Metodo Stamina, ultime notizie: bloccate le attività di Vannoni in Georgia dal governo locale

Tutte le ultime notizie sul metodo Stamina di Davide Vannoni, utilizzato per lungo tempo come trattamento di cura compassionevole presso gli Spedali Civili di Brescia.

Davide Vannoni Metodo Stamina

Nuova battuta d’arresto per Davide Vannoni. La sua società non potrà operare in Georgia. A deciderlo è proprio il governo georgiano dopo avere ricevuto dall'Italia la documentazione richiesta sulla sua vicenda e sulle sue attività.

Lo scorso luglio si era diffusa la notizia che alcune famiglie e pazienti italiani che in passato avevano condotto la battaglia per utilizzare il metodo Stamina, si erano recati al Mardaleishvili Medical Centre di Tbilisi per effettuare le infusioni.

In Italia lo stop al metodo era arrivato dalle autorità giudiziarie e sanitarie, con due bocciature da parte di altrettanti comitati scientifici. Proprio questa documentazione ha portato il governo georgiano alla decisione di porre fine alle sue attività. La vicenda, lo scorso 15 novembre, era approdata sulla rivista scientifica Nature, in seguito anche alla notizia sulla nuova inchiesta avviata dalla Procura di Torino sulle attività di Vannoni nell'ex repubblica dell'Urss dove attività simili non sono un reato.

(v.r)

Vannoni avrebbe ripreso le attività in Georgia

22 novembre 2016

Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, proprio oggi, Davide Vannoni avrebbe ripreso le attività legate al metodo Stamina in Georgia, l’ex repubblica dell’Urss dove la pratica non è un reato. Il quotidiano riferisce che la notizia di una nuova inchiesta avviata dalla Procura di Torino che indaga su questo aspetto è arrivata sulle pagine di Nature, la rivista scientifica che nel luglio 2013 aveva dimostrato che il metodo si basava su dati errati ed era frutto di un plagio.

Attualmente la notizia non è stata ancora commentata dal diretto interessate. Il Corriere infatti ha inoltrato a Vannoni la possibilità di ribattere la notizia, attraverso il suo avvocato, Liborio Cataliotta, ma non è ancora arrivata alcuna risposta. Il legale avrebbe però sostenuto con Nature ci siano delle imprecisioni nella sentenza del procuratore Raffaele Guariniello:

«Il procuratore non aveva autorità di pronunciarsi su pratiche che in alcuni Paesi sono consentite».

Nature avrebbe inoltre lanciato l’allarme in particolare sui pericoli del “turismo delle staminali”. L’ex direttore dell’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani, si è così espresso:

«Non mi stupisce che la vicenda stia prendendo questa piega. […] Non si patteggia con chi ruba la speranza. […] governi e istituti di sanità pubblica dovrebbero fare di più per infor mare i pazienti».

(v.r)

Via | Corriere della Sera

Vannoni rifiuta di ricorrere in Cassazione

19 ottobre 2015

Davide Vannoni ha rinunciato al ricorso in Cassazione per il processo sulle cure sperimentali realizzate con cellule staminali, processo per il quale aveva già in precedenza patteggiato la pena di un anno e dieci mesi per associazione a delinquere e truffa. L'annuncio della sua decisione è stata data dai suoi avvocati, Liborio Cataliotti e Pasquale Scrivo:

E' la prova che per lui si tratta di un capitolo concluso e che l'esperienza del metodo Stamina in Italia è finita. Si tratta di una vicenda che lascia ancora molte ferite aperte, ma su cui dovrà giudicare la storia.

Parole che fanno capire che, con tutta la probabilità, la sperimentazione continuerà, anche se non in Italia:

all'estero, in Paesi dove le leggi lo permettono.

Un annuncio un po' particolare, visto che la rinuncia a proseguire il protocollo in Italia e all'estero era una delle condizioni base poste dalla pubblica accusa per poter concedere a Davide Vannoni il patteggiamento. Il fondatore della Stamina Foundation commenta così la decisione all'Adnkronos Salute:

Era un processo costruito sul nulla. E quindi speravo in un'assoluzione completa, non certo nella prescrizione. La questione francamente non mi interessa, mi sto occupando di altro.

Da Torino, invece, arriva la notizia che il giudice Roberto Arata, in udienza monocratica, ha previsto il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di Davide Vannoni, accusato in questo processo di tentata truffa ai danni della Regione Piemonte, per un contributo di 500mila euro prima concesso all'Associazione di Medicina Rigenerativa Onlus di Torino, che vedeva tra i suoi soci Vannoni, e poi revocato. Il giudice ha accolto la tesi della difesa, che sosteneva che il presunto tentativo di truffa si era consumato nel 2007, al momento della richiesta, e non nel 2008, come sostenuto dall'accusa che voleva una condanna ai due anni:

Eravamo convinti che il reato fosse ampiamente prescritto e che, comunque, Vannoni non avesse mai avuto intenzione di compiere alcun tentativo di truffa nei confronti della Regione Piemonte.

Queste le parole dei legali di Davide Vannoni.

(p.c.)

Via | Repubblica

Il trattamento Stamina è un metodo non scientifico

5 Giugno 2015

Sulle controversie del Metodo Stamina arriva la sentenza definitiva della Cassazione: la Sesta sezione penale guidata dal collegio del giudice Francesco Ippolito, con sentenza 24243, ha ufficialmente dichiarato che il trattamento Stamina è in realtà un metodo non scientifico e altamente pericoloso per la salute.

Nella sentenza si legge:

secondo la ricostruzione, oltre modo esauriente, del quadro della vigente normativa nazionale ed europea applicabile operata dal Tribunale di Torino, detto trattamento costituisce a tutti gli effetti un medicinale imperfetto, tale dovendosi ritenere, fra gli altri, quello non preparato secondo le rigorose prescrizioni scientifiche o secondo i precetti della tecnica farmaceutica, la cui somministrazione è considerata pericolosa dal legislatore a prescindere dai concreti effetti negativi o anche dall'assenza di effetti prodotti sulla salute dei pazienti, atteso che il pericolo non è requisito del fatto, ma la ratio stessa dell'incriminazione penale

La Cassazione ha di fatto confermato anche il sequestro delle cellule staminali per le infusioni che erano state requisite agli Spedali Civili di Brescia su richiesta del pm di Torino Raffaele Guariniello; l'Alta Corte ha dichiarato poi inammissibile sia il ricorso di Davide Vannoni, sia quelli di tredici familiari di malati che si erano sottoposti alle infusioni, che lo scorso 21 Aprile avevano richiesto il dissequestro delle staminali per le infusioni.

Dalla sentenza della Cassazione è emerso anche che in circa il 25% dei pazienti che si sono sottoposti alle infusioni del metodo Stamina si sono verificati

eventi avversi e nel 14% dei casi anche gravi. È stato riscontrato che numerosi pazienti hanno denunciato l’assenza di effetti benefici e, in taluni casi, il peggioramento delle condizioni di salute.

Pietra tombale definitiva sul controverso metodo Stamina di Davide Vannoni, almeno dal punto di vista giudiziario: per la comprensione a livello sociale e culturale, probabilmente, passerà ancora del tempo.

Via | Repubblica, Il Fatto Quotidiano

(ari g.)

Un anno e 10 mesi per Davide Vannoni


19 marzo 2015

Davide Vannoni

Un anno e 10 mesi per Davide Vannoni. Il gup Potito Giorgno ha infatti accolto la richiesta di patteggiamento dell'ideato del Metodo Stamina: Vannoni era accusato di diversi reati, come associazione a delinquere e truffa. Con il patteggiamento Vannoni non dovrà versare un risarcimento alle parti civili. Stessa scelta anche per altri quatttro imputati, tra i quali Marino Andolina, per il quale la sentenza prevista è di un anno e 9 mesi.

Sono stati rinviati a giudizio i quattro imputati degli Spedali Civili di Brescia, come l’ex direttore sanitario Ermanna Derelli (il processo si aprirà nel 2016), mentre sono stati condannati con giudizio abbreviato il direttore dell’Ires piemonte Marcello La Rosa (condanna a due anni e al risarcimento ad alcune delle parti civili, tra le quali alcuni famigliari di pazienti trattati con stamina) e Carlo Tomino, ex dirigente dell’Aifa (condanna a sei mesi e al pagamento di una multa di 5 mila euro per concorso nella somministrazione di farmaci imperfetti, oltre che al risarcimento danni per la Regione Lombardia, l'Ordine dei Medici di Torino e due famiglie che si sono costituite parte civile).

Raffaele Guariniello, procuratore del Tribunale di Torino, ha annunciato:

Ha trionfato la giustizia e anche la scienza.

Mentre Liborio Cataliotti e Pasquale Scrivo, legali di Davide Vannoni, hanno commentato:

La giustizia ha fatto il suo corso, ma la scienza ancora no. Ci sono studi in corso sulla medicina rigenerativa: il professor Vannoni confida in questi per avere un riscontro scientifico che dica che la terapia funzionava e funziona. Se ciò fosse non escludiamo un ricorso per ottenere una revisione di questo processo.

(p.c.)

Via | La Stampa

Elena Cattaneo sul Metodo Stamina

24 febbraio 2015

Interviene sul metodo Stamina anche Elena Cattaneo, senatrice a vita e professoressa direttrice del Laboratorio di Biologia delle Cellule Staminali e Farmacologia delle Malattie Neurodegenerative del Dipartimento di Bioscienze e fondatrice di UniStem, il Centro di Ricerche sulle Cellule Staminali dell’Università di Milano.

L'occasione è stata la consegna del Sigillo d'Ateneo a Urbino, prestigioso riconoscimento che le è stato conferito il 22 febbraio 2015 da Vilberto Stocchi, rettore dell'Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. La scienziata, famosa per la ricerca sul gene di Huntington, responsabile della omonima malattia neurodegenerativa, ha voluto parlare del caso Stamina.

La scienziata si chiede: C

ome è stato possibile un inganno del genere? Sarebbe bastato il decreto “Turco-Fazio” ad impedire la truffa. Come è possibile non ascoltare gli studiosi?

E ci dà una risposta molto precisa: ci sono state responsabilità che qualcuno ha voluto scrollarsi di dosso, a partire da programmi televisivi trash, giudici pietosi e politica populista.

La sofferenza dei malati non può scalfire la deontologia professionale. Ciascuno nel caso Stamina ha deragliato dalla propria deontologia, ma deve essere chiaro che somministrare un inganno ad un paziente non è compassionevole.

Elena Cattaneo

(p.c.)

Foto | da Pinterest di amor sacamor

Via | Ilrestodelcarlino

Le proposte del Senato per impedire nuove truffe

20 febbraio 2015

Il Senato ha ideato un decalogo con proposte per evitare nuove truffe in futuro, per evitare che si verifichino in Italia altri casi Stamina: 10 proposte che fanno parte di un testo che è stato redatto dai senatori e che è stato presentato dal relatore Luigi D'Ambrosio Lettieri. Un testo che vuole fare chiarezza per evitare che in futuro non ci siano casi come quelli accaduti per Stamina, con pazienti e opinioni pubblica letteralmente persi tra sentenze che approvavano il metodo e sentenze che di fatto decretavano l'esatto opposto.

Il testo ideato dalla Commissione Sanità del Senato, dopo la conclusione dell'indagine conoscitiva sul caso Stamina, ad esempio, propone l'abrogazione del decreto Balduzzi, che di fatto aveva autorizzato la sperimentazione del metodo Stamina di Davide Vannoni, ma anche l'introduzione di regole più ferree per evitare che i minori e la loro immagine e le loro storie vengano usati e sfruttati in televisione.

La proposta prevede anche una revisione del decreto Turco-Fazio sulle cure compassionevoli, passo che è già stato fatto dal ministro Beatrice Lorenzin, ma anche l'introduzione in Italia dello standard di Daubert, utilizzato dalla Corte Suprema Statunitense e la creazione di una rete territoriale di assistenza e di supporto informativo per i malati, iniziative di comunicazione istituzionale, il rafforzamento dell'autonomia dei comitati etici per le sperimentazioni negli ospedali.

Occorre predisporre proposte legislative per intervenire sui provvedimenti giudiziari che autorizzano trattamenti terapeutici di non comprovata efficacia.

Ma nel testo si leggono anche altre proposto, come quella di far partecipare obbligatoriamente nei giudizi il Pm, il quale può proporre tutti i mezzi di impugnazione previsti da Codice di procedura civile. E nel caso i giudici abbiano già autorizzato, spetterà al Ministro della Salute e l'Autorità Sanitaria competente impugnare eventuali sentenze, in qualunque momento.

(p.c.)

Via | LaStampa

Negato il patteggiamento a Marino Andolina

04 febbraio 2014

Raffaele Guariniello, procuratore di Torino, ha negato la richiesta di patteggiamento avanzata da Marino Andolina, braccio destro di Davide Vannoni nel metodo Stamina. Dopo aver accolto nei giorni scorsi la richiesta dello stesso presidente di Stamina Foundation, che ha preferito patteggiare (con la delusione di tutti gli ex pazienti che lo hanno denunciato, che parlano di un atto ingiusto che non darà loro giustizia), ecco che al suo principale collaboratore viene invece negata la possibilità.

Proprio come avevano fatto Davide Vannoni e altre persone implicate nel processo, anche Marino Andolina, imputato insieme al presidente di Stamina Foundation e ad altre persone per associazione a delinquee e truffa, aveva chiesto il patteggiamento all'udienza preliminare. Lo stesso Andolina in un post su Facebook dei giorni scorsi aveva specificato che la richiesta di patteggiare non doveva essere vista come un ripudio del metodo Stamina, dicendosi anche pronto a sostenere le famiglie che volevano fare un ricorso contro il Ministero della Salute, che ha di fatto bocciato il trattamento dopo aver ascoltato il parere di una seconda commissione scientifica (dopo che anche la prima commissione lo aveva di fatto bocciato).

Il pm Guariniello si è detto favorevole alla richiesta di patteggiamento di Vannoni, perché alla base della stessa c'era proprio l'impegno a ritirare il ricorso contro la decisione del ministero e l'impegno a cessare ogni attività di Stamina, cosa che, invece, a quanto pare Marino Andolina non intende fare. Per questi motivi il pm ha rifiutato la sua richiesta.

(p.c.)

Via | La Stampa

La procura di Torino accetta la richiesta di patteggiamento

28 gennaio 2015

Davide Vannoni, nel processo di Torino che lo vede coinvolto, ha richiesto il patteggiamento. E la Procura del capoluogo piemontese ha dato il suo ok: nella giornata di ieri il presidente di Stamina Foundation ha presentato ufficialmente la richiesta di patteggiare un anno e 10 mesi in occasione dell'udienza preliminare che si è svolta a Torino per il caso Stamina.

La proposta di Davide Vannoni è stata accolta e accettata dal Pm Raffaele Guariniello, che si occupa del caso. Secondo quanto espresso dai legali di Vannoni, il pm ha dato il suo parere positivo tramite un documento nel quale si sottolinea che il ritiro del ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento del Comitato Scientifico che ha bocciato la terapia Stamina elimina ogni possibile dubbio sul rischio di reiterazione del reato.

Se il giudice accoglierà la richiesta, Vannoni potrà ottenere la sospensione condizionale e la non menzione della pena. Sulla sua pagina Facebook Davide annoni ha postato un link che rimanda ad un articolo che sottolinea come il patteggiamento, secondo la Cassazione, non possa essere considerato una condanna. Ecco cosa si legge nel suo post affidato al suo profilo personale di Facebook:

Tanto per chiarire le idee ai giustizialisti e ai superficialotti del diritto (in primis diversi giornalisti).


Il prossimo 18 marzo 2015 si terrà una nuova udienza: 13 gli imputati coinvolti, sei dei quali, Vannoni compreso, hanno chiesto di patteggiare le loro pene e pare che un settimo imputato potrebbe procedere allo stesso modo. Due persone, invece, hanno scelto di farsi giudicare con rito abbreviato, mentre altri quattro continueranno con una procedura ordinaria.

(p.c.)

Via | RaiNews

Lo sfogo di un ex paziente: "Se chiede il patteggiamento è un'ingiustizia"

26 gennaio 2015

Dopo la richiesta di patteggiamento da parte di Davide Vannoni nel processo che lo vede protagonista a Torino, uno dei suoi ex pazienti si sfoga, sottolineando che se davvero dovesse patteggiare non ci sarebbe giustizia. A parlare è la "vittima numero 52", che sfogandosi sottolinea come in Italia finisca sempre così, senza giustizia, con anni di parole e accuse, che si concludono senza nemmeno un giorno di carcere.

Carmine Vona è stato uno dei primi ex pazienti a denunciare Davide Vannoni, dopo aver provato il Metodo Stamina. Lui stesso si era reso disponibile per testimoniare al processo, ma oggi la richiesta di patteggiamento lo ha deluso molto:

Aspettavo di testimoniare da più di cinque anni. Da quando Vannoni insisteva nel chiedermi soldi, nonostante mi avesse quasi ammazzato con quelle iniezioni assurde. Volevo rivederlo in Tribunale, guardarlo negli occhi. Spiegare come era andate esattamente le cose a San Marino, nel centro estetico dove mi avevano portato. E invece...

E invece il processo potrebbe chiudersi con un patteggiamento. Imputato e Procura di Torino avrebbero trovato l'accordo per 1 anno e 10 mesi di pena, fine di ogni attività in Italia e all'estero e rinuncia di ricorso al Tar. Una delusione per tutti gli ex pazienti che lo hanno denunciato:

Io avrei voluto vederlo in carcere. Mi ha usato come una cavia. Non mi piace che finisca tutto con un patteggiamento. Ma voglio ringraziare lo stesso Guariniello e i carabinieri del Nas, almeno la verità è venuta fuori. Non eravamo noi i matti... Erano loro nel torto: loro che usavano i bambini per impietosire la gente e farsi pubblicità. Però...

Stessa delusione che si legge nelle parole di Beatrice Lorenzin:

Vannoni non farà neanche un giorno ai domiciliari. Il risarcimento morale nei confronti delle decine di migliaia di persone che sono state illuse così non c’è.

Del resto è la giustizia italiana a funzionare così: in caso di patteggiamento, se la condanna non supera i due anni viene sospesa l'esecuzione della stessa (per cinque anni in caso di delitti e per due anni in caso di contravvenzioni); al termine, se il condannato non ha commesso altri reati della stessa indole, il reato si estingue e quindi nessuna esecuzione della pena (nel caso di Vannoni per esecuzione della pena si intende andare in carcere).

(p.c.)

Via | LaStampa

Sì al patteggiamento, ma solo interrompendo le attività anche all'estero

24 gennaio 2015

La Procura di Torino non ha aspettato molto a rispondere alla richiesta di patteggiamento avanzata da Davide Vannoni, ideatore del metodo Stamina imputato nell'ambito dell'inchiesta che sembra sia destinato a far letteralmente affondare la sua Stamina Foundation. Stando a quanto riportato dalla stampa "fonti vicine alla Procura di Torino" avrebbero fatto sapere che perché la richiesta di patteggiamento sia accettata sarebbe indispensabile l'interruzione delle attività di Stamina anche all'estero.

La Procura del capoluogo piemontese si appellerebbe all'articolo 9 comma 1 del codice penale, secondo cui la reiterazione del reato all'estero - che avverrebbe nel caso in cui Stamina Foundation proseguisse le sue attività al di fuori dell'Italia - bloccherebbe la sospensione condizionale della pena patteggiata. In altre parole, porterebbe all'arresto del condannato. Sembra però che il giudice dell'udienza preliminare, Potito Giorgio, potrebbe non pronunciarsi martedì a proposito del patteggiamento di Vannoni. Nel caso bisognerebbe aspettare prima di sapere qual sarà il destino delle attività di Stamina Foundation.

Quella di Vannoni è solo una delle sei richieste di patteggiamento avanzate nelle ultime settimane dagli imputati del caso Stamina. Fra di esse è inclusa anche quella di Erica Molino, biologa collaboratrice di Stamina Foundation il cui nome è balzato alla ribalta delle cronache durante i mesi in cui le infusioni effettuate agli Spedali Civili di Brescia hanno occupato le pagine delle testate giornalistiche e i servizi televisivi.

Qualunque sarà l'epilogo di questa vicenda, sembra che il nuovo decreto ministeriale firmato da Beatrice Lorenzin, titolare del dicastero della Salute, lo scorso giovedì eviterà che in futuro si ripetano situazioni simili. Come ha infatti spiegato Luca Pani, direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco,

la nuova normativa definisce in maniera molto chiara i requisiti e le caratteristiche necessarie per preparare e somministrare i medicinali per le terapie avanzate in casi che si collocano al di fuori dell'ambito delle sperimentazioni cliniche.

I pazienti da oggi dispongono di uno strumento che tutela la loro salute e farà in modo che l'Italia sia perfettamente allineata in questo settore alle normative europee, mettendo finalmente alle nostre spalle vicende tristemente note, come il caso Stamina.

(s.s.)

Via | Ansa; Agi

Vannoni chiede il patteggiamento

23 gennaio 2015 ore 15:25

Davide Vannoni ha chiesto il patteggiamento. La richiesta avanzata dai legali sarebbe una condanna a 1 anno e 10 mesi. In cambio il presidente di Stamina Foundation si impegnerebbe a ritirare il ricorso presentato al Tar del Lazio contro il Ministero della Salute e a cessare le sue attività in Italia.

Vannoni è uno dei 13 imputati nel processo in corso a Torino sulle attività della fondazione che ha portato il cosiddetto metodo Stamina negli ospedali italiani. Poche settimane fa il pm Raffaele Guariniello, responsabile delle indagini, ha presentato un dossier su quello che è ormai noto come "caso Stamina". Circa novanta pagine, quelle presentate dal pubblico ministero, che raccolgono gli indizi raccolti dai Nas, i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma dei Carabinieri. Al suo interno si parlerebbe di "inefficacia e insicurezza" del metodo proposto da Vannoni con la sua Stamina Foundation.

In particolare, dall'esame condotto dall'Agenzia italiana del farmaco sulle cartelle cliniche dei pazienti trattati secondo il metodo Stamina presso gli Spedali Civili di Brescia non sarebbe emerso nessun miglioramento significativo della salute dei pazienti a seguito delle infusioni, ma non finisce qui. Accanto ai pareri autorevoli secondo cui quella proposta dalla Stamina Foundation non sarebbe né una cura né un trattamento ad aggravare l'accusa si aggiungo i sospetti di plagio delle testimonianze sulla presunta efficacia del trattamento. La procura sospetta infatti che una video-intervista rilasciata da un paziente di Vannoni, che afferma di essere guarito dalla psoriasi grazie al metodo Stamina, sarebbe il risultato di una manipolazione. Infatti è vero che lo stato di salute dell'uomo è migliorato, ma dopo aver assunto farmaci specifici ed essere stato in cura presso specialisti dermatologi.

Ora, con quello che ha tutta l'aria di voler essere un colpo di spugna, Vannoni sembra intenzionato ad uscire dalla situazione che si è creata limitando al massimo i danni. E come fino ad oggi i ricorsi al Tar sono stati l'arma di Stamina per superare le barriere poste dalle autorità sanitarie, sembra che ora Vannoni stia cercando di utilizzare la stessa arma per tirarsi fuori da questa situazione.

(s.s.)

Via | Ansa

Paola Binetti, "Bene il decreto, ma governo pensi all'assistenza essenziale dei pazienti"

23 gennaio 2015 ore 14:00

fratelli biviano

Paola Binetti, deputata Udc del gruppo parlamentare Area Popolare, interviene in merito al recente decreto ministeriali sulle cure compassionevoli, volto ad evitare che in futuro si possa verificare un nuovo caso Stamina. La politica ricorda l'importanza di questo decreto, ma sottolinea anche che il governo deve impegnarsi a garantire l'assistenza essenziale a tutti i pazienti e alle loro famiglie:

Il decreto ministeriale contro le truffe sulle terapie avanzate è un tassello fondamentale per ribadire 'Mai più casi Stamina!'. Vorremmo tuttavia leggere presto in questo mosaico anche la parola 'lieto fine' sulla concreta garanzia da parte del governo sui livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria ai pazienti e alle loro famiglie. Il mio pensiero va in particolare ai fratelli Biviano, che da 530 giorni vivono in tenda in condizioni estreme nonostante le difficili condizioni di salute davanti a piazza Montecitorio: sono ancora in attesa di una risposta dalle istituzioni dopo essersi visti sbattere la porta in faccia sia dalla Regione Siciliana che dal sindaco del loro paese.

La deputata cita il caso dei Fratelli Biviano, due fratelli malati di distrofia muscolare che dal 13 luglio del 2013 vivono dentro una tenda davanti al Parlamento Italiano, in segno di protesta contro il Governo che ha bloccato il metodo Stamina e le cure in corso.

Loro sono lì per chiedere di poter accedere alle cure compassionevoli e permettere che lo stesso possano fare tanti bambini affetti da malattie rare:

Ed oggi siamo qua... In Piazza Montecitorio a Roma, davanti al Parlamento, in una tenda blu, dal 23 luglio 2013, per chiedere accesso alle cure compassionevoli col metodo stamina, e non solo per noi, ma per tutti. Vogliamo solo vivere.....

Proprio a inizio anno, i due fratelli sono stati ricoverati in ospedale.

Foto | pagina Facebook Fratelli Biviano

(p.c.)

Vannoni rinuncia al ricorso, dal governo un nuovo decreto sulle cure compassionevoli

22 gennaio 2015

Il governo ha recentemente ideato un decreto per poter regolamentare al meglio le cure compassionevoli, impedendo di fatto che si possa verificare in Italia un altro caso Stamina. Secondo quanto emerge da questo testo, infatti, ogni nuovo trattamento dovrà passare l'approvazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco, l'Aifa.

La notizia di questo decreto arriva proprio nelle ore in cui si apprende che Davide Vannoni, di fronte al Tar del Lazio, ha di fatto rinunciato al ricorso contro l'ultimo decreto Lorenzin, che bloccava la sperimentazione del suo medoto Stamina: una scelta che porterà quasi sicuramente ad un patteggiamento al processo di Torino.

Il provvedimento è stato firmato da Beatrice Lorenzin, ministro della salute, e di fatto manda in pensione il Decreto Turco sulle cure compassionevoli. Le terapie dovranno essere autorizzate caso per caso e non per categorie di pazienti, come è accaduto per il metodo Stamina di Davide Vannoni.

Lo stesso ministro commenta così il nuovo decreto:

Il decreto metterà i pazienti al riparo da possibili truffe e speculazioni, come purtroppo avvenuto in occasione della vicenda Stamina.

E aggiunge poi che la domanda di autorizzazione da inviare all'Aifa dovrà indicare

tutti i dati di sicurezza ed efficacia provenienti da sperimentazioni cliniche eventualmente disponibili

e dovrà anche riportare il

fondamento razionale proposto

(p.c.)

