Tra i sintomi della menopausa c'è l'atrofia vaginale, di cui soffre almeno il 50% delle donne in post-menopausa. Un problema risolvibile.
Si calcola che il 33% delle donne occidentali viva un terzo della propria vita in menopausa (poiché l'attuale aspettativa di vita si attesta a 82 anni).
E', quindi, di importanza fondamentale vivere questo particolare momento nella migliore qualità di vita possibile, anche per prevenire quelle patologie che quest'età tuttavia porta con sé.
Ciò è possibile soprattutto conoscendo i sintomi del periodo post-menopausa, da quelli di cui si parla con facilità e senza problemi, a quelli di cui si parla purtroppo molto meno.
Tra questi l'atrofia vaginale, di cui soffre almeno il 50% delle donne in post-menopausa, di cui solo 1 su 4 chiede aiuto al proprio medico curante.
Questa riluttanza da parte della donna è spesso correlata alla "cattiva pubblicità" che è stata fatta recentemente sulle terapie ormonali sostitutive (TOS), come causa di un possibile aumento del rischio di tumore al seno, di patologie cardiache e ictus.
Indipendentemente dal fatto che questi timori sulla TOS siano giustificati o meno una "terapia ormonale locale" adatta a curare l'atrofia vaginale - riportano gli esperti - non è associata ai possibili rischi della TOS sistemica.
Altre ragioni che condizionano il fatto che le donne continuano a soffrire in silenzio possono essere di natura culturale, oltre che una naturale riluttanza a parlarne con medici di sesso maschile.
Spesso, quindi è il medico stesso a 'intavolare' un dialogo su questi temi per incoraggiare le proprie pazienti a scegliere la terapia vaginale che più si adatta a loro. E' buona cosa che da parte del medico arrivi anche la rassicurazione che l'atrofia vaginale può essere reversibile e che la secchezza non è un fastidio temporaneo come possono essere le vampate che con il tempo tendono a risolversi in modo spontaneo, ma è un disturbo che richiede un trattamento specifico.
La salute vaginale è di fondamentale importanza per la salute sessuale e gli estrogeni modulano il processo emodinamico coinvolto nel ciclo della risposta sessuale. In presenza di atrofia vaginale, le donne in menopausa possono riportare secchezza vaginale e, se sono sessualmente attive, possono riferire disturbi dolorosi della sessualità, come per esempio la dispareunia. Inoltre, la salute del tratto urinario è strettamente correlata con la sintomatologia vaginale, soprattutto in assenza di estrogeni. Sintomi urinari, come frequenza, urgenza, nicturia, disuria, incontinenza e infezioni postcoitali sono riportati con maggior frequenza quando è presente un certo grado di atrofia vaginale.
E' stato recentemente approvato a livello europeo e da poco è in commercio anche in Italia un gel vaginale a base di estriolo.
La formulazione di questa molecola innovativa di gel idrofilo e muco adesivo con proprietà altamente idratanti, permette dosi di somministrazione di estriolo pari a 0,005 % di concentrazione ovvero 10 volte più basse di quelle presenti nei prodotti similari fin'ora disponibili.
I risultati terapeutici con questo prodotto (commercializzato con il marchio Gelistrol®) si sono dimostrati inalterati nonostante la bassissima dose. Infatti questo gel con 50 µg/g di estriolo ha documentato un miglioramento della maturazione dell'epitelio vaginale, per uguale durata di trattamento, paragonabile ad un suo consimile in crema con concentrazione 500 µg/g di estriolo, ma con un'esposizione sistemica apparsa trascurabile dopo dosi ripetute. Tale risultato scaturisce non solo dalla ridotta concentrazione di estriolo presente in ogni applicazione ma anche dalla formulazione stessa del gel in grado di rimanere compatto e ad aderire alla parete della vagina, mentre la crema con caratteristiche di lipofilicità tende maggiormente ad essere assorbita attraverso la membrana plasmatica.
Inoltre la crema per la natura grassa e oleosa tende a fuoriuscire provocando una sensazione di untuosità e quindi di disagio per la donna. La formulazione gel permette quindi di ovviare a questo fastidio in grado di compromettere la qualità di vita della donna, come è stato del resto dimostrato in uno studio registrativo sul prodotto in cui, al termine del trattamento, 9 donne su 10 hanno definito la sua accettabilità come eccellente o buona.
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