? L'Istituto Superiore di Sanità, che si è aggiudicato il premio Esgli 2014 (Escmid Study Group for Legionella Infection), insiste che occorra sviluppare nuove strategie di controllo sulla contaminazione degli impianti idrici. In che modo? Attraverso studi di metagenomica possibili grazie alle nuove tecnologie di Next Generation Sequencing disponibili presso l'Istituto Superiore di Sanità. Maria Luisa Ricci, primo ricercatore del Dipartimento di Malattie infettive Parassitarie e vincitrice del premio, ha così commentato:

I sistemi di disinfezione in uso non sempre riescono a garantire un contenimento del batterio a lungo termine. Inoltre vanno considerati gli effetti sulla salute dei sottoprodotti tossici della disinfezione, nonché i possibili danni subiti agli impianti idrici per l'azione corrosiva di alcuni prodotti chimici. In Italia, la malattia è sottoposta a notifica obbligatoria e ad una sorveglianza speciale, sia epidemiologica che di laboratorio, basata presso l'ISS dove ha sede il Registro nazionale.

Via | Ansa

Nono a caso di Legionella a Bresso

24 aprile 2015

Dopo l’ondata di Legionella che ha colpito la provincia di Milano in autunno, un nuovo caso di infezione è stato diagnosticato a Bresso: si sale così a nove persone colpite tra ottobre 2015 e aprile 2015 (uno è morto). Il malato è un uomo di 79, attualmente ricoverato in ospedale per una polmonite causata dal batterio. La notizia arriva direttamente dall’Asl di Milano, al lavoro per monitorare la situazione.

Dopo l’ultimo episodio avvenuto il 31 dicembre 2014, ci siamo lasciati alle spalle l’allarme rosso, ma, come sappiamo, non bisogna abbassare la guardia e questo nuovo caso ce lo conferma. Quindi l’attenzione deve continuare a essere alta, perché abbiamo imparato che il batterio della legionella è fortemente resistente e ubiquitario. Ci auguriamo che resti un caso isolato, ma comunque, a titolo precauzionale.

Ha scritto, sul sito del Comune, il primo cittadino Ugo Vecchiarelli, che rassicura che l’uomo vittima della legionella è in condizioni stabili. Purtroppo non è ancora chiara quale sia la fonte del contagio: gli impianti privati, l’acquedotto, le fontanelle pubbliche? Alcuni riscontri positivi ci sono stati in abitazioni privati e in una piscina locale. Il sindaco ha comunque ricordato alcuni consigli diffusi in ottobre: è importante una manutenzione costante degli impianti. lasciar scorrere l’acqua calda prima di utilizzarla, mantenendosi lontano dalla fonte, dopo l’apertura dei rubinetti.

C’è poi negli stabili l’obbligo dello choc termico, ovvero la temperatura dell’acqua deve essere a 65° C; è poi importante programmare del personale specializzato per gli interventi mirati di sanificazione, differenti a seconda delle caratteristiche dell’impianto.

Via | Corriere

(v.r)

20 aprile 2015

Torna a spaventare la legionella. Questa volta ci troviamo in provincia di Mantova a Goito, dove un anziano, colpito dal batterio, è stato ricoverato per l’infezione. Ovviamente sono partiti immediatamente i controlli: l’Asl ha già disposto la sanificazione dell’impianto privato di distribuzione dell’acqua.

La società Sicam, che gestisce la rete idrica pubblica, ha inoltre deciso di controllare le fontane pubbliche e la rete idropotabile. Si pensa che questo sia un caso assolutamente isolato e che l’infezione dipende dalle tubature domestiche, ma nulla è lasciato al caso. Purtroppo gli esiti degli esami si avranno fra una decina di giorni.

Attualmente tutte le forze interessate sono state avvertite e sono all’opera: il Comune è stato avvertito dall’amministratore del condominio di via Bellini nel quale vive l’uomo. Ecco le parole dell’ assessore Thomas Bussacchetti:

Da parte nostra non è stato richiesto alcun intervento. Siamo solo stati tenuti al corrente dell’evoluzione della situazione. Il caso al momento pare isolato e dovuto ad una situazione interna dell’appartamento.

Si parla di nuovo di Legionella anche a Torino, dove tre dentisti sono sotto inchiesta. Dopo alcuni casi sospetti avvenuti all’inizio dell’anno, i controlli, di cui stanno arrivando in questi giorni i primi risultato, hanno già portato alla iscrizione nel registro degli indagati di tre titolari di studi dentistici.

Il reato contestato ai titolari degli studi è la violazione del Testo unico della sicurezza, tre per ora su una decina di studi controllati, e di questi un caso particolarmente allarmante. Lì, infatti, gli ispettori dell'Asl hanno riscontrato livelli di carica batterica sorprendentemente elevati: 6500 unità formanti colonie per litro in prossimità della fontanella da cui è erogata l'acqua e 5000 nella turbina che alimenta il trapano e gli altri attrezzi.

Via | Gazzetta di Mantova

Morto un uomo di 38 anni in Versilia

18 marzo 2015

In Versilia è morto un uomo di 38 anni. Alfredo Sinisi è mancato lunedì nel reparto di rianimazione dell'ospedale Careggi di Firenze dove era ricoverato in coma da una decina di giorni. Purtroppo, il calvario ha avuto inizio circa un paio di mesi, a seguito di un intervento molto semplice (una fistola), che invece ha avuto esiti imprevisti.

