Global Trends 2014: la scienza vista dai cittadini (del mondo)

La più grande indagine statistica globale mai condotta ha provato a sondare le aspettative e i giudizi della popolazione mondiale connessa al web anche in tema di progresso scientifico e nuove tecnologie. Scopriamo cosa è emerso

Global-Trends-2014

Se per caso vi siete mai chiesti come si differenzi la percezione che l’impatto della scienza, del progresso scientifico e tecnologico abbia sui cittadini del mondo, allora leggete questo articolo perché la vostra curiosità sta per essere ampiamente soddisfatta.

La più grande ambiziosa indagine statistica globale condotta da IPSOS MORI nel settembre 2013, ha provato a sondare come l’eterogeneo campione si posizioni relativamente alle nuove tecnologie e ai progressi delle scienze, se si ritenga sufficientemente informato o meno e come questo modifichi la propria vita.

Le statistiche di Global Trends 2014 su Salute e Benessere

Le statistiche di Global Trends 2014 su Salute e Benessere

Il primo quesito posto dai sondaggisti in merito alle tematiche succitate, molto generico, è stato il seguente: “Quanto pensi di essere informato a proposito delle scienze e del progresso scientifico”?

IPSOS-1

I partecipanti hanno risposto in modo differente e in effetti, abbastanza sorprendente. Ad esempio, se i giapponesi si sono definiti insoddisfatti nella percentuale del 65% (risultando gli “ultimi in classifica”), gli indiani sono finiti primi con la percentuale di soddisfazione pari al 70%. E gli italiani? Metà e metà, ma i soddisfatti sorpassano di 1 punto percentuale gli insoddisfatti. Tra gli europei sono gli svedesi coloro che si sentono più preparati sui temi scientifici (58% di soddisfazione). Il trend generale, però, ci dice che tutti vorrebbero saperne, e "capirne", qualcosa di più.

Il secondo quesito proposto era, invece, piuttosto particolare, dato che verteva su cosa la gente pensi degli scopi perseguiti dagli scienziati, e dei mezzi utilizzati per farlo. Dal momento che spesso si “accusa” la scienza di procedere come un rullo compressore pur di raggiungere determinati risultati, senza considerare le possibili conseguenze e gli effetti collaterali, senza, insomma, rispettare un codice etico, si è provato ad indagare che percezione se ne abbia nelle varie aree del mondo.

IPSOS-2

Ebbene, italiani e russi (rispettivamente con percentuali del 63% e del 65%), sono i più preoccupati a proposito di queste tendenza “sportiva” della scienza e del progresso scientifico, al contrario dei giapponesi che invece al 42% non temono gli effetti di nuove sperimentazioni. Mediamente la popolazione mondiale si dichiara relativamente in ansia per le possibili conseguenze delle scelte effettuate dagli scienziati (52%), la tendenza, però, ci dice che la maggior parte del campione si pone il problema, anche, presumiamo, per affetto della globalizzazione delle informazioni che passano attraverso il web, e il desiderio di trasparenza emerge chiaramente.

La terza domanda proposta era il classico quesito da un milione di dollari: “La tecnologia migliora la qualità della vita”?

IPSOS-3

La risposta, in questo caso, è stata piuttosto omogenea in positivo (e non c'è di che stupirsi). Infatti tra i più ferventi estimatori del progresso tecnico-scientifico, ovvero i cinesi (87%), e gli ultimi, i giapponesi (57%), esiste un divario di 30 punti percentuali, ma in entrambi i casi gli ottimisti superano decisamente la metà del campione. Gli italiani che ritengono che la propria vita sia stata migliorata dalla tecnologia sono un buon 70%, del resto siamo anche uno dei Paesi europei in cui tutto ciò che sia tecnologico è un vero "oggetto del desiderio".

Infine, l'ultimo quesito era di segno esattamente contrario. Si sondava la percentuale di campione convinto che il progresso tecnologico fosse in grado di distruggere le proprie vite.

IPSOS-4

In questo caso è indicativo che a dimostrarsi particolarmente preoccupata in tal senso sia stata la popolazione di una nazione davvero molto progredita dal punto di vista tecnologico, ovvero la Corea del Sud, evidentemente in bilico tra una sorta di nostalgico ricordo di una vita più a misura d'uomo, dove la tradizione ricopriva un ruolo preciso e codificato, e la proiezione verso una società giovane futurista e futuribile.

L'Italia si pone, coerentemente con il quesito precedente, in posizione di ottimismo nei riguardi del progresso tecnologico, di cui ha paura solo il 39% del campione. I meno preoccupati di tutti sono gli svedesi, che, però, a fronte di una grande modernità, hanno saputo gestire con intelligenza il progresso del loro Paese, senza esserne fagocitati, senza snaturarsi.

Questa oculata e lungimirante politica non è, però, stata perseguita ovunque, ecco spiegato perché nazioni con una grande storia e una grande cultura, come il Brasile, la Turchia, la Cina o l'India, vivano con apprensione il rapido e incontrollabile progresso "tecnico" delle loro società, perché il rischio di perdere parte della propria identità di popolo, della propria memoria, è grande.


    Global Trends 2014 è l’elaborazione di un ampio sondaggio condotto da Ipsos MORI: oltre 16mila interviste condotte fra il 3 e il 17 settembre 2013, 20 paesi del mondo coinvolti, un “panel” statistico composto da un pubblico di cittadini e consumatori attivi sul web e fortemente connessi. Il progetto, molto ambizioso, fotografa lo stato dell’arte su una serie di comportamenti e tematiche di rilevanza mondiale (dall'ambiente alla salute, dall'attivismo politico ai brand). E si propone di lanciare il dibattito su quel che sarà in futuro.
Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 1 voto.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO