Il reflusso gastroesofageo: i sintomi e la cura

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo comune provocato dalla risalita verso l'esofago di materiale semidigerito proveniente dallo stomaco. Vediamo perché ciò accade e quali sono le terapie adeguate



Quando il cibo normalmente presente nello stomaco in fase digestiva “risale” verso l’esofago, provocando rigurgiti acidi e irritando la delicata mucosa esofagea per l’azione corrosiva dei succhi gastrici, si parla di reflusso gastroesofageo.

Questa patologia, piuttosto comune e diffusa sia tra gli uomini che tra le donne, ha diverse cause e fattori predisponenti, ma anche se di per sé non grave, quando trascurata potrebbe degenerare in esofagite cronica (esofago di Barret) e favorire lo sviluppo di pericolose neoplasie maligne.

Reflusso-gastroesofageo

Per capire di che disturbo stiamo parlando dobbiamo partire dall’anatomia dell’esofago e dal suo funzionamento. L’esofago si situa nella regione toracica, davanti alla colonna vertebrale e dal punto di vista anatomico è un condotto tubulare costituito di tessuto membranoso e muscolare, rivestito di mucosa, lungo circa 25 cm e largo 3 cm nell’adulto, che dalla faringe conduce allo stomaco.

Suo compito è quello di fra giungere alla cavità gastrica i bocconi di cibo e le bevande. Quando non si mangia, però, esofago e stomaco sono separati da una valvola chiamata cardias, che si apre solo, in automatico, per fare scendere il bolo alimentare verso lo stomaco e poi si richiude immediatamente.

La mucosa dell’esofago, infatti, non è biologicamente programmata per resistere all’azione irritativa degli acidi gastrici, perché non dovrebbe mai venirne a contatto se non sporadicamente. Ma quando il rigurgito, ovvero il reflusso di cibo imbevuto di succhi digestivi avviene quotidianamente, alla fine si crea l’esofagite, l’infiammazione della muscosa esofagea, con sintomi come:


  • Bruciore nella regione epigastrica con irradiamento retrosternale
  • Dolore nella parte superiore dell’addome
  • Difficoltà digestive

  • Acidità di stomaco
  • Deglutizione dolorosa (odinofagia), causata dall’irritazione delle mucose dell’esofago provocata dagli acidi digestivi
  • Difficoltà nella deglutizione (disfagia)


  • Piccoli rigurgiti acidi che si verificano soprattutto di notte, senza che la persona se ne renda conto (tanto da trovare le tracce sul cuscino al risveglio)

Tra le cause del reflusso troviamo difetti meccanici e mala occlusione del cardias, spesso associati a ernia iatale, ma soprattutto abitudini alimentari sbagliate (con frequenza di pasti troppo abbondanti a base di cibi fritti, acidi o grassi che aumentano la produzione di succhi gastrici), fumo, alcool, tendenza a mangiare in fretta, obesità e sedentarietà.

Le terapie per risolvere il reflusso gastroesofageo sono diverse. Si parte dalla dieta, ad esempio facendo pasti leggeri e più frequenti, senza abbondare eccessivamente nella quantità delle portate e delle porzioni, ed evitando cibi che stuzzichino la produzione di succhi gastrici tra cui: bevande alcoliche, caramelle e gomme da masticare, caffè e tè a stomaco vuoto, cioccolato, tutti i fritti.

Dal momento che i rigurgiti acidi si verificano spesso di notte, è poi utile dormire con la testa sollevata di almeno 20 cm, e non andare a letto subito dopo cena. Anche ridurre il ricorso ai farmaci antinfiammatori da banco, e smettere di fumare sono passi importanti per alleviare il reflusso acido. Occasionalmente, in caso di attacchi acuti e sintomi molto fastidiosi come acidità e bruciore, si possono assumere farmaci anti acido e inibitori della pompa protonica, ma senza esagerare o assumerli per tempi prolungati.

Infine, di recente è stato trovato un nuovo rimedio che risolve il problema “meccanico” all’origine del reflusso: un anello magnetico da applicare nella zona del cardias. Si tratta di un metodo sperimentale ancora non disponibile ma, a quanto pare, davvero efficace e risolutivo.

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Foto| via Pinterest

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