Dopo l’operazione, era rientrato a casa e ha accusato i primi sintomi: febbre alta e infezione alle vie respiratorie. Ricoverato nuovamente all'ospedale Versilia, i medici hanno deciso di trasferirlo nel reparto di terapia intensiva, finchè circa 10 anni è stato portato nella notte, in elicottero, e d’urgenza al centro fiorentino di Careggi. Qui, sedato e tenuto in coma farmacologico. La causa, risultata fatali, sembra essere legionella, ma sarà l’autopsia a stabilire la veridicità della diagnosi.

La paura del batterio torna quindi a farsi sentire. Ci sono però delle buone notizie perché il Governo dovrebbe varare le nuove linee guida aggiornate per la prevenzione ed il controllo della legionellosi. Ovviamente, l’augurio è che non riguardino solo gli ospedali e le case di cura, ma tutte le strutture collettive, civili, pubbliche, alberghiere, termali e i mezzi di trasporto.

(v.r)

Assessore Mantovani, “L’allarme è cessato, ma è necessario essere prudenti”

27 gennaio 2015

Il centro anziani di Bresso ha ospitato l’incontro “Legionella: a che punto siamo”, per fare il punto della situazione. Negli ultimi mesi ci sono stati diversi contagi, è morta una persona e il Comune sta lavorando per verificare che la rete idrica sia bonificata. L’evento, in collaborazione con Asl e Regione Lombardia, ha visto la presenza anche di Mario Mantovani, vice Presidente e assessore alla Salute della Lombardia, che ha rassicurato i cittadini.

L'allarme rosso è cessato, ma è necessario essere prudenti. Certamente si sta lavorando per riportare la situazione alla normalità. Siate vigili, segnalate subito se c'è un problema e con l'Asl e Regione Lombardia riusciremo a debellare il batterio della Legionella, soprattutto scoprendo le cause che a Bresso hanno fatto registrare in un breve lasso di tempo un numero elevato di casi.

Le ipotesi sulle cause sono diverse, ma nulla che possa dare la sicurezza di aver trovato l’origine del problema.

In Lombardia se ne registrano circa 400 casi l'anno su 10 milioni di abitanti: ovvero 4 casi ogni 100 mila persone all'anno. Desta attenzione il fatto che ci siano stati 8 casi su 26 mila persone in soli pochi mesi e da qui è scattata l'allerta massima da parte della nostra Asl territoriale di Milano.

Le misure preventive, le ricordiamo ancora una volta, devono riguardare prima di tutto la pulizia periodica degli impianti di condizionamento aperta, dell’acqua potabile, la bonifica degli impianti idrici (è sufficiente impostare la temperatura almeno a 60 gradi) e soprattutto contattate gli esperti per periodici controlli.

Intanto il problema legionella coinvolge anche altre Regioni. Un dentista di 65 anni è stato contagiato: il batterio si sarebbe annidato nel circuito dell’acqua della poltrona sanitaria e si sarebbe diffuso per nebulizzazione. È stata aperta un’inchiesta per per valutare il rischio per lavoratori e clienti degli studi dentistici.

(v.r)

Niente più batterio nella piscina di Bresso

19 gennaio 2015, 11.36

La piscina di Bresso torna a essere completamente pulita. Non solo l’acqua delle vasche è sicura, ma anche gli impianti sanitari, esaminati dall’Asl locale. I test compiuti il giorno successivo alle bonifiche, il 7 gennaio, hanno dimostrato una completa regressione del fenomeno. I batteri sono stati debellati completamente.

Per avere la conferma formale si dovrà aspettare il termine dell’intero periodo di «coltivazione» dei batteri che ha una durata di 10 giorni. A questo punto si attende che il sindaco Ugo Vecchiarelli dia l’ok alla riapertura delle docce, permettendo in questo modo all’impianto bressese di via Strada di poter essere operativo in completa sicurezza. Purtroppo questa buona notizia non scaccia il fantasma della legionella, perché solo un paziente sembrerebbe essersi ammalato dopo aver frequentato la struttura. Intanto il batterio continua a manifestarsi in diverse zona d’Italia.

A Pomezia, è stato chiuso il secondo piano dell’Hotel G, perché i tecnici dell’Arpa Lazio, dopo aver raccolto dei campioni di acqua, hanno avuto conferma che nell’impianto dell’albergo a quattro stelle c’era un’ “elevata concentrazione” di legionella, mentre a Ivrea un uomo di 62 anni è finito in rianimazione. Dopo la diagnosi di legionellosi, è stato ricoverato al Policlinico San Matteo di Pavia con insufficienza respiratoria grave.

(v.r)

Piscina sicura a Bresso, restano chiuse solo le docce

8 gennaio 2015, 09.44

La paura della legionella è sempre maggiore a Bresso, dove altri due casi sono stati diagnosticati proprio nelle scorse settimane. È bene, però, non fare allarmismi anche perché l’Asl del comune sta lavorando per capire quale sia la fonte e per bonificare gli impianti. Come avevamo annunciato l’uomo di 62 anni infetto nei giorni prima di manifestare i sintomi aveva frequentato la piscina comunale. Da quel momento, in accordo con il Comune e con l’Asl si è deciso di eseguire un intervento di sanificazione straordinario, senza attendere il riscontro delle analisi condotte dall’Asl il 2 gennaio.

