Patologie sessuali maschili: i consigli e le raccomandazioni del Ministero della Salute

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Le patologie di natura sessuale sono molto comuni. Nel post i consigli del Ministero della Salute.

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Un maschio su tre ha problemi andrologici che possono essere diversi a seconda della fascia d’età.

Si calcola che il 27% dei giovani italiani da 0 ai 18 anni presenta problematiche della sfera riproduttiva e sessuale, mentre gli adulti tra i 19 e i 50 anni affetti da patologie andrologiche sono circa il 40% con una maggiore prevalenza di infertilità e problematiche sessuali.

Infine, circa il 38% dei maschi sopra i 50 anni consulta l’andrologo per risolvere problematiche legate alla sessualità.

Per non parlare poi del tumore testicolare è la neoplasia più frequente nel maschio tra i 15 e i 40 anni.

Questi i dati presentati a Roma presso l’Auditorium del Ministero della salute durante il Convegno “Criteri di appropriatezza strutturale, tecnologica e clinica nella prevenzione, diagnosi e cura delle patologie andrologiche” dedicato alla presentazione del tredicesimo volume della collana “Quaderni del Ministero della Salute”.

La maggiore aspettativa di vita comporta un progressivo incremento dell’incidenza delle patologie andrologiche che sono divenute un problema di rilevanza sanitaria e sociale. 

In questo quaderno vengono approfondite tali tematiche tenendo sempre in considerazione l’epidemiologia, la prevenzione e l’individuazione dei fattori di rischio quali: età, stress, obesità, esposizione ad agenti fisici e chimici, fumo, assunzione di alcol o sostanze stupefacenti.

L’andrologia svolge un ruolo fondamentale in ambito preventivo. In particolare la prevenzione primaria è volta a ridurre l’incidenza di patologie andrologiche e si attua rimuovendo i fattori di rischio che la causano anche grazie alla  diffusione di messaggi educativi su stili di vita salutari, indirizzati prevalentemente ai giovani.

Il Ministro della salute, prof. Renato Balduzzi, nella sua prefazione al volume dedicato all’andrologia, scrive:

“L’attività svolta dal medico di medicina generale e dal pediatra di libera scelta  è fondamentale e insostituibile; tali figure devono poter contare su un Sistema Sanitario efficiente nel fornire accesso alle prestazioni specialistiche andrologiche, mettendo a disposizione una rete di Centri di secondo e terzo livello, indispensabili a garantire standard di cura elevati a costi contenuti e sopportabili per la comunità in relazione a requisiti clinici, organizzativi, tecnologici e strutturali”.

E ancora:

“Il Quaderno testimonia la piena consapevolezza, da parte del Ministero, della necessità di delineare percorsi chiari per gestire al meglio le principali patologie andrologiche. L’obiettivo è uniformare sul territorio il management clinico e assistenziale dell’andrologia ed eliminare le inappropriatezze, laddove presenti, distribuendo in modo più congruo le risorse professionali e strumentali”.

La pubblicazione è anche disponibile sul sito dedicato ai Quaderni del Ministero della salute e scaricabile gratuitamente dall’applicazione per iPad ‘Edicola Salute’.

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