Apnea notturna: le cause, i sintomi e le cure migliori

Disturbo insidioso, l'apnea notturna può avere conseguenze dannose per la salute. Vediamo come scoprirla e curarla

Apnea-notturna.jpgL'apnea notturna, la cui definizione corretta è "sindrome delle apnee ostruttive del sonno" (Osas) rientra all'interno della eterogenea famiglia dei disturbi del sonno - come l'insonnia, il sonnambulismo o il bruxismo (l'abitudine a digrignare i denti durante il riposo) - e tra queste è la più insidiosa.


Le conseguenze della mancata ossigenazione in alcuni momenti del sonno possono, alla lunga, produrre degli scompensi a livello cardiaco, ecco perché è importante rendersi conto tempestivamente del problema e affrontarlo con le cure giuste.

Quali sono i sintomi dell'apnea notturna? In genere la persona che ne soffre non si rende conto di smettere di respirare in molti momenti della notte, naturalmente, mentre è più facile che chi ci dorma insieme (in genere il coniuge), rimanga a vegliarla preoccupata che possa addirittura soffocare. In realtà proprio questo pericolo non esiste, nel senso che l'apnea dura pochi secondi e poi il soggetto "recupera" con un gran sospirone. Tuttavia, esistono dei campanelli d'allarme anche durante la veglia. Ad esempio: vi sentite sempre stanchi come se non aveste dormito bene o il vostro sonno fosse stato di cattiva qualità? Avete attacchi di sonnolenza diurna spesso e volentieri?


Quando vi alzate avete una "brutta cera", siete pallidi, avvertite un cerchio alla testa e avete le borse sotto gli occhi? Vi rendete conto di aver russato? Siete in sovrappeso, oppure obesi, avete problemi al naso come il setto deviato, adenoidi, tonsille ingrossate o polipi che rendono la respirazione supina difficoltosa? Allora, potete essere a rischio di soffrire di apnea notturna perché queste sono anche le cause più probabili del disturbo, così come l'assunzione di alcuni farmaci, problemi della tiroide e anche il troppo fumo.


Durante il sonno di una persona affetta da Osas, accade che il cuore venga sottoposto a notevole sforzo, tanto che durante le crisi di apnea si innalza la pressione arteriosa e si può verificare anche tachicardia. Anni di notti di questo tipo possono affaticare l'apparato cardiocircolatorio, soprattutto se poi il soggetto (percentualmente i più colpiti sono gli uomini adulti di mezza età) ha anche un sovrappeso importante, e predisporre ad attacchi di cuore e ictus nei casi più estremi. Prima di giungere a questo, però possiamo correre ai ripari. Per diagnosticare un caso di Osas ci si può anche avvalere di un macchinario che si chiama polisonnografo, che monitorando il sonno del paziente riesce a rilevare tutte le possibile forme di apnea, dalla più lieve a quella più importante.


Una volta giunti ad una diagnosi, per curare questo disturbo si dovrà agire sulle cause: rimuovere gli ostacoli meccanici alla respirazione in caso di problemi al naso (adenoidi, polipi, deviazione del setto), dimagrire per i soggetti con sovrappeso o obesità, smettere di fumare e, nel frattempo, avvalersi dell'applicazione di uno strumento nasale chiamato CPAP che consente una ventilazione meccanica. Importante anche l'igiene del sonno: evitare l'alcool prima di andare e dormire, non fumare, non consumare pasti troppo abbondanti e indigesti poco prima di coricarsi, andare a letto non troppo tardi e sempre alla stessa ora. Se sospettate di soffrire di apnea notturna la prima cosa da fare è quella di parlarne con il vostro medico e farvi prescrivere una visita specialistica da un neurologo.


 


 


Foto| Flickr

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