È dunque importante sapere che l’impianto della piscina è sicuro. I tecnici Asl eseguiranno oggi nuovi prelievi che dovrebbero cancellare qualsiasi sospetto. Tuttavia, le docce rimarranno chiuse fino a completo chiarimento della situazione, anche perché l’acqua sanitaria nei silos è risultata positiva al batterio. Matteo Caspani, il direttore dell’impianto sportivo, intervistato da Il Giorno spiega come si stia lavorando in modo capillare per rendere la piscina sicura, considerato che l’acqua essendo clorata è già pulita. E soprattutto non può essere inalata.

Per gli impianti sanitari, disponiamo di un impianto di sanificazione in continuo che interviene quotidianamente sulle acque presenti nel boiler che immagazzina l’acqua calda delle docce. Tuttavia non escludiamo che l’attacco di una colonia di legionella più corposa possa aver reso vane le procedure ordinarie di sicurezza.

Quando si avranno notizie più certe? Bisognerà attendere ancora 3-4 giorni per avere i primi esiti delle analisi in corso sui nuovi campioni prelevati a Bresso.

(v.r)

Legionella, ultime notizie: 8 i casi a Bresso, continuano i campionamenti sull'acqua

7 gennaio 2015, 10.35

Sono due i nuovi casi di legionella a Bresso. I pazienti ricoverati nell’ultima settimana del 2014 sono un uomo di 62 anni, di cui abbiamo dato notizia lunedì e oggi sembra essere in via di guarigione, e un altro signore di 64 anni. Si trovano rispettivamente all’ospedale Bassini di Cinisello e all’ospedale di Sesto, con i classici sintomi da legionellosi: difficoltà respiratorie e polmonite. Ovviamente, l’allarme è tornato a essere alto, soprattutto considerati i sei casi registrati in questa zona della provincia di Milano a ottobre. Giorgio Ciconali, responsabile del Servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl, come riporta Il Giorno, ha così commentato:

Abbiamo immediatamente condotto delle campionature dei punti considerati potenzialmente a rischio ma al momento non è stato possibile identificare la fonte del nuovo contagio. Sono stati verificati docce, lavabi e sistemi termici.

A questo punto la preoccupazione è abbastanza elevata, perché non si riesce a capire quale possa essere la causa del contagio. L’infezione potrebbe essere avvenuta in luogo pubblico o magari direttamente in casa. Per questo motivo si stanno raccogliendo campioni ovunque, per esempio dalle docce della piscina comunale (che ha un sistema di filtraggio di ottima qualità) e dalle fontanelle dei giardini pubblici. In considerazione anche le docce nei centri estetici e gli autolavaggi (dove il paziente di 64 anni ha detto di essersi recato nei giorni prevedenti all’infezione). Il sindaco Ugo Vecchiarelli ha inoltre aggiunto:

Già a novembre, quando non si erano più verificati nuovi casi, avevamo messo in conto che l’emergenza era cessata, ma che la legionella rimaneva dormiente nella rete idrica cittadina. Purtroppo questo ci dicono gli esperti. A novembre e dicembre abbiamo incontrato gli amministratori di stabili e tutte le categorie commerciali che utilizzano l’acqua, chiedendo loro di attuare una manutenzione degli impianti costante e continua, proprio per scongiurare colpi di coda di un batterio particolarmente resistente e aggressivo.
(v.r)

Ricoverato per infezione un pensionato di Bresso

5 gennaio 2015, 11.24

Dopo settimane di bonifica e ovviamente controlli, sembrava completamente rientrato il pericolo legionella a Bresso. Invece, sembra esserci un nuovo caso. La vittima sembrerebbe un uomo di 62 anni, pensionato in buona salute, attualmente ricoverato all’ospedale Bassini, dove in questo momento si trova in fase di recupero: non è in pericolo di vita.

Quale può essere la fonte di contagio? Inizialmente si è pensato alla rete idrica della piscina comunali. Questa causa, però, sembra essere stata esclusa perché nella struttura è presente un impianto di clorazione che previene la presenza di legionellosi. Il sindaco Ugo Vecchiarelli, come riporta Il Giorno, ha commentato:

Abbiamo solamente una informazione ufficiosa da parte dell’Asl. Ma non è giusto fare allarmismo, la situazione appare circoscritta e soprattutto le autorità sanitarie stanno facendo il loro lavoro.

Intanto, gli esperti dell’Asl stanno cercando di capire da dove possa arrivare la nuova infezione: hanno analizzato i comportamenti dell’uomo durante il periodo di incubazione, che può arrivare ad otto giorni. Sono stati già eseguiti prelievi sia alla rete idrica del condominio di via Ambrogio Strada, che nei luoghi frequentati dall’uomo. Purtroppo nessuno è ancora in grado di stimare quanti siano gli edifici civili e gli impianti di uso pubblico del Comune colonizzati dal batterio.

(v.r)

Nuovo caso a Merate, donna di 44 anni è fuori pericolo

29 dicembre 2014, 10.12

All’ospedale Mandic di Merate è stata ricoverata una donna di circa 44 anni di Rovagnate con i sintomi della legionella. Si è presentata al pronto soccorso con febbre alta. Da giorni assumeva una terapia antibiotica, ma nulla era servita. I medici le hanno diagnosticato una polmonite causata dalla legionella. Dopo una settimana di ricovero, la signora sta meglio ed è stata dimessa, potrà continuare le sue cure a casa. Ovviamente, dovrà effettuare opportuni approfondimenti sulle possibili cause della malattia. È stata avvertita l’Azienda sanitaria locale che è incaricata anche di esaminare l’impianto idrico dell’abitazione della paziente.

