Insetto killer del castagno: al via la lotta biologica

Continua la lotta all'insetto killer del castagno che mette a rischio i boschi italiani. Ma cosa fare se le nostre piante sono state infestate dall'insetto killer?

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Si chiama Cinipide Galligeno (fonte immagine) l'insetto killer arrivato dalla Cina, che sta mettendo in serio pericolo 780mila ettari di boschi di castagno e che ha già provocato danni ingenti riducendo il raccolto nazionale del 50 per cento.


L'insetto killer pungendo le gemme per la deposizione delle uova provoca la formazione di galle, cioè ingrossamenti dei tessuti di varie forme e dimensioni, da cui poi sfarfalleranno nell'anno successivo nuovi insetti adulti.


Ad essere colpiti in Italia sono i boschi di castagno delle diverse regioni, dalla Campania al Lazio, dalla Toscana all'Emilia Romagna ma anche Calabria, Veneto, Piemonte e Lombardia. 


A lanciare l'allarme è stata la Coldiretti che ha organizzato, per affrontare l'emergenza, una manifestazione di centinaia di agricoltori provenienti da tutte le Regioni produttrici, dalla Campania alla Toscana, dal Lazio alla Calabria, dal Veneto al Piemonte fino alla Lombardia, davanti al Ministero delle Politiche Agricole dove si è riunito il "Tavolo castanicolo".


La Coldiretti fa sapere in una nota stampa:


"Sono a rischio 34.160 imprese alla base della filiera castanicola nazionale, che garantisce lavoro a più di centomila occupati nelle diverse attività produttive. Importanti sono peraltro i benefici ambientali che i castagneti apportano, attraverso la salvaguardia dell'assetto ambientale e idrogeologico, la tutela della biodiversità e la conservazione del paesaggio rurale. Inoltre è importante e riconosciuto il ruolo dei boschi nel contrastare il cambiamento climatico, tanto che il protocollo di Kyoto riconosce anche a tali colture permanenti, la possibilità per gli stati nazionali di attribuire crediti di carbonio ai produttori, remunerati poi dal mercato, per i benefici ambientali dell'assorbimento dei gas ad effetto serra."


Nel corso del "Tavolo castanicolo", a cui hanno partecipato gli esponenti delle Regioni, delle Amministrazioni provinciali e comunali e delle Associazioni di categoria, sono state determinate le linee operative per fronteggiare l'emergenza.

1) La costituzione di aree di pre-moltiplicazione del Torymus sinensis, l'antagonista naturale del Drycosmus kuriphilus (il Cinipide galligeno del castagno). Sarà compito delle Regioni presentare progetti sulla localizzazione di tali aree, mentre il Ministero provvederà a finanziarli;


2) Il potenziamento del centro di moltiplicazione dell'università di Torino Divapra, gestito dal prof. Alberto Alma, che è stato il primo laboratorio a occuparsi della moltiplicazione del Torymus;


3) Una valutazione sulle linee guida di ricerca tra le quali quella relativa all'adattamento dell'antagonista al territorio, all'incidenza del cinipide sulla produzione di castagne e alle possibili ibridizzazione del Torymus sinensis con specie indigene;


4) Un maggior raccordo con l'Inea (Istituto nazionale di economia agraria) e con le associazioni presenti sul territorio, che dovranno fornire dati sulla presenza di castagneti, seguire le procedure di intervento a livello locale e informare correttamente gli operatori sulle azioni da intraprendere


I partecipanti hanno ribadito ai rappresentanti del Ministero l'urgenza di una immediata disponibilità delle risorse da mettere in campo per far fronte all'emergenza, oltre a un coinvolgimento di tutte le Regioni interessate dal problema.


Dal Ministero è arrivata la conferma dell'intenzione, oltre alle risorse già disponibili, di destinare altri finanziamenti per contrastare l'emergenza, oltre alla necessità di avviare un'azione sempre più sinergica con le realtà locali. 


Anche per la Coldiretti, l'avvio di una capillare guerra biologica all'insetto killer, attraverso lo sviluppo e accurata diffusione dell'insetto Torymus sinesi, lantagonista naturale del Drycosmus kuriphilus, è al momento l'unica strada percorribile per difendere i 780mila ettari di boschi di castagno presenti in Italia.


Ma cosa fare se le nostre piante sono state infestate dall'insetto killer?


Gli interventi da attuare - riporta RivistaAgraria.org - sono da differenziare in base alla tipologia produttiva cioè di castagneto boschivo o da frutto.


Nel caso di castagneto da frutto gli interventi di lotta sono differenziati tenendo conto del ritrovamento dei sintomi o della presenza dell'organismo nocivo in:


-nuovi impianti (fino al terzo anno), dove è da prevedere l'estirpazione e la distruzione dell'intera pianta infestata e di tutte quelle comprese entro un raggio di 20 metri;


-castagneti di età superiore a tre anni, dove è da prevedere una potatura precoce dei getti colpiti, nonché l'effettuazione di tagli di ritorno drastici per le piante di grandi dimensioni, comunque prima dello sfarfallamento delle femmine (entro fine maggio), distruggendo con il fuoco tutto il materiale asportato e infestato.


Nel caso di ritrovamento di galle vecchie (dell'anno precedente) si procederà a:


-contrassegnare la pianta colpita;eliminare (distruzione con il fuoco) i rami e i polloni colpiti;


-ispezionare accuratamente tutte le piante di castagno comprese nel raggio di cinquanta metri, rispetto alla pianta infestata.

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