Un'aspirina al giorno contro il cancro: ma gli effetti collaterali?

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Una quantità minima di acido acetilsalicilico, il corrispondente di un'aspirinetta, assunta per cinque anni, ridurrebbe il rischio di ammalarsi gravemente di cancro del 20%.

A sostenerlo è uno studio, riportato sulla rivista Lancet, condotto da Peter Rothwell della Oxford University.

75 mg al giorno di aspirina - riporta il Corriere -riduce il rischio di morte per cancro del 20 per cento; per i tumori all'intestino del 40 per cento; per quelli ai polmoni del 30 per cento; per i tumori alla prostata del 10 per cento; per l'esofago del 60 per cento.

Ce ne aveva parlato già la nostra Massimilla Manetti Ricci su Il Serpente di Galeno chiedendosi:

"Quello che vorrei sapere, ma non è scritto, quanti sono gli effetti collaterali che si sono sviluppati: magari tali pazienti non avranno sviluppato il tumore, ma forse ulcere e sanguinamenti vari sì".

Di seguito il video del servizio mandato in onda dal Tg1:



Massimilla Manetti Ricci su Il Serpente di Galeno riporta un passaggio di una ricerca condotta da AIRC e pubblicata sempre su Lancet ad aprile 2009:


I dati più certi riguardano proprio il tumore del colon-retto, ma anche altre forme oncologiche potrebbero trarre beneficio da questa particolare modalità di prevenzione: tra i principali candidati troviamo il tumore del seno, del polmone, della prostata, dello stomaco e dell'esofago.

Nonostante queste notizie incoraggianti, restano ancora molti dubbi sull'uso di aspirina e altri antinfiammatori nella farmacoprevenzione del cancro, soprattutto legati alle incertezze sugli effetti collaterali, sulle dosi ottimali del farmaco, sulla durata del trattamento e sul momento più opportuno per cominciarlo.

Occorre, quindi, prudenza, come avverte anche Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano:

"Bisogna ricordare che questo farmaco ha anche effetti collaterali, tra cui sanguinamenti e forme emorragiche. Deve continuare ad essere assunta quotidianamente - sottolinea dunque - solo da coloro che la prendono già per prevenire problemi cardiovascolari, soprattutto quando si è più avanti con gli anni".

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