Tumore alla prostata cure: ecco come agisce il testosterone

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Studi scientifici hanno dimostrato che il testosterone può migliorare l'infiammazione alle basse vie urinarie

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Il testosterone, l’ormone sessuale maschile prodotto principalmente dai testicoli, può migliorare la sintomatologia irritativa delle basse vie urinarie (LUTS), uno dei principali sintomi che, alla lunga, può degenerare nell’ipertrofia prostatica benigna.

Lo dimostrano alcuni studi pilota condotti in Corea su 46 uomini affetti da ipogonadismo e ipertrofia prostatica hanno documentato l’efficacia del trattamento a base di testosterone che ha portato un notevole miglioramento dei LUTS e dei parametri uro-dinamici. 

In caso di diminuzione di testosterone, infatti, si è evidenziata una marcata infiammazione intraprostatica associata ad ipossia e rimodellamento tissutale verso l’ipertrofia prostatica.

È interessante notare come la terapia testosteronica abbia impedito completamente lo sviluppo di tali alterazioni tissutali nella prostata.

Il prof. Fabrizio Iacono, docente di Urologia presso l’Università “Federico II” di Napoli” , spiega:

“Le patologie prostatiche sono tra le malattie più frequenti: quasi un uomo su due sopra i 50 anni accusa disturbi legati all’ipertrofia prostatica benigna. La frequenza con la quale i sintomi sono riferiti è dipendente dall’età (dal 20%nei soggetti di età inferiore a 50 anni al 45% dei soggetti di età uguale a 70 anni) e in relazione a specifiche zone geografiche (maggiore negli USA e nei paesi asiatici e minima in Francia e Scozia). In generale, superati gli “anta” spesso si verifica un calo fisiologico del testosterone. Per aumentarne la produzione da pochi mesi è disponibile in farmacia un nuovo integratore brevettato per il benessere prostatico che contiene un composto (tradamixina) ricco di protodioscina, una molecola vegetale simile al testosterone che potrebbe averne gli stessi benefici senza dover ricorrere a prodotti ormonali farmacologici. Attualmente è l’unico integratore in commercio che oltre a contenere la ultranota serenoa repens, associa anche tradamixina con elevate quantità di protodioscina”.

A confermare come il trattamento con testosterone (TRT) inibisca piuttosto che favorire il processo infiammatorio cronico, da cui possono originare gli adenomi, anche una recente survey di più di 1.300 pazienti affetti da ipogonadismo trattati con testosterone.

Lo studio, pubblicato sul “The Journal of Sexual Medicine”, ha dimostrato che l’incidenza di cancro alla prostata durante il TRT a lungo termine era equivalente a quella attesa nella popolazione generale.

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