Nasce MedPedia, l'enciclopedia medica on line in stile Wiki

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Alzi la mano chi non ha mai mai scandagliato il web di fronte a qualche sintomo sospetto o patologia, alla ricerca di una diagnosi fai-da-te... Ma non sempre le risposte di Google ci hanno soddisfatto, anche perchè molto spesso l'attendibilità dei siti o dei commenti è difficile da verficare. E allora perchè non creare un'enciclopedia medica on line nello spirito di Wikipedia?

L'idea di James Currier, imprenditore di Silicon Valley e promotore di contenuti user-genereted, è proprio quella di realizzare una sorta di Wikipedia limitata a temi medici ma spiegati con un linguaggio volutamente divulgativo a servizio del lettore medio. Medpedia, questo il nome, è più selettiva di Wiki e richiede ai contribuenti volontari una specializzazione, ovvero un dottorato o un master. Oltre a questo per garantire agli utenti un'attendibilità dei contenuti, non sarà in forma anonima come per Wikipedia, ma saranno ben in vista il nome e cognome dei contribuenti. Insomma una cosa un pò più seria.

Il progetto, riporta il Corriere.it è ancora in fase di sviluppo, dovrebbe vedere la luce alla fine del 2008 e conta per ora circa mille pagine, anche se le ambizioni sono molto alte. L'intento è quello di sostituirsi ad un'informazione ufficiosa e superficiale di molti siti per fornire agli utenti la verità su 30 mila patologie e 10 mila farmaci esistenti, come riporta il blog TechCrunch.

Oltre alle informazioni il progetto, finanziato da quattro importanti università americane, contempla anche una sezione ad accesso limitato, riservata esclusivamente ai professionisti del settore, che in queste pagine possono discutere e confrontarsi su questioni più specialistiche.

Chissà se eguaglierà il successo della sorella Wikipedia? Inutile dire che la figura del medico resta imprescindibile e che bisogna sempre far la tara a qualsiasi informazione circoli in rete. Se veramente aiutasse a contrastare l'ignoranza dilagante sulle tematiche mediche tra i non addetti ai lavori, potrebbe migliorare anche il rapporto medico-paziente?

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