Febbre West Nile Italia: sale il numero di contagiati, i sintomi

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Sale la paura per la febbre del Nilo che sta mietendo vittime anche in Italia. Nel post la storia, i sintomi e la modalità di contagio del virus.

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Sale la soglia di attenzione per i diversi casi di contagio della febbre del West Nile in Italia e nell’area del Mediterraneo.

Aumentano i casi di contagio da febbre del West Nile, o virus del Nilo occidentale, in Italia: ai 13 casi rilevati nelle settimane scorse se ne è aggiunto un altro degli ultimi giorni.

L’Ue il 3 novembre 2011 ha segnalato 93 casi identificati come febbre West Nile umana di cui 69 in Grecia, 14 in Italia e 10 in Romania. Nei paesi limitrofi, sono saliti a 155 i casi confermati di cui 2 in Albania, 4 nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, 122 nella Federazione russa, 3 in Tunisia, 3 in Turchia e 21 in Israele.
Dall’ultimo aggiornamento datato 27 ottobre, tre paesi hanno segnalato nuovi casi umani.

In Italia al momento si contano 14 casi di cui 1 Provincia di Belluno,  1 in Provincia di Olbia, 3 in Provincia di Oristano, 1 in  Provincia di Udine, 1 in Provincia di Pisa, 6 in Provincia di Treviso ed 1 in  Provincia di Venezia. E’ stato inoltre confermato un nuovo caso di infezione nella provincia di Udine. 

Ma come si manifesta il virus del West Nile e come avviene il contagio?

Riporta Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica:

Il virus di West Nile è trasmesso sia agli animali, sia all’uomo, attraverso la puntura di zanzare infette (soprattutto specie culex pipiens). Il ciclo biologico coinvolge gli uccelli selvatici come ospiti amplificatori, mentre i mammiferi infettati (cavalli e uomini) si comportano come ospiti accidentali in quanto non raggiungono una viremia sufficiente per infettare nuovamente un vettore competente (zanzara).

Nella maggior parte dei casi la malattia decorre in maniera del tutto asintomatica nell’uomo, tuttavia nel 20% dei casi si presenta come una forma febbrile lieve e solo nell’1% dei casi (di solito in soggetti con malattie concomitanti, anziani o mmunocompromessi), si verifica la forma neuroinvasiva più grave (ad es: meningite, encefalite, poliradiculoneurite e in alcuni casi paralisi flaccida acuta).

Qual è la biografia del virus?

Riporta Giovanni d’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”:

Il virus era stato già isolato nel 1937 nel distretto di West Nile in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta. Negli anni ‘50 è stato riscontrato in uccelli, zanzare e moscerini in Egitto diffondendosi, infine, anche in altri Paesi e diventando noto solo nel 2002, per aver scatenato un’epidemia negli Stati Uniti.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun disturbo o, al massimo, sintomi leggeri quali febbre, arrossamento degli occhi, mal di testa, dolori muscolari, nausea e vomito. Nei bambini è più frequente una febbre leggera. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave determinando, in extremis, casi di meningite.

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