Klamath e insulina

ciotole con zucchero Tra le funzioni principali svolte dall'insulina nel metabolismo glicidico c'è la trasformazione degli zuccheri in energia (glicogeno) e quella di immagazzinare gli zuccheri (carboidrati) in eccesso - quando non possono più essere trasformati direttamente in energia - in riserve di grasso.


L'uso eccessivo e prolungato di zuccheri e carboidrati raffinati nel corso degli anni può condurre a uno squilibrio cronico del metabolismo insulinico, sviluppando una "resistenza metabolica" che ostacola la produzione di glicogeno e aumenta invece quella dei grassi.


Assieme ad opportuni accorgimenti dietetici l'uso regolare dell'alga Klamath mette a disposizione dell'organismo tutta una serie di nutrienti essenziali (acidi grassi, aminoacidi, vitamine, oligoelementi) che agiscono sul riequilibrio del metabolismo insulinico, favoriscono la riduzione dell'appetito e delle voglie di zuccheri, e facilitano anche lo smaltimento dei grassi accumulati.


Oltre all'esperienza diretta dei consumatori, anche gli studi hanno confermato che la Klamath promuove una migliore digestione dei carboidrati e contribuisce alla riduzione dei livelli di glucosio nel plasma.[1] Può essere quindi un ottimo coadiuvante nelle terapie di patologie con alterazioni dei valori glicemici, come diabete e obesità.


L'azione di attivazione e regolazione del metabolismo glicidico svolta dalla Klamath viene ulteriormente completata e potenziata dall'associazione con enzimi di origine fungale e altri nutraceutici come il cromo polinicotinato.


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[1] Kushak, R., et al., Effect of algae Aphanizomenon Flos Aquae on digestive enzyme activity and polyunsaturated fatty acids level in blood plasma, in Gastroenterology, 1999, 116:A559.


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