Contro la disfunzione erettile ci sono nuovi farmaci che promettono di risolvere il problema a lungo termine e senza complicazioni cardiache
Si calcola che dai 40 anni gli uomini possano iniziare ad avere qualche problemino di erezione.
L'ultima scoperta arriva dal Policlinico dell'Università di Palermo dove i ricercatori, coordinati dal Prof. Carlo Pavone, docente di Urologia presso l'ateneo siciliano e dal Prof. Salvatore Novo, direttore dell'unità operativa di Cardiologia, stanno conducendo uno studio che coinvolge oltre 500 pazienti cardiopatici (il numero totale sarà circa 2000) dei quali cinquanta presentano anche problemi di disfunzione erettile.
In questi pazienti l'assunzione dei famosi inibitori delle fosfodiesterasi 5 è, infatti, controindicata nei casi in cui sia necessario somministrare nitrati o quando l'evento cardiovascolare è recente.
Il nuovo protocollo prevede l'assunzione di un integratore naturale al 100%, il tradamix, composto brevettato che contiene l'alga ecklonia bicyclis, il tribulus terrestris e la glucosamina, un estratto naturale. Ad oggi i risultati ottenuti dimostrano un aumento significativo di circa l'80% dell'IIEF5 score (il questionario di valutazione del deficit erettile) e un miglioramento dei livelli di testosterone in quei pazienti con bassi valori pre-somministrazione del composto.
Carlo Pavone, Professore di Urologia all'Università degli Studi di Palermo e direttore della Unita Operativa di Urologia e Andrologia del Policlinico, spiega:
"La nostra ricerca prevede dei test di valutazione della funzione endoteliale della circolazione sanguigna e il dosaggio dei livelli di testosterone nel sangue. Di fronte ad un disagio sessuale bisogna rassicurare il paziente, facendogli capire che non ha nessun problema reale, oppure prescrivendo una terapia quando è il caso. I nostri studi dimostrano che laddove non è possibile agire con farmaci specifici, per precise incompatibilità dovute a terapie cardiologiche, si può supportare l'attività sessuale con degli integratori naturali".
Talvolta questo tipo di problematiche sono indice sentinella di patologie occulte che, oltre a peggiorare la qualità di vita dei pazienti, sono causa di malattie cardiovascolari.
Per questo l'Università di Palermo ha deciso di avviare anche un secondo studio per sperimentare l'efficacia delle nuove terapie per il deficit erettile. In questo caso il trattamento è di tipo "continuativo", ovvero non più un farmaco da assumere a dose piena in previsione di un rapporto sessuale ma la riabilitazione a lungo termine della funzione sessuale.
Pavone prosegue:
"Come suggerito dalle più recenti linee guida internazionali, i pazienti che lamentano deficit erettile vengono prima sottoposti ad alcuni esami al fine di escludere patologie sottostanti che possano esser causa del disturbo e successivamente si prescrive loro il protocollo terapeutico più adatto. I risultati conseguiti sui nostri pazienti dimostrano che tale terapia permette di riacquistare la funzionalità erettile e mantenere nel tempo i benefici ottenuti".
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alle 10:42
Ziesha Shey
La disfunzione erettile, chiamata anche impotenza, è comune a tutto il mondo e gli uomini in tutte le fasi della vita. Anche se la terminologia copre una vasta gamma di disturbi possibili, si riferisce essenzialmente alle difficoltà di un uomo nel raggiungere o mantenere un'erezione. Ma ora Ultimate-Herbal è qui per curare il vostro problema con rimedi a base di erbe.
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