Via | LaStampa

Il processo verso il patteggiamento

14 gennaio 2015

Sembra quella del patteggiamento la strada che la maggior parte dei 13 imputati nel processo Stamina intendono proseguire. La possibilità di scegliere di patteggiare, inizialmente annunciata in via ufficiosa da uno dei medici coinvolti, Roberto Ferro, sarebbe stata dichiarata oggi durante l'udienza preliminare anche dall'avvocato della biologa Erica Molino. E anche i legali di Davide Vannoni. Liborio Cataliotti e Pasquale Scrivo, avrebbero lasciato a intendere che il presidente di Stamina Foundation potrebbe scegliere di percorrere la stessa strada.

Un processo è una cosa che evolve

avrebbero dichiarato gli avvocati

e non escludiamo nulla.

Gianfranco Merizzi, presidente di Medestea, azienda balzata alle cronache proprio per i rapporti con Stamina Foundation, sarebbe invece intenzionato a chiedere il rito abbreviato.

Nel corso dell'udienza gli avvocati di Vannoni sono stati gli ultimi a parlare.

Ci sono diverse valutazioni da fare

avrebbero spiegato i legali.

Abbiamo chiesto di essere gli ultimi a parlare perché la posizione di Vannoni è la più delicata e le scelte degli altri imputati possono essere determinanti.

(s.s.)

Via | Repubblica Torino; Arezzo Web/Adnkronos

L'ospedale di Brescia sapeva che Vannoni era indagato

09 gennaio 2014

stamina brescia

Gli Spedali Civili di Brescia sapevano, quando hanno iniziato a utilizzare il Metodo Stamina come trattamento di cure compassionevoli, che Davide Vannoni era sotto inchiesta giudiziaria a Torino. E' quello che emerge da una serie di mail che sono stata lette dal pubblico ministero, convinto che l'ospedale bresciano fosse a conoscenza del fatto che il presidente di Stamina Foundation fosse sotto inchiesta.

Gli ospedali ne erano a conoscenza dal settembre 2011, da poco prima che la struttura ospedaliera bresciana firmasse la convenzione con Davide Vannoni per poter utilizzare il suo trattamento come cura compassionevole e non dal maggio del 2012, quando lo stop dell'Aifa informò in merito all'attività giuridicamente e scientificamente border line della Fondazione ideata da Davide Vannoni.

Le mail che testimonierebbero questo fatto fanno parte della relazione finale che il gennaio scorso il procuratore di Torino, Raffaelle Guariniello, ha presentato per poter chiedere il rinvio a giudizio dei 12 indagati di questa inchiesta. Lo scambio di mail è stato consegnato alla Procura di Torno dalla dottoressa Frida Fagandini, che attualmente è la direttrice sanitaria del Civile di Brescia: la corrispondenza è stata trovata in una cartella chiamata "Staminali" nell'account mail prima utilizzato dalla dottoressa Ermanna Derelli. In questa cartella si trovano mail a partire dal giugno del 2011 e fino al 2012, quando l'Aifa ha bloccato le infusioni.

Secondo Guariniello, in un paio di mail ci sarebbe la dimostrazione che i funzionari dell'ospedale sapessero e che avrebbero comunque deciso di partecipare al progetto, nonostante i reati all'epoca contestati a Davide Vannoni. In una mail del 19 settembre 2011 è contenuto un pezzo del Corriere della Sera in cui si parlava proprio dell'inchiesta torinese a carico di Vannoni. I funzionari, dunque, ne erano a conoscenza.

(p.c.)

Via | Corriere

Foto | da Pinterest di surgilcaps

Il processo rimane a Torino

7 gennaio 2014

Una richiesta di patteggiamento e una di rito abbreviato: sono le richieste di due degli indagati nell'ambito del processo Stamina, che in base alle decisioni del giudice dell'udienza preliminare Potito Giorgio rimarrà a Torino anche se dell'accusa di peculato a carico di Marino Andolina, stretto collaboratore della Stamina Foundation, si occuperanno d'ora in poi i giudici di Trieste.

La decisione è stata presa questa mattina durante un'udienza che ha visto respingere le richieste di spostare l'intero processo nella città friulana, dove Andolina ha prestato servizio presso l'ospedale Burlo Garofolo, o a Brescia, sede del laboratorio sequestrato nel corso delle indagini.

(s.s.)

Ritirato l'unico articolo scientifico pubblicato

11 dicembre 2014

Marino Andolina, autore dell'unico paper scientifico pubblicato e inerente al Metodo Stamina e alle cure con cellule staminali alle quali era stato sottoposto un paziente, ha deciso di ritirare il suo pezzo. Il pediatra, vice presidente della Stamina Foundation, indagato insieme al fondatore, Davide Vannoni, ha infatti deciso di ritirare l'articolo che era stato pubblicato sulla rivista coreana International Journal of Stem Cell, perché privo di fondamenti scientifici.

L'articolo parlava del caso di un paziente che era stato sottoposto a infusioni di cellule staminali mesenchimali, secondo il protocollo del metodo Stamina. Di solito gli articoli non si basano su un solo caso e su un solo paziente, ma riportano più testimonianze. Il racconto delle infusioni ad un solo paziente, dunque, secondo gli standard scientifici non ha praticamente valore.

Dopo la decisione del Ministero della Salute di fermare le sperimentazioni del Metodo Stamina (dopo la bocciatura del metodo stesso da parte di due diversi comitati scientifici, che hanno parlato di scarsa efficacia e di poca sicurezza, oltre che di poca chiarezza) e dopo le parole della Consulta, approvate anche dall'Agenzia Italiana per il Farmaco, riguardanti la necessità che anche cure compassionevoli come quelle proposte da Davide Vannoni siano verificate dalle istituzioni scientifiche preposte, per la Stamina Foundation arriva un altro duro colpo. L'articolo sarebbe stato ritirato dallo stesso autore.

(p.c.)

Via | Wired

L'Aifa soddisfatta della bocciatura della Consulta

10 dicembre 2014

L'Aifa, l'Agenzia Italiana del Farmaco, si dice soddisfatta per le dichiarazioni espresse dalla Consulta in merito al Metodo Stamina e alle decisioni sulle scelte terapeutiche che devono basarsi esclusivamente su prove scientifiche. Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale del metodo di cura compassionevole di Davide Vannoni, anche Sergio Pecorelli e Luca Pani, presidente e direttore dell'Aifa, esprimono soddisfazione per le parole dei giudici, che sottolineano che senza la validazione scientifica dell'Aifa i costi delle cure non possono essere a carico del servizio sanitario natzionale.

La Consulta, infatti, ha stabilito che le istituzioni e gli organismi che devono esprimersi in materia di cure a livello nazionale sono assolutamente essenziali e ha invitato i giudici a non entrare in ambiti che richiedono approfondimenti scientifici e non valutazioni discrezionali e politiche.

L'Aifa commenta così la decisione presa dai giudici della Consulta:

Con la sua insindacabile decisione la Corte ha infatti ribadito quanto aveva già espresso sin dal tempo della questione «Di Bella», le scelte terapeutiche debbano essere preventivamente e scientificamente sperimentate e validate.

L'Aifa, poi, sottolinea come sia importante riconoscere

l’incessante lavoro della Procura della Repubblica di Torino e di alcuni magistrati che hanno compreso sin da subito i reali interessi che hanno alimentato la vicenda e che, purtroppo, non sono mai stati finalizzati a curare persone sfortunate affette da malattie ancora incurabili.

(p.c.)

Via | Corriere

Consulta, "le decisioni sulle scelte terapeutiche si basino su prove scientifiche"

La Consulta si è espressa in merito alla questione dello stop alle terapie che si basano sul metodo Stamina di Davide Vannoni, sottolineando che le decisioni vanno prese con prove scientifiche e non seguendo la "discrezionalità politica del legislatore".

06 dicembre 2014

La Corte Costituzionale ha depositato la sentenza n 274, con relatore il giudice Mario Rosario Morelli: la Consulta è intervenuta in merito alle questioni di legittimità costituzionale sull'articolo 2 del decreto 24 del 2013, il famoso decreto Balduzzi, dal Tribunale di Taranto, dopo che una paziente aveva intentato una causa per potersi sottoporre al trattamento Stamina. Il tribunale di Taranto aveva riscontrato delle disparità, dal momento che le cure continuavano per chi le aveva già iniziate, ma non potevano essere proposte a nuove pazienti. Secono i giudici una sospetta violazione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione.

La Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata la questione, sottolineando che le decisioni legate alle scelte terapeutiche e alla loro appropriatezza non devono nascere da valutazioni di mera discrezionalità politica del legislatore che le prende, quanto piuttosto essere verificate e prese seguendo valutazioni fondate su conoscenze scientifiche ed evidenti prove sperimentali, tramite istituzioni e organismi nazionali e sovranazionali che sono deputati proprio a questo scopo.

Secondo quanto riportato dalla Consulta, il decreto Balduzzi è intervenuto in un contesto anomalo, in un momento in cui erano già stati avviati dei trattamenti con il Metodo Stamina per iniziativa di diversi giudici. Questa norma

ha parzialmente derogato ai principi di cui sopra ed ha preferito seguire principi di continuità terapeutica ed esigenze di non interferenza con provvedimenti dell'autorità giudiziaria,

garantendo

la prosecuzione dei trattamenti con cellule staminali già 'avviati' o già ordinati da singoli giudici.

Estendere la deroga, però, sarebbe irragionevole, anche alla luce del blocco della sperimentazione decisa dal Ministero della Salute. Secondo la Consulta, dunque,

non trova giustificazione una deroga al principio di doverosa cautela nella validazione e somministrazione di nuovi farmaci.

(p.c.)

Via | Ansa

Sul web una campagna a favore delle infusioni

09 novembre 2014

Metodo Stamina

E' stata lanciata da un gruppo di famiglie di pazienti che hanno ricevuto le infusioni agli Spedali Civili di Brescia la campagna web a favore del metodo Stamina che ruota attorno all'hashtag #quattrocento. L'obiettivo è ricordare il numero delle infusioni effettuate senza effetti collaterali.

Il no alla sperimentazione è però ormai definitivo: la Stamina Foundation si è già vista trasmettere il decreto ministeriale che lo ha stabilito proprio a seguito del parere negativo unanime del Comitato scientifico preposto, secondo cui a impedire l'avvio della sperimentazione è la mancanza di opportune condizioni,

con particolare riferimento alla sicurezza del paziente.

Non resta che attendere di scoprire se la vicenda proseguirà come preannunciato da Davide Vannoni, che nei giorni scorsi ha dichiarato alla stampa l'intenzione di ricorrere al Tar

con i nuovi dati emersi.

(s.s.)

Via | quiBrescia.it; Ansa

Ezio Belleri, agli Spedali Civili di Brescia “nulla si muoverà”

07 novembre 2014

Dopo lo stop del Ministero della Salute alle sperimentazioni sul Metodo Stamina, scelta presa dopo il rapporto del secondo comitato scientifico formato per analizzare la situazione, e dopo le dichiarazioni di Davide Vannoni, che sottolinea come la sua Fondazione ricorrerà nuovamente al Tar, parla Ezio Belleri, direttore generale degli Spedali Civili di Brescia, dove fino a poco tempo fa veniva somministrato ai pazienti il Metodo Stamina.

Il direttore della struttura bresciano sottolinea come la decisione del Ministero sia un passaggio molto importante, anche se per gli Spedali Civici di Brescia non cambia poi molto sul piano operativo. Il decreto, di fatto, non modifica lo stato delle cose attuale, perché nella struttura le decisioni prese dai magistrati sono in vigore e gli operatori rimangono comunque fermi solo per effetto del sequestro delle cellule Stamina. Nulla cambierà fino a quando la situazione non verrà sbloccata.

Belleri ricorda, però, che il parere negativo espresso dal secondo comitato scientifico e il decreto del ministero hanno una ripercussione importante.

I nostri operatori che ad aprile avevano deciso di non somministrare più il trattamento Stamina in attesa della pronuncia del pool di esperti, sicuramente ne dovranno tener conto

nel caso in cui una nuova ordinanza pro infusioni venisse rilasciata.

Belleri sottolinea che gli Spedali Civili di Brescia non hanno ancora visionato il testo del comitato e nemmeno il decreto:

Desumiamo da quanto emerso e dalle decisioni prese a livello nazionale che si parli dell’assenza di basi scientifiche a supporto del metodo Stamina e vorremmo capire anche il passaggio sulla sicurezza per i pazienti. Confidiamo di poter consultare i due atti.

Via | Corriere

(p.c.)

Stop del Ministero alla sperimentazione

06 novembre 2014

Il Ministero della Salute, attraverso un decreto, ha dato lo stop alla sperimentazione del Metodo Stamina. Vannoni ha già dichiarato che si rivolgerà nuovamente al Tar.

Il ministero della salute ha emesso un decreto che chiude definitivamente la sperimentazione del Metodo Stamina: dopo le indagini condotte dal nuovo comitato scientifico, che aveva espresso conclusioni negative sul protocollo presentato da Davide Vannoni, il ministero ha attuato un provvedimento che dà di fatto lo stop alle sperimentazioni. Il decreto ministeriale è già stato trasmesso alla Stamina Foundation.

Il comitato scientifico ha di fatto bocciato il metodo Stamina, sottolineando che non esistono le giuste condizioni per poter permettere alla sperimentazione di prendere il via con particolare riferimento alla sicurezza del paziente. Ma Davide Vannoni non ci sta e annuncia che ricorrerà al Tar presentando i nuovi dati emersi e sarà nuovamente il tribunale a doversi pronunciare. Secondo il fondatore di Stamina le conclusioni del comitato sarebbero ridicole, dal momento che non ci sono valutazioni scientifiche e non sono state rispettate le indicazioni date precedentemente dal Tar, dopo la bocciatura del metodo da parte del primo comitato.