È questo il secondo caso di legionella in circa un mese all’ospedale Mandic. Il primo ricovero ha visto come protagonista una donna del 1934, trattenuta in rianimazione per più di 10 giorni. Anche questa signora sta meglio ed è stata aperta un’ inchiesta epidemiologica per attivare gli eventuali protocolli di bonifica.

(v.r)

confermato il caso di Senigallia

16 dicembre 2014, 12.17

È stata confermata la diagnosi. L’anziano di 75 anni ricoverato con tosse e problemi respiratori è affetto da legionella. Attualmente le sue condizioni sono stabili, ma molto serie. Sono stati fatti dei controlli anche tra i familiari dell’uomo, ma sembrerebbe non esserci stato nessun contagio in casa. A confermarlo sono l’assessore alla sanità Fabrizio Volpini e la direttrice del presidio ospedaliero cittadino Silvana Seri, che smentiscono per il momento le voci su un altro caso sospetto che coinvolgerebbe un giovane.

Secondo quanto riporta, infatti, il Corriere dell’Adriatico, un ragazzo di 24 anni presenterebbe sintomi compatibili alla patologia. Al momento non si sa nulla di più. Nel Comune, nonostante si stia cercando di gestire la cosa serenamente e senza allarmismi inutili, sono già previsti dei controlli per capire quale sia la causa del contagio. Come sappiamo spesso la legionella prolifera negli acquedotti, nelle condotte cittadine, negli impianti idrici degli edifici, dalle tubature ai serbatoi, ma anche nelle piscine e nelle fontane.

(v.r)

Un caso sospetto a Senigallia

11 dicembre 2014, 13.49

Potrebbe esserci una nuova vittima della legionella. A Senigallia un uomo anziano è stato ricoverato per un’infezione alle vie respiratorie: febbre, debolezza, un focolaio ai polmoni e una tosse che perdura da un paio di mesi. Sembrano essere i sintomi della legionella. Ovviamente, gli accertamenti medici sono ancora in corso e la diagnosi non è sicura.

Prima di lanciare l’allarme si attende la certezza del contagio. Gli altri componenti della famiglia del pensionato stanno tutti bene. Se gli esami dovessero accertare l'infezione, per la spiaggia di velluto si tratterebbe del primo caso. Il Comune sta prendendo tutte le precauzioni: nei prossimi giorni, infatti, potrebbe partire un dispositivo di sicurezza per effettuare i controlli nell'acquedotto da parte dell'Asur.

(v.r)

Un caso a Merate, anziana in rianimazione da 10 giorni

27 novembre 2014, 10.22

Un nuovo caso di legionella, questa volta in provincia di Lecco. Un’anziana donna di Merate è ricoverata da circa 10 giorni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Mandic per un’infezione da legionella. La paziente sembra essere fuori pericolo, ma i medici per l’età avanzata (classe 1934) e per precauzione, hanno deciso di tenerla in osservazione ancora qualche giorno.

Il ricovero della signora ha ovviamente messo in allarme l'azienda sanitaria locale che darà avvio all'inchiesta epidemiologica e, nel caso, attiverà tutti i protocolli previsti in questi casi per eventuali bonifiche. Come riporta Merate online, il direttore di presidio, il dottor Gedeone Baraldo ha specificato:

Negli ultimi dieci anni abbiamo fatto un investimento importante su un progetto relativo alle centrali termiche dell'acqua calda che viene monitorata costantemente. Ci sono tre centrali con il trattamento delle acque con cloroammina che è una sostanza che si deposita all'interno della rete e che garantisce un potere antisettico e elettivo sulla legionella. Generalmente i pazienti che contraggono la legionella arrivano già in ospedale già presente e che si definisce "comunitaria" o in incubazione al momento del ricovero.

Perché questo dettaglio? La signora è arrivata in ospedale con alcuni sintomi tipici di un’infezione alle vie respiratorie. È stata quindi sottoposta a una terapia antibiotica, ma il quadro clinico si è aggravato.

(v.r)

La paura del batterio cambia le abitudini dei cittadini

25 novembre 2014, 10.49

Mentre l’allarme legionella è ancora elevato, quello che sta emergendo è un netto cambio delle abitudini dei cittadini, preoccupati di entrare in contatto con il batterio e di ammalarsi. Secondo quando riporta l’Ansa, dopo aver sentito la Polizia di Bresso e i residenti sono cambiati i consumi, dall’acqua in bottiglia agli autolavaggi:

Anche se il problema riguarda l'acqua calda, molte persone non usano più le 'fontanelle' pubbliche, i consumi di acqua in bottiglia sono aumentati fino al 50% in ottobre, e rimangono alti. Negli uffici, si evita di stare troppo vicini agli split dell'aria calda condizionata (dei sistemi cosiddetti 'a pompa di calore') perché il batterio si annida nelle particelle d'acqua.

E non è tutto, perché la psicosi da legionella riguarda anche abitiduni più piccole, come quella del rito del cappuccino: non si fa più come prima, i baristi che adesso proteggono i clienti al banco dai possibili vapori d'acqua calda mettendo una spugnetta intorno al beccuccio del vapore della macchina del caffè.

