Mare bambini: pericolo batteri e virus nelle acque europee

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I nostri bambini preferiscono il mare dove trascorrono ore in acqua. Ma sono così puliti i mari d'Europa? Secondo recenti studi sarebbero piuttosto un brodo di batteri e virus...

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L’estate, si sa, è la stagione più amata dai nostri figli che, quando sono al mare trascorrono ore in acqua a giocare, divertendosi e stancandosi fino allo sfinimento.

L’acqua di mare, però, purtroppo è una miscela di acqua, sali, gas disciolti (ossigeno, anidride carbonica, etc..), batteri, virus, protozoi, materia organica disciolta, materia organica particellata. 

Di fatto quando i nostri piccoli fannno il bagno al mare si immergono in un vero “brodo”, un ecosistema ad elevatissima complessità. 

In acque costiere il numero di batteri varia da 1 a 10 milioni di cellule per mL, cioè da 1 a 10 miliardi di cellule per litro. Per i virus il numero varia da 1 a 100 miliardi di particelle per Litro

Ci sono poi tutti i batteri e i virus presenti sul fondo, tra la sabbia, e lì sono altrettanti se non di più. 

Un gruppo di ricercatori europei ha trovato dei virus in circa il 40% dei campioni nelle spiagge di più di 1.400 zone costiere e dell’entroterra in nove Paesi europei

La direttiva europea sulle acque balneabili stabilisce i tenori massimi di batteri, in particolare Escherichia coli e Enterococcus intestinale, che non devono essere superati al fine di mantenere elevata la qualità dell’acqua. 

Per i virus, tuttavia, il regolamento indica solo che gli studi scientifici devono essere effettuati per determinare parametri di riferimento e metodi di rilevazione affidabile.

In questo contesto, 16 gruppi di ricerca del progetto Virobathe, finanziato dai fondi dell’UE, ha analizzato la presenza di adenovirus (virus con il DNA) e norovirus (che hanno RNA e provocano gastroenteriti) in 1.410 campioni di acqua balneabile, sia acqua dolce che marina, in nove Paesi europei. 

I risultati complessivi hanno dimostrato che 553 campioni contenevano virus (39,2% del totale), soprattutto gli adenovirus (nel 36,4% dei campioni, contro solo il 9,4% per i norovirus), e ne sono stati trovati più nell’acqua dolce che in quella salata. Una selezione dei campioni ha mostrato che un quarto dei microrganismi aveva capacità infettiva. 

Gli adenovirus sono associati con la gastroenterite nei bambini, alcune infezioni respiratorie, otite e congiuntivite, anche se una larga parte della popolazione è già stata in contatto con loro ed è per questo motivo resistente alle infezioni dalla maggior parte dei ceppi. Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista Water Research, afferma che la presenza degli adenovirus infettivi e norovirus nei campioni di acqua.

Resta alto anche il rischio di contrarre l’epatite A che è legato non solo al consumo di alimenti ma anche alla balneazione in acque contaminate (soprattutto in vicinanza di scarico di fogne), ciò in considerazione della particolare resistenza del virus epatitico A nelle acque (2 sett nell’acqua di mare e 1 mese nell’acqua di fiume).

Fonte: Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”

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