Il ricorso

è già aperto; a questo punto aggiungeremo nuove motivazioni, adducendo il dato che nessuno dei requisiti richiesti dal Tribunale amministrativo è stato eseguito, a partire dal doveroso confronto con i biologi di Stamina in merito alla valutazione scientifica del metodo e alle caratteristiche del prodotto cellulare.

Vannoni sottolinea, poi, che il Tar

aveva infatti lasciato in sospeso il giudizio di merito, attendendo l'attività del secondo comitato, il cui scopo doveva essere il disegno della sperimentazione e non una valutazione nel merito.

E dal momento che le direttive del Tar, secondo il fondatore di Stamina, non sono state seguite, la sua organizzazione si rivolgerà nuovamente ai giudici per fare chiarezza.

(p.c.)

Via | Ansa

Confermato il sequestro di cellule e apparecchiature dagli Spedali Civici di Brescia

01 ottobre 2014

Il Gup di Torino ha confermato il sequestro, decretato lo scorso agosto negli Spedali Civici di Brescia, di tutte le cellule e di tutte le apparecchiature utilizzate per le cure con il metodo Stamina di Vannoni.

Nel mese di agosto, su richiesta della Procura di Torino, era stato richiesto il sequestro di cellule e apparecchiature per il trattamento dei pazienti con il Metodo Stamina, presso gli Spedali Civici di Brescia. Il 20 settembre scorso, il Tribunale del Riesame aveva dichiarato la propria incompatibilità funzionale a decidere in merito al sequestro, passando la parola al Gup di Torino.

Oggi, il Gup di Torino Giorgio Potito ha confermato il sequestro: a nulla è valso il ricorso presentato da una dozzina di famiglie di pazienti malati che erano in cura proprio presso l'ospedale bresciano, con il tanto contestato metodo Stamina ideato da Davide Vannoni. Rimangono così sotto sequestro le cellule e le apparecchiature utilizzate e già prelevate un mese fa dai carabinieri del Nas, su richiesta del pm Raffaele Guariniello e i malati che erano sotto trattamento non potranno accedere a queste cure.

Il prossimo 4 novembre, poi, davanti allo stesso giudice arriveranno le persone indagate per il metodo Stamina, tra i quali proprio il presidente della Stamina Foundation, Davide Vannoni. Per lui e altri 12 indagati Raffaele Guariniello aveva chiesto il rinvio a giudizio: tra loro anche quattro medici degli Spedai Civili, dove attualmente le infusioni sui pazienti in trattamento sono ferme.

(p.c.)

Via | Ansa

Metodo Stamina, a Brescia riprendono le infusioni

22 luglio 2014

Sono riprese le infusioni imposte dai giudici nei mesi scorsi, da effettuare presso gli Spedali Civili di Brescia. Alcuni medici si sono detti disponibili ad effettuare i trattamenti, mentre il problema ora potrebbero essere gli infermieri, dal momento che Stefano Bazzana, presidente dell'Associazione Infermieri Professionali ha sottolineato che

l’adesione volontaria all’attuazione di pratiche non validate scientificamente cambia radicalmente la posizione degli infermieri coinvolti con conseguenti responsabilità professionali e deontologiche.

La scelta di aderire violerebbe il codice deontologico confliggendo con la posizione della professione e con il paradigma etico di non sottoporre il paziente a cure futili.

(p.c.)

Richiesto il rinvio a giudizio per Vannoni

16 luglio 2014

Raffaele Guariniello, sostituto procuratore di Torino, ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente di Stamina Foundation e per altre 12 persone, con reati contestati quali associazione a delinquere e truffa. Stralciate le posizioni di altri 7 indagati, i biologi Klimenko Vyacheslav e Olena Scheghelska, Luigi Bistagnino, Mauro Delendi, Gabriele Tomasoni, Giuseppe Mauriello Romanazzi.

(p.c.)

Beatrice Lorenzin riceve i malati

1 luglio 2014

I malati che si affidano al Metodo Stamina hanno chiesto un confronto con il Ministero della Salute. Beatrice Lorenzin ha incontrato una delegazione di sei persone, ma Marco e Sandro Biviano, a capo di questa battaglia, si sono detti insoddisfatti, visto che il ministro, secondo loro, continua a scambiare la sperimentazione clinica con le cure compassionevoli.

(p.c.)

L'Aifa avvertì la FDA sulla possibilità di spaccio di cellule staminali

30 giugno 2014

Secondo quanto riportato recentemente, pare che nello scorso mese di gennaio Luca Pani, direttore dell'Aifa, aveva allertato la FDA, la Food and Drug Administration, in merito al un possibile spaccio transatlantico di cellule staminali. La lettera porterebbe la data del 22 gennaio 2014. Tra i destinatari, oltre al commissario della FDA Margaret Hamburg, anche il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il generale del NAS Cosimo Piccinno.

(p.c.)

Metodo Stamina bocciato dalla Corte di Strasburgo

28 maggio 2014

La Corte di Strasburgo ha bocciato di fatto il Metodo Stamina, sottolineando che non consentire le infusioni di cellule staminali non costituirebbe una violazione dei diritti del malato. Questa la risposta al ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo da parte del papà di una paziente affetta da una grave malattia cerebrale degenerativa, la leucodistrofia metacromatica, alla quale il Tribunale di Udine ha negato le terapie.

(p.c.)

Appello della Regione Lombardia: si cercano medici per le infusioni

6 maggio 2014

Nella giornata di ieri gli Spedali Civili di Brescia non ha iniziato nuovamente a praticare le infusioni ai pazienti, seguendo il metodo Stamina. E le famiglie dei pazienti in attesa hanno protestato davanti alla struttura. Ezio Belleri, direttore dell'ospedale, ha sottolineato che non è possibile ricominciare le cure per diversi motivi, primo tra tutti la non disponibilità dei medici ad effettuare i trattamenti. Mario Mantovani, assessore alla Salute alla Regione Lombardia, ha annunciato l'appello della Regione per trovare nuovi medici disponibili.

(p.c.)

20 indagati per truffa

23 aprile 2014

Dopo 3 mesi, l'inchiesta della Procura di Torino sul Metodo Stamina ha portato alla richiesta di iscrizione nel registro degli indagati per 20 persone, tra le quali anche Davide Vannoni. Insieme a lui anche il suo vice, neurologi, biologi e 8 medici degli Spedali di Brescia e persino un membro dell'Aifa. Le accuse sono di associazione per delinquere aggravata e finalizzata alla truffa, esercizio abusivo della professione medica e violazione delle norme della privacy.

(p.c.)

I medici degli Spedali Civili interrompono i trattamenti

2 aprile 2014

I medici degli Spedali Civili di Brescia hanno annunciato che non somministreranno più cellule staminali secondo il protocollo del Metodo Stamina. Ad annunciarlo è stato Ezio Belleri, commissario straordinario dell'Azienda Ospedaliera. I trattamenti, in realtà, non vengono efettuati da un paio di mesi, da quando si è scoperto che una biologa che lavorava nei laboratori non era regolarmente iscritta all'albo.

