Depressione, rischi maggiori per chi usa la prima persona singolare

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"Io, io, io", più rischi di depressione per chi usa troppo la prima persona singolare? Ecco i risultati di un recente studio

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Utilizzare troppo spesso pronomi personali al singolare indica maggiore possibilità di depressione. A renderlo noto sarebbe stato uno studio condotto dai ricercatori tedeschi dell’Università di Kassel e pubblicato sulle pagine della rivista “Journal of Research in Personality“, che attraverso attente analisi, sarebbero giunti a questa interessante conclusione. Secondo quanto riportato, pare che a denotare maggiori possibilità di presenza di uno stato di depressione e di problemi nelle relazioni interpersonali sarebbero dunque coloro che usano più spesso pronomi personali come ‘io’, ‘me’, ‘me stesso’, rispetto invece a chi utilizza pronomi come “noi”. Ma in quale modo si sarebbe giunti a una conclusione del genere?

I ricercatori fanno sapere che dalle analisi condotte su un campione di 103 donne e 15 uomini (99 dei quali avrebbero avuto in passato dei problemi alimentari e degli stati di ansia) sarebbe emerso che chi utilizzava maggiormente questo tipo di pronomi personali, avrebbe presentato anche più alti livelli di disagio, che poteva esprimersi anche in quello che dai ricercatori viene definito come “stile invadente“.

 

In sostanza si tratta della tendenza a cercare perennemente l’attenzione altrui, l’incapacità di rimanere soli e un’apertura inappropriata ed eccessiva nei confronti del prossimo.

 

A dire la sua in merito a tali risultati è stata la ricercatrice tedesca Johannes Zimmermann, secondo cui “l’utilizzo frequente del pronome di prima persona singolare evidenzia il sé come entità distinta, mentre usare la prima persona plurale sottolinea il suo radicamento in relazioni sociali“.

 

via | Agi

Foto | da Pinterest di Madame Austin

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