Meningite, come riconoscerla: il test della camminata (video)

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La meningite è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono l'encefalo che può provocare morte o danni neurologici importanti. La causa può essere può essere di natura batterica o virale.


Se la forma è virale, la malattia evolve in genere in modo benigno non lasciando effetti permanenti, al contrario la forma batterica può essere molto pericolosa come illustra il sito del Ministero della Salute:


La malattia può avere complicazioni anche gravi, con danni neurologici permanenti, come la perdita dell'udito, della vista, della capacità di comunicare o di apprendere, problemi comportamentali e danni cerebrali che possono condurre alla paralisi. Tra le complicazioni di natura non neurologica sono possibili i danni renali e alle ghiandole surrenali, con conseguenti squilibri ormonali.


La forma batterica, a sua volta, si suddivide in:


-Meningite causata da haemophilus influenzae di tipo B per cui esiste la vaccinazione


-Meningite causata da pneumococco


-Meningite causata da meningococco


La meningiite causata da pneumococco e meningococco può avere effetti drammatici, soprattutto sui bambini.


Il professor Nicola Principi, direttore della prima clinica pediatrica dell'università di Milano, - riporta il Corriere -  spiega:


"Quando dobbiamo affrontare la meningite è essenziale capire quale delle due forme è in gioco: la forma da pneumococco è facilmente controllabile e difficilmente porta epidemie, quella da meningococco ha invece una diffusione molto rapida e impone l'antibiotico anche per i soggetti che stanno vicini al malato."


Ma come si presenta la meningite? Con quali sintomi?

Sul sito del Ministero della Salute leggiamo:


Al suo esordio la meningite batterica può presentare dei sintomi aspecifici simili a quelli di altre malattie come l'influenza: sonnolenza, cefalea, inappetenza. In genere, però, dopo 2-3 giorni la sintomatologia peggiora e compaiono: nausea e vomito, febbre alta, pallore, intolleranza alla luce; tipiche la rigidità della nuca e quella all'estensione della gamba.


Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti, mentre possono esserci: pianto continuo, irritabilità e sonnolenza al di sopra della norma, scarso appetito, pallore e comparsa di macchie cutanee di colore rosso, che non scompaiono alla pressione.


Nei bambini, è bene prestare attenzione a: forti mal di testa, rigidità del collo e incapacità di toccare il petto col mento, intolleranza alla luce (fotofobia), sonnolenza, dolori alle articolazioni o ai muscoli, spasmi e stato di confusione.


Oltre alla visita e ad alcuni esami del sangue, per effettuare la diagnosi della malattia è necessario eseguire l'analisi citochimica e colturale del liquido cerebrospinale: il liquido che circola nelle meningi. L'esame si esegue prelevando alcune gocce di liquido cerebrospinale tramite la puntura lombare che viene praticata per mezzo di un ago speciale introdotto, dopo anestesia locale, nella parte bassa della schiena attraverso la colonna vertebrale.


E per concludere, i consigli del Prof. Italo Farnetani, docente di pediatria alla Bicocca di Milano, che raccomanda, per scongiurare il peggio, di sottoporre i nostri bambini "test della camminata".









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