La gente evita di lavare la macchina negli autolavaggi (quelli fai-da-te), compra meno acqua alla Cada dell’Acqua, dove si vende la minerale a prezzi contenuti e invece si sono impennati i prodotti anticalcare. Una situazione complessivamente preoccupante, che ricorda l’epidemia di legionella del 2002 che colpi l’Europa.

(v.r)

Positivo al batterio l’impianto dell’acqua della Corte d’Appello di Roma

18 novembre 2014, 16.00

Durante i controlli di routine è stata verificata nell’impianto di dolcificazione dell’acqua della Corte d’Appello di Roma una presenza elevata del batterio della legionella. Non è una notizia improvvisa, perché da qualche settimana negli uffici erano già in corso interventi di sanificazione a causa dei topi. A darne la notizia è il magistrato Luciano Panzani, presidente della Corte. In corso, attualmente, c’è anche il controllo dell’impianto di condizionamento dove potrebbe essersi annidato il batterio.

La situazione resta al momento sotto controllo ma il problema se non viene affrontato e monitorato può diventare molto serio. Stiamo pagando le conseguenze di alcuni lavori di sbancamento della collina qui vicino e la presenza di un campo nomadi a pochi passi dagli uffici giudiziari.

L’allarme legionella arriva a pochi giorni dalla decisione di dichiarare non potabile l’acqua negli uffici della Corte d’Appello anche alla luce della presenza di topi che ha reso necessaria una massiccia azione di derattizzazione. Ci vorranno circa 40 giorni per superare tutti i problemi e soprattutto per creare un ambiente sano in cui lavorare: per questo motivo sono state spostate le udienze della sezione lavoro e chiuse le sale usate abitualmente per convegni e dibattiti. Secondo quanto denunciato da alcuni dipendenti nei mesi scorsi sarebbero stati registrati almeno cinque casi di broncopolmonite.

Bologna, docce infette nella piscina dello stadio di via Costa

14 novembre 2014, 14.28

Un altro caso di legionella, questa volta a Bologna. A essere infetta è la piscina dello stadio in via Andrea Costa, che è stata chiusa per bonifica. Si è infettata una donna a causa dei livelli fuori norma riscontrati nei tre spogliatoi femminili della struttura. L’accertamento dell’Asl è avvenuto il 20 ottobre e già verso la fine del mese, l’impianto ha dovuto sospendere l’attività per sanificare le docce. Il sindaco della città ha inoltre intimato il gestore a «rivedere le misure di controllo messe in atto e aggiornare la valutazione del rischio». Si sospetta quindi che qualcosa non abbia funzionato proprio nelle procedure di controllo.

Bresso, il sindaco invita ad aumentare la temperatura dell’acqua calda

Sembra rientrato l’allarme legionella a Bresso, ma il sindaco Ugo Vecchiarelli ha diffuso agli amministratori condominiali un consiglio: alzare la temperatura dell’acqua a 65 gradi, facendo attenzione a non scottarsi. Questo è avvenuto dopo risultati dei prelievi forniti dall’Asl nelle ultime ore, che hanno confermato la diffusa presenza del batterio nelle abitazioni. È stato inoltre aggiornato il decalogo delle norme di comportamento, redatto lo scorso 21 ottobre.

(v.r)

Legionella, a Monza già un caso a luglio

14 novembre 2014, 10.49

La psicosi da legionella sta contagiando tutta la provincia di Milano dopo alcuni casi a Bresso, a Cinisello Balsamo, un palazzo contaminato nel quartiere di Niguarda. C’è stato un contagio anche a Monza, già durante l'estate. A denunciarlo - come riporta Il Giorno – è stato un residente del condominio di via Tosi 4, che ha raccontato che a luglio una persona è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale a causa del batterio. L’Asl è stata allertata, ma non è mai stata diffusa nessuna comunicazione ai cittadini. L’unica avvertenza risale al 10 settembre, ma non è arrivata ai residenti del palazzo, che hanno scoperto il problema solo pochi giorni fa dopo una serie di avvisi nell’edificio. Ovviamente, è scoppiata la polemica e c’è chi pensa – tra i residenti - di ricorrere alle vie legali. Giglio Izzo, abitante in via Tosi, ha infatti commentato:

Tutto è stato taciuto. Mi chiedo il perché. Il diritto alla salute deve essere perseguito con una fase di prevenzione. Ciò che è mancata, è stata un’accurata informazione. Il condominio in cui vivo, ospita un centinaio tra abitazioni e uffici. Si possono facilmente ipotizzare circa 300 persone che quotidianamente aprono il rubinetto dell’acqua. Per fortuna il batterio ha colpito solo un individuo. L’amministratore dopo aver avuto notizia del fatto, avrebbe dovuto immediatamente attivarsi e mettere in sicurezza la fonte della rete dell’acqua. Proprio come viene stabilito dal regolamento condominiale. In tal modo avrebbe potuto evitare il pericolo di ulteriori infezioni.
(v.r)

