Glucosammina contro il mal d'ossa

Figura di scheletro con articolazioni infiammate La glucosammina è il trattamento nutriterapico d'elezione per le osteoartriti, ed è oggi uno dei supplementi nutrizionali più richiesti per il suo alto tasso di successo, confermato da numerosi studi.


E' un aminozucchero (deriva dal glucosio e glutammina) naturalmente presente nell'organismo necessario alla sintesi di molte importanti macromolecole, come le glicoproteine, i glicolipidi, i mucopolisaccaridi.


Queste macromolecole sono componenti di numerosi tessuti nel tratto digestivo, respiratorio, in alcune strutture dell'occhio, del sangue, delle valvole cardiache oltre che, in larga misura, nel liquido sinoviale, nei tendini, nei legamenti e nelle articolazioni.


A livello osseo viene utilizzata per la biosintesi dell'acido ialuronico del liquido sinoviale e dei proteoglicani della sostanza fondamentale della cartilagine articolare.


Le articolazioni sane producono da sole una sufficiente quantità di glucosammina, ma quando la capacità di produzione endogena di glucosammina viene meno, il corpo perde anche la capacità di produrre cartilagine, con il risultato che le ossa, non più protette dai cuscini cartilaginei, iniziano a sfregare le une contro le altre, generando infiammazione e dolore.


La reintegrazione nutrizionale glucosammina ha dimostrato non solo di far regredire la degenerazione osteoarticolare[1], ma addirittura, in studi clinici controllati, di attenuare il dolore e aumentare la mobilità articolare in misura superiore ai farmaci, e senza nessuno degli effetti collaterali di questi ultimi.[2]


Un ottimale assorbimento si ha con la glucosammina solfato che è la più utilizzata nel trattamento delle osteoartrosi.


L'azione della glucosammina viene massimamente potenziata quando è associata alla condroitina e a protonutrimenti dall'ampio spettro vitaminico e minerale come la microalga Klamath.


Un'eccellente formulazione a base di glucosammina, condroitiina e Klamath.


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1. Brooks P. et al., Journal of Rheumatology, 1982; 9: 3-5.  Bucci L., Nutrition report, 1996; 14 (1): 8.
2. Tapadinhas M., et al. Pharmatherapeutica, 1982; 3(3):157.


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