(p.c.)

Metodo Stamina, biologa non iscritta all'albo

12 febbraio 2014

E' scandalo intorno al Metodo Stamina e agli Spedali Civili di Brescia dopo la scoperta di una biologa che lavorava senza essere regolarmente iscritta all'albo. Si tratta di Erica Molino, che secondo Davide Vannoni era in via di regolarizzazione. Ezio Belleri, commissario straordinario della struttura, ha allora deciso di sospendere le infusioni.

(p.c.)

Davide Vannoni rinviato a giudizio per tentata truffa

7 febbraio 2014

Davide Vannoni è stato rinviato a giudizio per truffa, nel contro il fondatore di Stamina Foundation avrebbe cercato di attuare contro la Regione Piemonte nel 2007, per farsi assegnare 500mila euro dalla giunta per aprire un laboratorio dedicato al Metodo Stamina. Davide Vannoni è stato rinviato a giudizio e alla vigilia del processo la sua Stamina Foundation è stata tolta dall'elenco delle Onlus.

(p.c.)

Metodo Stamina, il direttore dell'Aifa "rischi per la salute pubblica"

30 gennaio 2014

Luca Pani, direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco, sottolinea che il metodo potrebbero provocare altissimi rischi per la salute pubblica.

Tra le varie infusioni è trascorso diverso tempo, di alcuni pazienti non si hanno più notizie, nelle cartelle alcuni dati sono oscurati e in molti casi i pazienti non si sono sottoposti ai controlli e alle valutazioni dei medici di Brescia.

(p.c.)

Vannoni potrebbe portare le cure all'estero

20 gennaio 2014

Davide Vannoni potrebbe trasferire il Metodo Stamina all'estero, probabilmente a Capo Verde, dove i pazienti potranno andare per ricevere le cure del suo protocollo. I pazienti si sono costituiti in cooperativa, dal momento che le liste d'attesa sono molto lunghe presso gli Spedali Civili di Brescia.

(p.c.)

Ministero nomina nuovo Comitato Scientifico

28 dicembre 2013

Beatrice Lorenzin, ministro della salute, ha scelto i componenti del nuovo Comitato Scientifico che dovrà pronunciarsi in merito alla sperimentazione del Metodo Stamina, dopo la sospensione del Tar del Lazio della nomina del primo gruppo di esperti, che si è già pronunciato a sfavore del metodo. Il presidente sarà Mauro Ferrari.

(p.c.)

Genitori denunciano Vannoni

19 dicembre 2013

Una famiglia ha denunciato alla Procura di Torino Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, per frutta: si tratta dei genitori di una bambina di 11 anni affetta da paralisi cerebrale infantile, che nel 2009 hanno speso 40mila euro per provare a curarla, senza risultato, come raccontato dalla mamma.

(p.c.)

Metodo Stamina non contiene cellule staminali

19 dicembre 2013

Il metodo Stamina non utilizza cellule staminali: questo è quello che emerge dal rapporto dei Nas e del Comitato Ministeriale di esperti che è stato chiamato ad analizzare il protocollo stamina usato per curare malattie rare.

(p.c.)

Il Ministero nominerà un nuovo comitato scientifico

7 dicembre 2013

Il Ministero della Salute nominerà un nuovo Comitato scientifico per poter valutare se il Metodo Stamina è valido o meno, come reso noto dal Ministero stesso: l'Avvocatura dello Stato potrebbe impugnare la sentenza del Tar del Lazio che ha sospeso il decreto di nomina della commissione che in prima battuta aveva già bocciato i protocolli di Davide Vannoni.

(p.c.)

Davide Vannoni presenta i risultati dei trattamenti

24 ottobre 2013

Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, e il suo vice Marino Andolina presentano a Roma i primi risultati del tanto discusso metodo Stamina: 34 pazienti sono stati sottoposti al trattamento, alcuni dei quali sono nelle fasi iniziali del trattamento, mentre altri pazienti hanno completato il ciclo previsto.

(p.c.)

Metodo Stamina, la sperimentazione non può proseguire

10 ottobre 2013

La sperimentazione sul Metodo Stamina non si farà, come sottolineato in una conferenza stampa dallo stesso Ministero della Salute, che afferma che la sperimentazione non potrà essere proseguita. La decisione è già stata comunicata alla Stamina Foundation e le reazioni non si sono fatte attendere, dal momento che le associazioni di pazienti che attendono le infusioni hanno annunciato di voler denunciare Beatrice Lorenzin.

(p.c.)

Vannoni deposita il ricorso al Tar

27 settembre 2013

Davide Vannoni ha depositato al Tar del Lazio un ricorso amministrativo contro il comitato scientifico che ha analizzato i protocolli del Metodo Stamina, emettendo parere negativo. Il Ministro deve ancora pronunciarsi sul parere del comitato, che non è vincolante, dal momento che l'ultima parola spetta a Beatrice Lorenzin.

(p.c.)

No alla pubblicazione del protocollo Stamina

12 agosto 2013

In seguito alla richiesta di 20 scienziati italiani di pubblicare i contenuti del materiale consegnato il primo agosto da Davide Vannoni all'Istituto Superiore di Sanità con i protocolli del Metodo Stamina, il Ministero ha risposto che la pubblicazione non può avvenire. Il protocollo elaborato e messo a disposizione dovrà essere utilizzato solo nell'ambito della sperimentazione promossa dal Ministero.

(p.c.)

Scienziati chiedono la pubblicazione del protocollo Stamina

6 agosto 2013

Andrea Ballabio, Paolo Bianco, Andrea Biondi, Elena Cattaneo, Daniele Condorelli, Giulio Cossu, Michele De Luca, Pier Paolo Di Fiore, Fabio Facchetti, Luigi Frati, Silvio Garattini, Martino Introna, Luigi Notarangelo, Piergiuseppe Pelicci, Graziella Pellegrini, Vincenzo Perciavalle, Alessandro Rambaldi, Carlo Alberto Redi, Ferdinando Rossi e Fulvia Sinatra, 20 scienziati italiani, hanno chiesto trasparenza sul protocollo consegnato da Davide Vannoni all'ISS e ne chiedono la pubblicazione.

(p.c.)

Davide Vannoni consegna i protocolli all'ISS

1 agosto 2013

Davide Vannoni ha consegnato i protocolli del Metodo Stamina all'Istituto Superiore di Sanità, come richiesto, per far chiarezza e trasparenza su quanto è contenuto nelle infusioni già fatte ad alcuni pazienti. E' notizia di oggi anche l'apertura della Regione Sicilia al metodo di Davide Vannoni, come sottolineato da Pietro Crisafulli, vicepresidente del Movimento Vite Sospese.

(p.c.)

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