Prelievi a Bresso, nuovi risultati positivi alla legionella

13 novembre 2014, 11.40

A Bresso arrivano i primi risultati delle analisi dell'Asl e purtroppo sono positivi al batterio. Oltre ai tamponi fatti ormai diverso tempo fa per verificare la diffusione della legionella nei palazzi in cui sono state diagnosticate le infezioni, l'Asl ha condotto altri test a campione per monitorare la diffusione del batterio. Sono risultati positivi due tamponi (26 i totali svolti) eseguiti nei palazzi dove si sono registrati i casi di infezione: alcune tracce sono state trovate nel sistema centralizzato di due condomini. È stata poi trovata la presenza di legionella in un’abitazione (valore minimo, ma c'è), infine la quinta positività riguarda un condominio di via XXV Aprile, mentre è negativo il tampone svolto in un edificio di via don Minzoni. Il sindaco Ugo Vecchiarelli ha precisato:

La positività dei prelievi non significa nuovi casi di legionella. Non ci sono altre segnalazioni. Oltre al decesso, gli altri cinque sono a casa. Manteniamo con Asl e Cap lo stato di osservazione della situazione. Resta per precauzione il decalogo. Per quanto riguarda le cause della diffusione del batterio, non ci possiamo permettere di escludere nulla.
Via | Il giorno(v.r)

Niguarda, 350 abitazioni a rischio legionella

11 novembre 2014, 10.58

La legionella sta mettendo a rischio la salute degli inquilini del palazzo tra via Hermada e via Ornato, si tratta di un caseggiato con ben 350 abitazioni nel quartiere Niguarda. Proprio qui, dopo le analisi dell’Asl, domani sarà tolta l’acqua e trenta esperti si occuperanno di bonificare, casa per casa, eliminando il batterio dalle docce e dai rubinetti. Oscar Di Marino, tra i massimi esperti di legionella a livello nazionale, ieri durante una pubblica assemblea che ha coinvolto i residenti nel palazzo, ha commentato:

Per la prima volta in Italia verrà portato a domicilio il sistema di bonifiche di solito utilizzato negli ospedali. Sarà usato il top delle armi contro il batterio.

La bonifica sarà così organizzata: tre disinfettanti saranno fatti circolari nell’impianto, poi verranno visionati i sanitari nelle case. Gli abitanti, però, dovranno prestare attenzione all’igiene quotidiana, pulendo i soffioni della doccia e dei rubinetti con aceto e candeggina.

(v.r)

Via | Corriere

Monza-Brianza, “La rete d’acqua comunale è pulita”

7 novembre 2014, 15.44

Nessun pericolo legionella per l’acqua potabile distribuita dal Comune. Dopo la psicosi che si è creata nella provincia di Milano, tra Bresso, Paderno Dugnano e Cinisello Balsamo a seguito dei numerosi contagi, l'azienda Acsm Agam Reti Gas e Acqua ha rassicurato la cittadinanza. Dopo la prima diagnosi di legionella ad agosto, sono stati prelevati ben sette campioni dall'Asl di Monza e Brianza, che ha potuto verificare la rete di distribuzione. È stato invece sanificato l'impianto del condominio coinvolto in via Tosi a Monza. Secondo quanto riporta Monza Today, ecco la precisazione dell’ Acsm Agam Reti Gas e Acqua:

Come noto, la legionella si può sviluppare solo in condizioni di ristagno e a temperature ben più elevate di quelle a cui viene erogata l’acqua nelle reti di distribuzione idrica.
(v.r)

Legionella, forse la causa sono i lavori estivi sul tratto di acquedotto che attraversa il centro del Comune

4 novembre 2014, 13.44

Si continua a parlare di legionella a Milano e dintorni, dopo i casi che si sono manifestati a Bresso e a Cinisello Balsamo. La presenza del batterio nelle acque potrebbe dipendere da alcuni lavori estivi eseguiti sull'acquedotto. Questa è l’ipotesi più accreditata, formulata dall'assessore lombardo alla Salute, Mario Mantovani.

Pur in assenza di una prova documentale, al momento la principale ipotesi patogenetica è legata ai lavori estivi sul tratto di acquedotto che attraversa il centro del Comune. Questo in considerazione dell'ubicazione delle abitazioni dei 6 casi (poste tutte a valle o a breve distanza dal punto dei lavori), della correlazione cronologica, della quasi contemporaneità sintomatica e della rilevanza numerica (6 casi in 20 giorni quando negli ultimi 5 anni abbiamo avuto nel Comune di Bresso complessivamente 4 casi).

Intanto continuano al lavoro i tecnici dell’Asl di Milano, per verificare la causa ma anche per intervenire con un piano di tutela della salute dei cittadini.
(v.r)

Il Comune di Cinisello Balsamo: "Nessun allarme sul territorio"

30 ottobre 2014, 10.45

Nessun allarme legionella a Cinisello Balsamo, dopo la morte della signora proprietaria dell’appartamento infestato a Marotta (PU) e residente in città (la donna è risultata, infatti, positiva al batterio) e dopo i casi diagnosticati nel corso del 2014. Il Comune ha diffuso una nota che recita così:

Come riportato in una comunicazione ufficiale del Direttore Generale dell'ASL di Milano: "Il batterio della legionella si trova normalmente nell'acqua e solo in determinate condizioni può moltiplicarsi e costituire un rischio per la salute. La possibilità di contrarre l'infezione è presente in qualsiasi contesto e in qualsiasi città: casi di legionella vengono segnalati ovunque in Italia. A Cinisello Balsamo i casi nel corso dell'anno sono tre e rimangono tre: un dato che rientra assolutamente nelle attese epidemiologiche. Il caso di legionella contratto fuori da Cinisello Balsamo non presenta alcun collegamento con la città. Dunque, è privo di giustificazione qualunque allarmismo relativo ad abitazioni, esercizi pubblici e privati sul territorio del Comune.

