Steve Jobs si dimette: peggiorano le sue condizioni di salute

Steve Jobs lascia l'incarico di a.d. a Tim Cook: quali sono le sue reali condizioni di salute?

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Steve Jobs non è più il CEO della Apple ma ha lasciato l'incarico a Tim Cook che - riporta Alessandro Pignatelli su High Tech 2.0 - già svolgeva di fatto le mansioni da amministratore delegato dal 17 gennaio scorso, quando Jobs si mise in aspettativa per colpa di una forma rara di cancro al pancreas.


E' stato Steve Jobs stesso a comunicare la sua decisione al Consiglio d'amministrazione con una lettera:


"Ho sempre detto che se mai fosse venuto un giorno in cui non avrei più potuto svolgere i miei doveri e compiti come a.d. di Apple, sarei stato il primo a farvelo sapere. Purtroppo, quel giorno è arrivato". 


Ma come sta realmente il fondatore della Apple?

Steve Jobs sta combattendo da sette anni contro un rara forma di cancro al pancreas e ha subìto un trapianto di fegato nel 2009.


A tale proposito Valeria Sirabella riporta su Messainscena:


"Quando gli era stato diagnosticato per la prima volta il tumore al pancreas, un anno prima, il medico gli aveva dato pochi mesi di vita. Prima di scoprire che quella particolare forma di tumore fosse curabile, Jobs aveva dovuto convivere con la certezza di essere in punto di morte. Sulla base di quell'esperienza, avendo una cognizione più concreta di cosa significhi la morte."


Negli ultimi anni, però, le sue condizioni di salute sono peggiorate, come dimostrano le foto scattate lo scorso febbraio all'ingresso del Centro Oncologico di Stanford (dove si curava anche Patrick Swayze).


E del resto, come sostiene l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, è una delle forme di neoplasia più difficili da curare, in quanto va a colpire un organo strettamente collegato con gli altri organi dell'addome.


Una piccola percentuale di malati di tumore del pancreas viene identificata quando il tumore è ancora localizzato e viene dunque sottoposta a un'asportazione chirurgica che ha qualche probabilità di successo, anche se l'intervento è complicato e gravato da molti rischi. I risultati migliori si ottengono nei centri specializzati nella cura di questi tumori dove ogni anno vengono eseguiti un alto numero di interventi di questo tipo.


Purtroppo queste operazioni, molto impegnative, sono associate a una mortalità che può arrivare al 10 per cento e comunque non sono sempre possibili, dato che la malattia si diffonde con rapidità.

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