Meningite: sintomi, incubazione e contagio

La meningite è una infiammazione delle meningi cerebrali molto pericolosa. Vediamo come riconoscerne i sintomi

Meningite-sintomi.jpgLa meningite è una patologia infiammatoria molto grave, di origine virale o, nei casi più drammatici e pericolosi per la vita di chi ne sia colpito, batterica. Ne sono più spesso vittime i bambini e gli adolescenti, sia perché più esposti al contagio, e poi perché il loro sistema immunitario è ancora immaturo rispetto a quello di un individuo adulto in buona salute.


In ogni caso, questa infezione può colpire a tutte le età, ed è molto importante individuarne i primi sintomi in modo da agire tempestivamente, soprattutto in caso di meningite batterica fulminante. Vediamo i segni che ci possono mettere in allarme.

Intanto, dal punto di vista medico cos'è la meningite? Una infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono il nostro cervello e il midollo spinale. Semplicemente da questo dato possiamo renderci di conto delle possibili conseguenze nefaste che questo tipo di infezione può determinare, se non curata subito e bene. I sintomi che ci devono mettere in allarme, soprattutto quando si manifestino in bambini molto piccoli che non possono esprimere a parole il proprio malessere, sono:



  • Febbre molto alta (anche oltre i 40°)

  • Nausea e vomito

  • Mal di testa molto forte e rigidità della parte posteriore del collo

  • Convulsioni febbrili

  • Alterazione dello stato di coscienza

  • Talvolta eruzione cutanea di piccole macchioline rossastre


Questo tipo di sintomatologia riguarda molti tipi di meningite, ma se quella di natura virale (causata da herpes virus o da enterovirus e definita asettica), oltre ad essere la più diffusa è anche quella più "benigna" (si risolve in una settimana circa), la variante batterica è molto pericolosa.


In poche ore può portare a danni cerebrali permanenti se non, addirittura, alla morte. Sono circa 800 i casi all'anno di meningite batterica, la maggior parte dei casi interessati sono i minori. I batteri che possono provocare questa infiammazione delle meningi cerebrali sono sostanzailmente tre: il Menigococco (il più pericoloso, contro il quale da poco è stato messo a punto un vaccino), il Pneumococco, e infine l'Emofilo per il quale, però, è disponibile un vaccino fin dagli anni novanta, cosa che ha permesso di debellarlo quasi del tutto.


La meningite da Meningococco si trasmette da persona a persona per via aerea (quindi con goccioline di saliva), proprio come una comune influenza o un raffreddore. Stesso percorso di trasmissione per lo Pneumococco, il quale può determinare anche altre malattie gravi come la polmonite, e i tempi di incubazione variano molto, talvolta il batterio può rimanere latente nelle mucose del naso o della gola per molto tempo, anche settimane, e poi evolvere in meningite in tempi brevissimi. Che fare di fronte ad una sintomatologia come quella appena vista? Recarsi subito al pronto soccorso. Il medico stabilirà la natura della meningite attraverso un'analisi del liquido cerebrospinale e poi interverrà, in caso di infezione batterica, con la terapia antibiotica adeguata. In questi casi la tempestività dell'intervento può davvero salvare una vita.


 


 


 


Foto| di spcbrass per Flickr

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