Quando la scienza è donna: il contributo alla ricerca di Rita Levi-Montalcini

Il suo lavoro, valso un Nobel e molti altri prestigiosi riconoscimenti, ha aperto ben più di una strada nel mondo della medicina. Ecco la storia di una donna simbolo dell'italico "popolo di scienziati"

“Un popolo di poeti di artisti di eroi, di santi di pensatori di scienziati, di navigatori di trasmigratori”. A ricordare le qualità degli Italiani che hanno scritto la storia del nostro paese non sono solo le parole scolpite sul palazzo della Civiltà Italiana a Roma, ma anche prestigiosi riconoscimenti internazionali, Nobel inclusi. In alcuni casi è proprio questo riconoscimento a far rimanere impressi nella mente alcuni nomi, come quello di Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 1986. Una donna che ha dato alla scienza e alla ricerca un contributo talmente fondamentale da essere stata nominata senatore a vita per i suoi meriti scientifici e sociali.

In realtà il Nobel e il titolo di senatore a vita sono solo alcuni dei riconoscimenti conferiti a Levi-Montalcini. A giustificarli sono le sue ricerche nell'ambito delle neuroscienze. Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1936, si iscrisse alla specializzazione in Neurologia e Psichiatria, ma le leggi razziali (Levi-Montalcini era ebrea) le impedirono di proseguire il suo percorso accademico in Italia, dove tornò solo nel 1940. L'impossibilità di interagire con il mondo ariano la costrinse a proseguire le sue ricerche in modo del tutto peculiare. “Ho deciso di costruire una piccola unità di ricerca a casa e l'ho messa in piedi nella mia camera da letto”, ha raccontato Levi-Montalcini in occasione dell'assegnazione del prestigioso premio conferito dall'Accademia svedese. Ed è proprio qui che hanno messo le radici gli studi sul fattore di crescita nervoso (il nerve growth factor, NGF) che le sono valse il Nobel condiviso con Stanley Cohen.

Solo al termine della Seconda Guerra Mondiale Levi-Montalcini ha ripreso la sua carriera universitaria. La svolta è arrivata con il trasferimento a St. Louis. “Gli eccellenti risultati della nostra ricerca mi hanno obbligata a posticipare il mio ritorno in Italia”. Qui, alla Washington University, studiò le complesse relazioni tra lo sviluppo nervoso e gli organi, arrivando ad ipotizzare l'esistenza di un fattore chimico, rilasciato da altre cellule, in grado di promuovere lo sviluppo delle cellule nervose, i neuroni. Approfondendo la sua tesi, presentata nel 1951 alla New York Academy of science, e grazie alla collaborazione con Cohen, Levi-Montalcini arrivò ad isolare l'NGF, proteina fondamentale per il differenziamento, la nutrizione e il movimento di alcuni specifici neuroni nel cervello e nel sistema nervoso periferico.

Era il 1954, e nel suo lavoro, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science, Levi-Montalcini descriveva il primo fra i fattori di crescita che oggi costituiscono un'intera classe di molecole. La motivazione dell'assegnazione del Nobel a Levi-Montalcini e Cohen è proprio “per la loro scoperta dei fattori di crescita”.

rita levi-montalcini contributo ricerca

In effetti il contributo di Levi-Montalcini alla ricerca si è esteso ben oltre l'ambito della neurobiologia: i fattori di crescita, molecole che giocano un importante ruolo nella divisione e nel differenziamento delle cellule, sono prodotti da molti tessuti di tipo diverso. Ne sono un esempio l'ormone della crescita fondamentale, come dice il suo stesso nome, per la crescita dell'organismo, l'epidermal growth factor che stimola la crescita delle cellule epiteliali e il platelet-derived growth factor, che invece promuove la crescita delle cellule muscolari e di quelle dei tessuti connettivi. Anche le citochine, molecole che vengono rilasciate da una cellula per regolare l'attività di un'altra cellula, possono agire come dei fattori di crescita.

Alterazioni della produzione e della regolazione di queste molecole sono coinvolte nella progressione delle malattie. Basta pensare al vascular endothelial growth factor, che spinge le cellule endoteliali a entrare nelle masse tumorali e a dare il via alla formazione dei vasi sanguigni che permettono al cancro di nutrirsi e “respirare”, rendendolo così più difficile da sconfiggere. D'altro canto, diversi fattori di crescita sono utilizzati in ambito terapeutico. L'eritropoietina, che stimola la crescita dei globuli rossi, è ad esempio utilizzata nel trattamento di alcune forme di anemia, mentre il granulocyte colony-stimulating factor e il granulocyte-macrophage colony-stimulating factor sono usati per stimolare la produzione di globuli bianchi nei pazienti oncologici.

Non solo neuroni, insomma. Levi-Montalcini, deceduta nel 2012 alla veneranda età di 103 anni, è destinata a lasciare ancora numerose impronte in molti diversi settori della medicina.

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.

Via | Nobelprize.org; Treccani; Encyclopaedia Britannica

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 4 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO