La mononucleosi in gravidanza è pericolosa? I sintomi e la cura

La mononucleosi è una malattia infettiva molto contagiosa che si può contrarre anche in gravidanza. Vediamo se ci sono rischi per mamme e feto, e come intervenire


La mononucleosi, o malattia del bacio, è una tipica infezione virale dell’infanzia (dopo i 6 anni) e dell’adolescenza, ma può facilmente colpire anche persone più adulte.

Le donne in gravidanza ad esempio, possono essere contagiate dal virus di Hepstein-Barr (della famiglia degli herpes virus) che causa l'infezione, anche senza rendersene conto, perché un molti casi, e specialmente negli adulti, la malattia è del tutto o quasi asintomatica.
USA, New Jersey, Jersey City, Doctor talking to teenage girl (16-17)


La mononucleosi si trasmette attraverso le prime vie aeree e lo scambio di fluidi corporei, tra cui la saliva (ecco perché la mononucleosi vien anche definita malattia del bacio), o il contatto diretto con persone infette, e i tempi di incubazione sono piuttosto lunghi, dai 30 ai 50 giorni circa. Quando ci sono, i sintomi principali della mononucleosi sono i seguenti:


  • Ingrossamento dei linfonodi (soprattutto quelli del collo)
  • Stanchezza, spossatezza
  • Ingrossamento della milza (splenomegalia)
  • Talvolta febbre
  • Dolori alle articolazioni
  • Cefalea


  • Brividi
  • Mal di gola (faringite) con formazione di placche biancastre sulle tonsille
  • Aumento del numero dei globuli bianchi nel sangue, in particolare dei linfociti (rilevabile tramite un test del sangue)

In condizioni normali, questa comune infezione, anche contratta durante la gravidanza, non desta preoccupazioni, e non necessita di terapie specifiche se non quelle sintomatologiche (da valutare con il medico per evitare conseguenze per il feto). In buona sostanza, dato che il malessere può durare anche un mese), la cura migliore è il riposo a letto (tanto più importante in gravidanza), e tanta pazienza, perché il sistema immunitario riesce a neutralizzare il virus da solo.

Tuttavia, su questa generale innocuità del virus Hepstein-Barr della mononucleosi non si può, purtroppo, contare sempre. In alcuni casi, una forma congenita della malattia, associata alla presenza del ben più pericoloso (in gravidanza), Citomegalovirus nel corpo materno, può nuocere gravemente alla salute del feto.

Il Citomegalovirus – che ha la caratteristica di restare latente nell’organismo e di riattivarsi diventando infettivo in seguito a condizioni particolari - può trasformare la mononucleosi in una patologia acuta e grave che vien trasmessa al feto.

Il bambino dopo la nascita potrebbe perciò manifestare importanti deficit, anche a distanza di anni, come sordità progressiva, disturbi alla vista o al sistema nervoso. Per questa ragione, anche se non è obbligatorio, si consiglia alle future mamme di effettuare sempre il test per il Citomegalovirus, per precauzione e ridurre i rischi legati alle sue complicanze, e anche quello per la mononucleosi.

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Foto| via Pinterest

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