Trapianti in Italia: ecco come diventare donatori

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Sono 9.000 le persone in attesa di un trapianto in Italia. Come si diventa donatori? Te lo spieghiamo nel post

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In Italia ci sono 9.000 persone in attesa di un trapianto e 500 sono le persone che ogni anno muoiono in attesa di un organo. Ma come si diventa donatori in Italia?

La donazione in Italia è regolata dalla Legge 1 aprile 1999, n. 91, capo II. La normativa ha introdotto il principio del silenzio assenso. Tale principio non è tuttavia ancora applicato, in quanto non è stata ancora costituita un’anagrafe informatizzata dei cittadini assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale che permetta la notifica ad ogni cittadino, da parte di un Pubblico Ufficiale, di un modulo per la dichiarazione di volontà in cui si informa lo stesso che, in mancanza di una esplicita dichiarazione, si presume il consenso alla donazione. 

In questo periodo transitorio, la legge stabilisce il principio del consenso o dissenso esplicito, per cui a chiunque è data la possibilità di dichiarare validamente la propria volontà attraverso varie modalità:  riempiendo un modulo agli appositi sportelli delle Asl o anche sul sito del Centro Nazionale Trapianti; scrivendo una dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti su un comune foglio bianco che riporti nome, cognome, data e luogo di nascita, data e firma; dichiarando la propria volontà tramite il tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità nel maggio 2000, da portare sempre con sé, oppure tramite la tessera dell’AIDO, se iscritti.

In mancanza di un’esplicita dichiarazione espressa in vita, i familiari (coniuge non separato, o convivente more uxorio, o figli maggiorenni, o genitori) possono presentare opposizione scritta al prelievo durante il periodo di accertamento di morte.

L’opposizione non è consentita se dai documenti personali o dalle dichiarazioni depositate all’Asl risulta che il soggetto abbia espresso volontà favorevole al prelievo di organi e tessuti.

Il consenso o il diniego alla donazione d’organi si potrà presto esprimere anche nel momento in cui si richiede o si rinnova la carta d’identità all’ufficio anagrafe del proprio Comune. Si tratta di un progetto sperimentale del Ministero della Salute avviato per il momento solo in Umbria, ma che si spera possa presto essere esteso anche nelle altre Regioni. Il Ministero degli Interni nei prossimi mesi richiederà una valutazione ad una commissione ad hoc, che verificherà la possibile estensione di questo modello su tutto il territorio italiano. In ogni caso la possibilità di esprimere la propria volontà sul documento d’identità resta “volontaria” e rimane un’opzione che non esclude le modalità utilizzate fino a questo momento.

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