Le verruche colpiscono soprattutto in estate: perché, come eliminarle e come prevenirle?
In questa stagione, complice la frequentazione di stabilimenti balneari e piscine, il numero di persone infette da verruche aumenta considerevomente, e questo perché il clima caldo e umido favorisce la sopravvivenza del virus del papilloma umano (HPV) della famiglia Papovaviridae.
Si tratta - informa Wikipedia - di formazioni benigne costituite da un nucleo di tessuto interno alimentato da vasi sanguigni e rivestito da vari strati di tessuto epiteliale.
Il virus penetra nell'epidermide e la infetta, determinandone un'eccessiva velocità di replicazione. Il contagio avviene per contatto superficiale e non rimane traccia nel sangue.
La verruca può svilupparsi in qualunque zona del corpo ma spesso interessa solamente alcuni aree specifiche (come ad esempio le mani, i piedi, i gomiti e le ginocchia) che essendo soggette a frequente traumatismo meccanico e contatto con l'ambiente esterno, è verosimile che presentino delle microlesioni in cui il virus può annidarsi.
Ci occuperemo, di seguito, delle verruche comuni e di quelle plantari: come curarle e come prevenirle.
Le verruche comuni hanno lo stesso colore della pelle e presentano una superficie ruvida spesso crespata e di aspetto antiestetico.
Le verruche plantari, le più dolorose, compaiono solo sulla pianta del piede e si distinguono dai calli in quanto interrompono il tracciato di linee e rilievi presenti sulla cute che costituiscono l'impronta del piede e perché presentano all'interno dei puntini scuri.
Le verruche possono impiegare anche da 6 mesi a 2 anni per scomparire naturalmente, senza alcun intervento esterno; tuttavia, se la verruca provoca dolore o fastidio, si può eliminare.
In generale, i trattamenti previsti per eliminare le verruche sono:
- Asportazione chirurgica che, però, non elimina le recidive, il cui rischio è comunque elevato.
- Crioterapia: congelamento dell'area affetta tramite azoto liquido applicato dal medico con una bomboletta spray; le cellule ustionate del derma formano una bolla e si staccano dal tessuto sottostante permettendo all'epidermide di rigenerarsi;
- Preparati cheratolitici: applicazione di un liquido a base di acido salicilico, acido lattico, collodio elastico o combinazione dei tre, un farmaco che accelera il ciclo di maturazione della verruca facendola salire in superficie e permettendone il distaccamento spontaneo;
- Iniezioni intralesionali: iniezione di interferone all'interno della verruca stessa che dovrebbe far morire il virus, evitando così le recidive;
- Laser: bruciatura della verruca tramite laser;
-Applicazione di vitamina E veicolata da preparati oleosi utilizzati anche come crema anti irritazione cutanea che, applicata localmente, porta alla morte della verruca, probabilmente migliorando la capacità di cicatrizzazione;
-Lattice di fico: applicazione del lattice di fico che sgorga da foglia, frutto o rametto appena tagliato sulla verruca. Taluni consigliano, una volta asciugato, di coprire con un cerotto, data la forte azione fotosensibilizzante.
L'igiene personale è lo strumento migliore per prevenire la formazione di verruche: lavatevi accuratamente (con acqua e sapone) la pelle, soprattutto dopo aver frequentato piscine, docce pubbliche, spiagge dove, inoltre, la regola è quella di indossare sempre ciabatte di gomma.
Non dimenticate, poi, che le ferite vanno sempre lavate e disinfettate perché sono esposte alla formazione di verruche e di altri virus.