Il sindaco Siria Trezzi ha inoltre confermato di essere in costante rapporto con le autorità sanitarie per tenere la situazione monitorata, ma che attualmente non sono necessarie misure straordinarie di bonifica della rete idrica.

(v.r)

Morta a Cinisello Balsamo proprietaria di un appartamento infestato a Marotta

29 ottobre 2014, 13.36

Una donna residente a Cinisello Balsamo è morta il 15 ottobre a Carate Brianza ed è risultata positiva alla Legionella. A dare la notizia è Il Giorno, che ricostruisce la complessa storia della donna:

Residente a Cinisello Balsamo, ha un domicilio anche a Marotta, località marittima delle Marche. Lì ha trascorso l’estate, forse vi è rimasta fino a qualche settimana fa. Tornata a Milano avrebbe accusato dei sintomi, da cui il ricovero. E infine il decesso, in una struttura sanitaria a Carate Brianza, non si sa ancora se legato effettivamente all’infezione da batterio.
legionella

La donna di Cinisello Balsamo è la proprietaria dell’appartamento turistico di Marotta in cui è stata accertata la presenza del batterio di legionella “Pneumophila”. I dati nel milanese a questo punto ci dicono che nel corso dell’ultimo anno ci sono stati sei casi di Legionella a Bresso e 4 a Cinisello Balsamo. Attualmente sono in corso le indagini dell’Asl, ma sembrerebbe che l’acqua comunale non sia infetta.

(v.r)

La rete idrica comunale di Marotta negativa ai test sulla Legionella

28 ottobre 2014

A Marotta è in corso uno scrupoloso monitoraggio, dopo che ieri è stata accertata la presenza della legionella nelle condutture di un appartamento nella palazzina ‘Vela Torre’. I risultati al momento sono rassicuranti: l’acquedotto comunale e la rete idrica locale sembrano essere pulite e in nessun’altra unità abitativa dello stabile è stato riscontrato il batterio. Ricordiamo che questo caso non è assolutamente collegabile con Milano, purtroppo è morta anche una persona.
(v.r)

Asl: "L'acqua pubblica di Bresso non è contaminata"

27 ottobre 16.54

I primi risultati ottenuti dai test condotti dall’Asl di Milano sull’acqua pubblica sono rassicuranti: non sono state rilevate traccia di legionella. Sono stati raccolti la settimana scorsa ben 5 campioni, relativi a 3 pozzi e all’acquedotto. Giorgio Ciconali, responsabile del Servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl della metropoli, ha così commentale:


Sono negativi. Non presentano dunque al momento neanche tracce di legionella. Non possiamo dire come sia stata l’acqua pubblica ad agosto o a settembre. Ma possiamo in questo momento scagionare la rete idrica. Le indagini vanno avanti e dovremo aspettare i risultati delle analisi degli altri campionamenti.

Gli altri campionamenti sono stati effettuati sulle abitazioni e sui caseggiati locali. In questo caso, ci si aspetta una positività. Prove in mano, bisognerà valutare il quantitativo di legionella presente e come bonificare le tubature domestiche.
(v.r)

Legionella, acqua infetta in un appartamento di Marotta

27 ottobre 2014, 11.08

La psicosi da Legionella sta colpendo l’Italia, dopo i sei casi diagnosticati a Bresso, una cittadina alle porte di Milano. È di questa mattina la notizia che è stata verificata la presenza del batterio nelle condutture di un appartamento a Marotta, località in provincia di Pesaro Urbino. Secondo quanto comunicato dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica di Fano, le acque dell’appartamento presente nel condominio “Vela Torre”, in via Cristoforo Colombo, hanno concentrazioni elevate di legionella Pneumophila. Non c’è alcun tipo di collegamento con Milano: ricordiamo infatti che la legionella è un batterio che si diffonde attraverso l’acqua e non si può essere contagiati da uomo a uomo. (v.r)

Un caso di legionella anche a Cinisello Balsamo

25 Ottobre 2014, 9.15

Continuano ad aumentare i casi di legionella. È stata diagnosticata anche a Cinisello Balsamo, città tra l’altro confinante con Bresso. L’Asl Milano si è affrettata a smentire qualsiasi collegamento con quanto accaduto a Bresso. Non c’è alcuna relazione tra i malati e si può parlare di casualità, sostengono i tecnici. Il direttore generale di Asl Milano, Walter Locatelli, ha infatti commentato:

Il riscontro di un caso a Cinisello Balsamo, il terzo nel corso dell’ultimo anno, rientra assolutamente nelle attese epidemiologiche.

Perché non c’è relazione? Perché l’acqua comunale delle due cittadine, proviene da due acquedotti diversi, con due sistemi differenti di distribuzione idrica. Intanto a Bresso continuano le analisi e sono state chiuse anche due fontanelle di acqua nei parchi comunali.
(v.r)

Il sindaco di Bresso: "L'acqua si può bere"

24 ottobre 2014, 14.55

Il Comune di Bresso, l’Asl e la società Cap Holding, che gestisce la rete idrica, sono al lavoro per capire come abbia potuto diffondersi il batterio. È preoccupante sia il numero di casi (sei negli ultimi 20 giorni e altri tre prima dell’estate) sia il periodo dell’anno. L’azienda sanitaria locale ha prelevato dei campioni di acqua pubblica e si è ora in attesa dei risultati, intanto il sindaco di Bresso Ugo Vecchiarelli sta cercando di rassicurare i suoi cittadini:

L’acqua del rubinetto si può bere. La legionella non si trasmette attraverso gli alimenti e da persona a persona. Ho firmato un’ordinanza che invita gli amministratori dei condomini interessati a sanificare gli ambienti comuni degli edifici.

