Microalghe Klamath: proprietà e studi

Klamath al microscopioGli effetti nutriterapici della Klamath derivano dall’insieme dei suoi numerosi nutrienti, e soprattutto dallo loro perfetta sinergia, che ne sviluppa esponenzialmente le proprietà di ciascuno.

La ricerca scientifica ha ormai stabilito in maniera chiara che per stare in salute occorre assumere non tanto grandi quantità di uno o pochi nutrienti, quanto piuttosto un ampio spettro nutrizionale, se possibile da fonti naturali.

L'ulteriore vantaggio della Klamath è quello di essere una microalga selvatica.

I guaritori di tutte le culture tradizionali hanno sempre preferito utilizzare cibi e piante selvatiche raccolte sulle montagne. Le piante selvatiche hanno più forza vitale e dunque più resistenza agli attacchi esterni. Gli insetti preferiscono gli alimenti coltivati a quelli selvatici e, analogamente, agenti patogeni come parassiti, virus e batteri che infettano il corpo umano penetrano più difficilmente in ambienti nutriti da cibi selvatici.

I benefici più comuni sperimentati da chi consuma regolarmente le Klamath vanno dall’aumento dell’energia e della vitalità fisica ad una maggiore lucidità mentale; dalla diminuzione dello stress a veri e propri effetti antidepressivi; da un significativo potenziamento del sistema immunitario alla normalizzazione del metabolismo dei grassi; dalla regolarizzazione del peso ad un evidente ringiovanimento della pelle e di tutto l’organismo; dal miglioramento delle neuropatie a quello delle epatiti.

Da alcuni anni, importanti centri universitari nordamericani ed europei hanno iniziato a  promuovere ricerche scientifiche mirate, che hanno confermato i benefici riportati e approfondito gli effetti protettivi e preventivi dell'alga.

Questi studi hanno dimostrato che la Klamath è probabilmente il più potente immunoregolatore; che essa riesce a ridurre in misura significativa i tassi di colesterolo e trigliceridi; che può accelerare la guarigione della quasi totalità dei traumi cerebrali curabili; che costituisce uno dei più potenti antiossidanti conosciuti.[1]

Approfondimenti
www.nutriterapia.it

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1. Per i primi due studi, vedi G.S. Jensen et al., JANA, Vol.2, n.3, 1999, 50-58; R.I. Kushak, JANA, Vol.2, n°3, 59-65. Lo studio sui traumi cerebrali è stato presentato al World Congress on Brain Injury; quello sulle proprietà antiossidanti è stato realizzato dal prestigioso Linus Pauling Institute.

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