Cap ha inoltre fatto sapere che sta lavorando sulle tubature: c’è in corso un forte processo di sanificazione della rete. Per una decina di giorni ci sarà un’attività di clorificazione dei sistemi di filtraggio e dei vari pozzi di Bresso. I cittadini non subiranno disservizi: i pozzi saranno staccati dalla rete e pulite, mentre l’acqua arriverà dai comuni vicini, come Paderno Dugnano.

Il dottor Oscar Di Marino, direttore sanitario dell’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo ed esperto di legionella, intervistato da Il Giorno, ha inoltre aggiunto:

La legionella si trasmette esclusivamente per inalazione di particelle di vapore acqueo in una temperatura compresa tra i 25 e i 55 gradi e mai per contagio tra persone. Ci sono alcune attività della vita quotidiana che ci fanno incontrare con questa situazione: per esempio, e soprattutto, la si contrae dall’uso della doccia e dai grandi condizionatori a ricircolo d’acqua.
(v.r)

La procura indaga su altri tre casi di legionella a Milano

24 Ottobre 2014, ore 11.14

Altri tre casi di legionella, poco lontani da Bresso dove sono stati registrati i sei casi che hanno spaventato la provincia di Milano. Questi nuovi casi sono però nuovi per il grande pubblico, perché le denunce risalgono una a novembre del 2013, una a febbraio del 2014 e una a giugno del 2014. I contaminati risiedono tutti vicini al quartiere Niguarda di Milano, in un palazzone di via Hermada. Si sono ammalati una donna di 77 anni, la figlia di 47 anni, il vicino di pianerottolo di 78 anni.

Dopo il contagio, nel condominio è stata introdotta una pompa di dosaggio del cloro per pulire le tubature ed eliminare il virus, mentre l’acqua è continuamente monitorata. Intanto il pm Esposito ha affidato una perizia a un infettivologo per capire la genesi della malattia nelle tre vittime.
(v.r)

Contaminata l'acqua delle tubature, si aggrava un contagiato

24 ottobre 2014, ore 9.44

La legionella viaggia nell’acqua, ma quale acqua è stata contaminata? È questa la domanda che si stanno ponendo nel milanese, dopo i sei casi diagnosticati negli ultimi giorni. Per essere sicuri bisognerà attendere le conferme dell’analisi dell’asl. Intanto si sa già che uno dei campionamenti effettuati dai tecnici dei servizi di sanità pubblica ha dato riscontro positivo.

La legionella c’è e una delle sei infezioni è avvenuta attraverso l’acqua della doccia, conferma Il Giornale. Ciò fa sospettare che anche gli altri casi possano avere la stessa origine, perché le residenze dei malati sono tutte concentrare nella stessa area tra via Ariosto e via Savino, tra via Roma, via Tagliabue. Si tratta di zona di Bresso a nord-est dal diametro di non più di 500 metri.

Mentre continuano le analisi e le persone si chiedono se possono bere l’acqua o devono tenere chiusi i rubinetti, si sono aggravate le condizioni di una donna colpita da batterio. È una signora anziana, esattamente come le altre persone e già con una salute abbastanza precaria. Ricordiamo che il primo morto da legionella aveva 78 anni: il batterio infatti potrebbe complicare una condizione respiratoria già compromessa. Tre contagiati, invece, stanno meglio e sono già stati dimessi.
(v.r)

Sei casi di Legionella a Bresso, un morto

23 ottobre 2014

Un’epidemia di legionella a Bresso. Nella piccola cittadina, alle porte di Milano, sono stati registrati circa 6 casi di legionella, in pochi giorni, in persone che hanno più di 70 anni. Dei sei contaminati, una persona è morta. I tecnici della Asl stanno prelevando campioni di acqua nelle case e nelle fontane pubbliche per verificare la carica batterica.

I sei anziani si sono presentati al Pronto soccorso con sintomi simili a quelli di un’infezione alle vie respiratorie: febbre alta, tosse e fatica a respirare. Immediatamente sono stati ricoverati negli Ospedali Niguarda, Sacco, Cinisello Balsamo e Multimedica con la diagnosi di legionella. È scattata di conseguenza la denuncia alle autorità sanitarie. Come si è immediatamente capito, le persone più a rischio sono gli anziani, ma anche le persone immunodepresse o con patologie croniche.

Sul sito del comune di Bresso, è stato pubblicato dal sindaco di Bresso, Ugo Vecchiarelli, un decalogo per contrastare e proteggersi dal batterio:

La legionella può colonizzare gli impianti idrici in alcune parti in cui l’acqua ristagna a lungo e nei punti terminali quando non si fa adeguata manutenzione, ad esempio nei soffioni delle docce incrostate da calcare.

Ogni anno nel nostro Paese sono circa 1.300 le persone che si ammalano. La malattia non si trasmette da persona a persona, ma respirando goccioline d’acqua infetta.
(v.r)

Foto | Pinterest

Via | Corriere

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